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Leggo - Bologna, un piano anticrisi

autore
Andrea Losapio
lunedì 13 ottobre 2008, 11:112008
autore Andrea Losapio
13.10.2008 11:112008
FotoTUTTOmercatoWEB

A meno di una settimana dal confronto con la Lazio, i protagonisti del Bologna si ritrovano a riflettere su problemi, aspettative e soluzioni.
Arrigoni deve far fronte agli infortuni della sua panchina, perchè rischia di arrivare alla partita senza mastini di centrocampo. Mudingayi è ancora alle prese con lo stiramento rimediato contro l'Inter e Mingazzini con un risentimento al polpaccio destro accusato mercoledì a Borello in amichevole. Entrambi non si sono allenati nei giorni scorsi e con loro assenti pure Castellini e Bernacci, che hanno svolto lavoro differenziato in palestra. Incredibilmente le indicazioni sulla formazione anti Lazio rischiano di arrivare più dall'infermeria che dal campo.
Intanto la società non rimane a guardare, ma comincia a muoversi sul terreno dei possibili acquisti e cessioni. Di fatto ora il Bologna è come una piccola Inter: paga 26 giocatori tutti arruolabili in prima squadra e di questi Arrigoni è costretto a lasciarne fuori tre (Carrus, Confalone, Paonessa) per non alterare gli equilibri.

Questo è un problema che è iniziato ad agosto, mese in cui le trattative del calcio mercato bolognese non sono andate come previsto: Arrigoni si è ritrovato quindi con una rosa dell'età media più alta di tutta la A, pochi cambi effettivamente utili e altri in sovrabbondanza.
A gennaio quindi è necessario che i Menarini gestiscano al meglio le possibilità del club e del monte ingaggi, dal momento che ora sganciano 27 milioni (lordi) all'anno per gli stipendi.. In ogni caso, il piano salvezza è già segnato: tutto di guadagnato se il mister rossoblù troverà una linea di galleggiamento, ma chiunque sia in panchina, avrà tre giocatori a disposizione.
Se gennaio inziasse domani, non ci sarebbero dubbi: il difensore centrale Knezevic (Juventus), l'ala sinistra Cesar (svincolato ormai dall'Inter) e l'attaccante Pozzi (Empoli). Poi c'è la pista viola che porta a Papa Waigo, ora fuori rosa. Perfetto per il 4-3-2-1, inadatto al 4-4-2. E' anche per questo che se Arrigoni battezzasse uno schema, la società potrebbe muoversi con maggiore cognizione di causa.