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La Stampa - Milan: tutti bocciano Dinho

La Stampa - Milan: tutti bocciano Dinho
lunedì 5 maggio 2008, 09:282008
di Gianluigi Longari

Da Ronaldinho a Inzaghinho. Euforico per il successo nel derby, Silvio Berlusconi annulla i buoni propositi preelettorali e stravolge le strategie di mercato. «Sono stato sempre dubbioso su Ronaldinho e a maggior ragione adesso - ha detto ai microfoni di Sky -. Credo che non ne abbiamo bisogno». Lo spogliatoio del Milan esulta, i tifosi un po' meno. L'acquisto sbandierato prima del voto politico viene ridimensionato. «Presidente, presidente, ci compri Dinho» chiedevano anche ieri quelli della tribuna d'onore a Berlusconi. Due settimane fa la risposta consegnata al popolo era: «Siamo in pole position, penso proprio che arriverà». Ora la versione presidenziale è diventata: «Ma che ce ne facciamo? Abbiamo Inzaghi». I numeri certificano che Superpippo ha ancora colpi in canna da grande fuoriclasse: in cinque gare consecutive ha segnato nove gol.

La preclusione riguarda soltanto Ronaldinho o il dietro front apre le porte a una prima punta di peso come da mesi si augura Ancelotti? Adriano Galliani lascia intendere che il tecnico potrebbe essere accontentato: «Sono un appassionato di calcio brasiliano e penso che Kakà giochi meglio con un prima punta come Pippo, piuttosto che con Robinho e Ronaldinho». Ancelotti si allinea al pensiero societario e incrocia le dita: magari invece che Shevchenko e Ronaldinho arriverà il suo giocatore preferito: Drogba.

Il brasiliano del Barça prima sembrava una necessità, adesso è quasi un oggetto scomodo (e conteso dall'Inter). I maligni insinuano che sia stata solo una mossa elettorale, il Milan invece sostiene che sono cambiate alcune prerogative fondamentali: il prezzo del suo cartellino e l'umore dello spogliatoio. Ipotesi numero due: che sia un modo per fare diminuire le pretese del Barcellona? Bronzetti aspetta di conoscere la reazione di Laporta per relazionare a Galliani. Berlusconi non vuole pagare i 40 milioni chiesti dal club catalano e forse prova la strategia della retromarcia per ottenere uno sconto. Chi segue il Milan da vicino ha già detto a Berlusconi che servono investimenti pesanti per ringiovanire la rosa.

Il primo colpo è stato messo a segno: tra giovedì e venerdì è arrivata la firma dello svincolato Flamini. È costato euro zero, ma prenderà un bello stipendio: 4,5 milioni per quattro anni. Il francese è atterrato ieri sera a Milano, ha cenato con Galliani e oggi sarà sottoposto alle visite mediche. L'ad rossonero è euforico: «Era conteso da tutti, l'ultima settimana si è scatenato l'inferno». La rifondazione milanista parte dall'ex centrocampista dell'Arsenal che anche la Juve voleva. Berlusconi ieri era troppo felice per essersi riaffacciato alla zona Champions per addentrarsi nelle vicende di mercato. Il presidente ha lasciato lo stadio soddisfatto (ma nello spogliatoio ha sgridato Pato: «Dovevi entrare più deciso in partita»). «Nel finale c'è stato un grande batticuore, mi sono emozionato e stancato più negli ultimi 10 minuti che nei mesi di campagna elettorale» ha raccontato ai microfoni di Milan Channel. Poi, prima di salire in auto, ha commentato: «Era il derby che sognavo, il Milan ha giocato da Campione del mondo, in grande spolvero e con un fraseggio sensazionale. Potevamo vincere la partita solo in questo modo, con la nostra tecnica, considerando anche che loro avevano messo un uomo in marcatura su Pirlo». L'ultimo pensiero è andato a Inzaghi: «È un grande. Lo sappiamo tutti, magari trovassimo una clinica per ringiovanirlo». E la Champions? Berlusconi fa lo scaramantico: «Non dico nulla, incrociamo le dita. Nel frattempo faccio gli auguri all'Inter: domenica vincerà di sicuro lo scudetto».