La Stampa - Cairo: "Toro a posto in 100 ore, alle mie condizioni"
Gianluigi Longari
Sorride, si prende gli applausi dei tifosi e si gode dalla panchina con De Biasi le giocate del tridente Rosina-Amoruso-Bianchi. Dopo giorni difficili e complicati, Urbano Cairo proprio ad Asti rivede l'entusiasmo dei vecchi tempi (qui il nuovo Toro giocò tre anni fa la prima amichevole della rinascita) e soprattutto si gusta la nuova percezione di calciomercato. «Dopo tante sessioni passate ad inseguire i giocatori all'ultimo momento - commenta il presidente -, questa volta abbiamo noi il coltello dalla parte del manico. È una sensazione piacevole». Il Toro ha imparato a muoversi e non a subire il mercato delle ultime ore frenetiche. «Abbruscato - ha spiegato Cairo - è ricercato da tante squadre di serie A e noi vogliamo accontentarlo: ci ha chiesto di giocare con continuità». L'affare si farà lunedì per far lievitare il prezzo e le richieste. Non a caso ieri l'Elvis granata è rimasto a riposo nel test pre-Lecce: troppo fresco il ricordo del caso Franceschini (un anno fa infortunatosi due ore prima della cessione all'Atalanta) per rischiarlo contro i dilettanti dell'Asti. Il Genoa ieri ha offerto 2 milioni per la comproprietà, scavalcando Reggina, Catania e Atalanta. L'asta, però, è stata appena lanciata.
Abbruscato è l'operazione più semplice per un Toro che non cederà Di Michele («Non si muove»), sta cercando ancora un centrocampista (o due se viene ceduto Vailatti: piace in B ad Ascoli, Avellino e Ancona), ma non si sta facendo prendere dalla fretta. È come se Cairo in questi giorni avesse apparecchiato per bene la tavola per l'ultimo affare, senza svelare l'ospite d'onore. «Abbiamo 100 ore davanti a noi per completare il Toro - ha sviato il numero uno granata -: stiamo lavorando molto in entrata e in uscita. Ora è necessario avere prudenza, ma presto ci saranno novità. Abbiamo iniziato al piccolo trotto: ho preso molte critiche, ma le ho accettate tutte. Poi abbiamo fatto sette acquisti di qualità e ora la voglia di chiudere bene c'è tutta».
Gli obiettivi sono chiari e vanno in due direzioni precise per il centrocampo. C'è la pista straniera che porta allo svizzero Dzemaili (il Bolton ora parla solo di prestito oneroso) e al ghanese-norvegese Tettey (vuole andarsene dal Rosenborg, ma la richiesta del cartellino è sui 2 milioni di euro). Più complicato, invece, arrivare a Ovidiu Petre della Steaua Bucarest. La qualificazione in Champions, come prevedibile, complica i piani granata: ora i romeni sparano la cifra di 10 milioni di euro. «Il Toro mi ha offerto solo un milione - ha commentato Gigi Becali, vulcanico patron della Steaua - ma io non vendo la mia "bussola" per così poco».
E poi c'è la pista italiana. Anzi, la pista capitolina, visto che il Toro sta trattando con Roma e Lazio per Matteo Brighi e Massimo Mutarelli. «Chievo e Torino sono su Brighi - conferma Vanni Puzzolo, agente del mediano giallorosso - con i granata in vantaggio. Bisogna vedere come andrà domenica: la possibilità che Brighi lasci la Roma ora è del 50%». Il Toro tratta per un prestito con diritto di riscatto, ma se Spalletti non avrà un sostituto, Brighi non partirà. Tornano, invece, a trattare Cairo e Lotito per Mutarelli. Il centrocampista ora è fuori rosa nella Lazio ed ha aperto un contenzioso con la società chiedendo la rescissione del contratto. Il rischio, però, è che la Lega non riesca a pronunciarsi in tempo per il 1° settembre e così Lotito ha aperto la porta per un prestito. «Mutarelli è molto apprezzato», si è lasciato scappare Cairo. Lunedì tutto verrà risolto, in un modo o nell'altro. Magari anche all'ultimo e con gli intrecci più strani. «Bianchi - ha svelato il presidente - per esempio l'ho preso con un fax a mezzanotte dallo stabilimento di Forte dei Marmi dove passo le vacanze. Posso inventarmi qualcos'altro in questi giorni...».




