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La Stampa - Parma, Cuper evita un altro 5 maggio

La Stampa - Parma, Cuper evita un altro 5 maggio
martedì 13 maggio 2008, 09:142008
di Gianluigi Longari

La sindrome del 5 maggio perseguita le sue vittime: domenica è toccato all'Inter fermata dal Siena, ieri a Hector Cuper. Poiché la realtà supera spesso la fantasia, il Parma ha trovato infatti un modo sorprendente per affrontare la partita contro i nerazzurri, lo spareggio drammatico tra chi deve vincere lo scudetto e chi si deve salvare: ieri ha esonerato l'argentino che aveva ingaggiato l'11 marzo al posto di Di Carlo per raddrizzare la stagione, e ha affidato la squadra al presidente Tommaso Ghirardi.

Nel comunicato del club compare in realtà un altro nome per la panchina, quello di Andrea Manzo, 46 anni, già centrocampista del Milan e marito dell'ex olimpionica di scherma Dorina Vaccaroni: Manzo dall'estate scorsa è il tecnico della formazione Primavera che, per uno scherzo del destino, domenica ha perso per 4-2 proprio contro l'Inter che ha sfruttato tre rigori. Ma non bisogna fermarsi alle apparenze. Alla base del provvedimento pare che ci sia anche l'ingerenza di Ghirardi nelle questioni tecniche che con Manzo, allenatore in posizione debole e con un'esperienza massima nel Venezia, esonerato dopo 6 partite in C2, gli sarà permessa più che con Cuper. Si dice infatti che domenica sera il presidente e il tecnico avrebbero litigato sulla squadra di Firenze e sulla sostituzione di Budan alla fine del 1° tempo.

C'è di più: il 32enne industriale bresciano avrebbe preteso di valutare gli uomini da impiegare contro l'Inter. A quel punto si sarebbe verificata la rottura tra l'«hombre vertical», come gli spagnoli chiamavano il sudamericano perché si diceva che non scendesse a compromessi, e il tondo produttore lombardo di tondini. E' una spiegazione non incredibile. L'altra è che Ghirardi abbia riflettuto sull'opportunità di affidare a Cuper la partita che lo metteva di fronte al passato più sofferto, perché l'argentino visse all'Inter non soltanto la delusione di perdere lo scudetto già vinto ma anche l'eliminazione in semifinale di Champions contro il Milan per colpa di un tiro finito fuori di un niente a pochi secondi dal termine e poi l'esonero nell'ottobre del 2003.

Da quelle esperienze Cuper non si è più ripreso: dopo la partenza da Milano non ne ha più azzeccata una e quest'anno gli spetta il record di due licenziamenti, a dicembre dal Betis Siviglia e ieri dal Parma. «Volevo dare una scossa allo spogliatoio - ha spiegato Ghirardi che aveva pensato anche alla soluzione-Sacchi -. La decisione l'ho presa io e me ne assumo le responsabilità: contro l'Inter ci giochiamo la storia e la stagione perciò dobbiamo porre un'attenzione particolare a quanto diciamo e facciamo». Poi il presidente si è richiamato alla necessità di osservare il silenzio stampa che lui stesso ha imposto a tutti i tesserati. Rimane da capire perché, fino al tardo pomeriggio, dal Parma e da lui arrivassero soltanto smentite alle voci sul licenziamento di Cuper. E perché esporsi a una mossa incomprensibile, prima dell'ultima partita. Certo, Cuper non aveva dato al Parma il rendimento che l'anno scorso fornì Ranieri quando prese il posto di Pioli: su 10 partite con l'argentino in panchina, gli emiliani ne hanno vinte solo due (Palermo e Genoa) e perse 5. Per questo la maggioranza dei tifosi approva la mossa di Ghirardi. Tuttavia tra un tecnico della sua esperienza e uno zelante apprendista come Manzo, non avremmo dubbi su chi possiede le carte migliori per centrare il miracolo della vittoria-salvezza contro l'Inter.

Nonostante la delusione fortissima Cuper ha scelto il basso profilo. «Certo che sto male, non è un bel momento - ha detto - ma la sola cosa che conta è che la squadra pensi alla partita di domenica: non è l'ora delle polemiche, spero che il Parma si salvi anche se io non sarò allo stadio. Ho un contratto fino al 30 giugno e lo rispetto, compreso il silenzio stampa. Ai ragazzi dico soltanto che devono vincere con l'Inter a tutti i costi». Oggi Cuper sarà a Collecchio per salutare i giocatori nell'allenamento a porte chiuse, giovedì lascerà Parma e la casa in piazza Duomo, dove si era trasferito da un mese con l'idea di restarci anche nella prossima stagione, persino in B. Ghirardi lo ha tolto dall'imbarazzo di rinnovare l'affitto e di affrontare un altro 5 maggio. Ora può riviverlo solo l'Inter.