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Il Secolo XIX - Samp, scivolone senza scuse

autore
Andrea Losapio
lunedì 15 settembre 2008, 09:542008
autore Andrea Losapio
15.09.2008 09:542008

Nello stesso istante in cui, a Roma, Pandev mette in porta la palla del due a zero per la Lazio contro la Sampdoria, a Napoli Maggio segna la rete del definitivo 2-1 per gli azzurri sulla Fiorentina. A volte il calcio è semplice: vendo un giocatore che ha fatto nove gol in una stagione, perdo per infortunio un attaccante che ne ha fatti 12, sono costretto a far esordire un difensore argentino che non conosce ancora il campionato italiano. Il risultato è all'inglese; per gli altri, ovviamente.

Lazio-Sampdoria 2-0 (Zarate nel primo tempo e Pandev nella ripresa) si può raccontare benissimo partendo da qui. Mazzarri si presenta a Roma con una squadra che lo preoccupa, per via della contemporanea assenza di Campagnaro e Accardi in difesa, per la perdurante assenza di Bellucci in attacco, per la fascia destra sempre improduttiva, per l'esordio di Bottinelli, difensore argentino che, a sue spese, vedrà quanto è diversa la serie A rispetto ai campionati di apertura e clausura del suo Paese. Preoccupazioni che, finita la partita, ci sentiamo di condividere in pieno con l'allenatore. Dopo sette minuti, infatti, accade che Zarate riceva palla spalle alla porta, si giri rapidamente con un tocco d'esterno, centri l'incrocio dei pali con un sinistro al giro precisissimo. Bottinelli, che lo marcava, perde l'attimo e gli concede di voltarsi e tirare. Si mette male.

La Sampdoria rischia l'imbarcata perché, nel giro di pochi minuti, la Lazio avrebbe occasione di raddoppiare, due volte, con Mauri. Ieri il centrocampista è stato schierato da Delio Rossi finto centravanti, spesso davanti a tutti con Pandev e Zarate sulle ali. Mauri ha dimostrato a tutti di essere davvero finto, come centravanti: all'8' si trova al limite ma non tira e tenta un improbabile passaggio, al 14' tira fuori da due metri con Mirante già battuto.

La Lazio non castiga e potrebbe essere castigata perché i blucerchiati, prima di andare negli spogliatoi, mettono insieme quattro palle gol. Potrebbero segnare Bottinelli in spaccata, Bottinelli di testa ma scheggia la traversa, Sammarco e Cassano. Si dirà che, allora, la squadra funziona. Non è così. La squadra, al contrario di quanto fatto a Marassi contro l'Inter, non crea gioco, le occasioni sono frutto di giocate estemporanee (quella di Sammarco arriva alla fine di una serie di rimpalli) o sugli sviluppi di calcio piazzato (le prime due di Bottinelli). Solo l'ultima, con lancio di Palombo a cercare Cassano, contiene un minimo di manovra.

A Roma sono emerse le pecche che la campagna acquisti e la situazione contingente - leggi infortuni a ripetizione - lasciavano supporre. Maggio sulla destra è stata una perdita molto grave che Padalino e Stankevicius non hanno ancora saputo rimpiazzare. In quella zona manca uno degli schemi base della Sampdoria dell'anno scorso: lancio di Cassano in profondità da sinistra per la velocità di Maggio che taglia il campo. Quel tipo di azione proprio non esiste più. Bisognerebbe trovare alternative, ma in questo periodo manca anche Bellucci. Delvecchio, nella posizione di trequartista, che non è il suo ruolo, può trovare i tempi giusti in una partita (contro l'Inter ha annullato Stankovic e poi anche segnato) e non trovarli in un'altra: a Roma, malgrado la gran corsa, non è quasi mai entrato nel vivo del gioco.

Una cosa è certa: a Delvecchio non puoi chiedere di trasformarsi in bomber. E' un giocatore che sa segnare, ma gli mancano scatto e tempi dell'attaccante. La mancanza di Bellucci e Maggio dovrebbe essere sostituita dagli inserimenti dei centrocampisti, soprattutto i mezzi esterni, Franceschini a sinistra e Sammarco a destra. Non sempre, però, i due, riescono a tenere i ritmi alti e, soprattutto, si trovano in difficoltà quando le squadre avversarie si chiudono. «La partita - ha spiegato Franceschini - si è decisa nel primo tempo. Queste gare o le riacciuffi subito, e abbiamo avuto tante opportunità, oppure contro avversari del livello della Lazio si mette male. Loro nel secondo tempo si sono chiusi e non abbiamo trovato più varchi».

Nella ripresa la Lazio non ha corso un solo rischio, contro una squadra che, una volta davanti alla difesa avversaria schierata, non riusciva a cambiare passo. Gli ingressi di Bonazzoli e Fornaroli nel finale, con i blucerchiati sistemati col tridente (Bonazzoli centrale, larghi Cassano e Fornaroli) non hanno portato nessun beneficio.

La Lazio ha potuto chiudere i conti senza stancarsi nemmeno troppo. Se non fosse stato per Brighi, che al 10' ferma Pandev per un fuorigioco che non c'è, la partita sarebbe finita anche prima. Invece succede al 26': Brocchi lancia lungo Pandev, su di lui c'è Bottinelli che viene scherzato dal macedone, il quale stoppa la palla, si libera della marcatura con una leggera spinta come a dire «a va va», tira in porta a colpo sicuro e segna. La sensazione amara è che, se questa è la Sampdoria, sarà un inizio di campionato avaro di soddisfazioni, in trasferta. A Marassi è un'altra faccenda, il frastuono della Sud fa miracoli, ma lontano da casa sembra la squadra dell'inizio della scorsa stagione. Che peccato.