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La Stampa - Paloschi tra un mese per il Toro una lotteria

autore
Gianluigi Longari
martedì 29 luglio 2008, 09:422008
autore Gianluigi Longari
29.07.2008 09:422008

Il Toro ha otto attaccanti ma ne cerca ancora uno: giovane, dotato di buona tecnica e che la palla la butti dentro più di Stellone, che al momento ha il posto di titolare (i vari Bjelanovic, Abbruscato e Ventola sono nella lista dei partenti). Sembrava che la soluzione si chiamasse Alberto Paloschi, poi è successo che il Milan si è trovato con un bomber in meno (Borriello, menisco, prognosi di quasi due mesi) e la trattativa si è fermata quando le parti avevano la penna in mano e un contratto bell'e pronto da firmare. «L'accordo è fatto - spiega Urbano Cairo -. Società e giocatore hanno trovato l'intesa, ma il Milan ci ha chiesto di aspettare la fine di agosto, lasciandoci comunque liberi di tirarci indietro e di ripiegare su un altro giocatore». Ecco il problema: attendere il baby rossonero di cui il presidente si è innamorato o portare a casa un'alternativa, che avrebbe più tempo di ambientarsi e di entrare negli schemi di Gianni De Biasi?

«Non abbiamo mai pensato di cederlo - sostiene Carlo Ancelotti -. Fino a quando sarà necessario resterà con noi, magari per tutta la stagione. La sua conferma non è legata all'infortunio di Borriello». Meglio sarebbe dire: non è legata «solo» a Borriello. Il Milan darà il via libera dopo aver soppesato le condizioni dei brasiliani olimpici (Pato e Ronaldinho), il recupero di Kakà e la salute di Inzaghi, che non è più un giovanotto.

«Dobbiamo valutare - conclude Cairo -. Ci prendiamo qualche giorno per decidere». Domani sarà a Malles, è presumibile che ne parlerà con De Biasi, valutando le alternative. La trattativa è già ripartita sul fronte Empoli, che dai granata ha appena incassato 2,8 milioni per il difensore Pratali, che oggi sarà sottoposto alle visite mediche e domani sarà a disposizione nel ritiro di Malles. Il pezzo pregiato dei toscani si chiama Nicola Pozzi, 22 anni, attaccante di belle speranze interrotte a metà campionato scorso dalla rottura del legamento crociato del ginocchio destro. Sette reti nelle 17 partite disputate, un po' di Under 21 e l'intenzione di giocare in A.

Pino Vitale, ds empolese, lo blinda così: «Non esiste trattativa. Nicola resta da noi». Ci sta che lo dica, però nel calcio vigono due regole non scritte: mai trattenere un giocatore contro la sua volontà; mai rinunciare a un pacchetto di milioni per uno in scadenza di contratto. A luglio 2009 Pozzi sarà libero di accasarsi dove desidera (e in gennaio potrà già scegliere la prossima destinazione). Questo lo rende «volatile», come dicono gli esperti di Borsa quando i soldi se ne vanno con estrema facilità. Anche se esiste un precedente: l'Empoli rinunciò un anno fa a cinque milioni messi sul banco dal Napoli per Pratali, che poi finì fuori rosa. Altri pregi di Pozzi: è giovane, piace a De Biasi ed è una prima punta, al contrario di Paloschi. Difetti: sarà pronto solo a fine ottobre, la richiesta iniziale è stata di 10 milioni non trattabili (e infatti al Toro non hanno nessuna intenzione di trattare su cifre simili).

La terza opzione del Toro è quel Rolando Bianchi che l'anno scorso nel mercato di gennaio si promise ai granata e si accasò alla Lazio. I tifosi lo odiano, gli ultrà gli hanno dedicato una canzone irripetibile, ma i mesi stemperano il risentimento. Lotito non lo ha riscattato e lui è tornato al Manchester City, dove lo pagano 2,6 milioni per lasciarlo in tribuna. Bianchi ha lanciato segnali di pace e disponibilità: dice che sull'ingaggio è disposto a fare i saldi, ma anche un meno 40 per cento lo renderebbe inavvicinabile: con un milione e mezzo netto al mese diventerebbe il granata più ricco dell'era Cairo, scatenando le invidie di mezzo spogliatoio. Soluzioni? Attendere, tirare per le lunghe, fare leva sulla depressione di Bianchi. O aspettare Paloschi.