Repubblica - Platini vuole Euro 2016 in Italia e Francia
Stefano Sica
"Quando al Congresso Uefa 2007 a Dusseldorf alcune Nazioni hanno proposto di aumentare le partecipanti al campionato europeo da 16 a 24, devo ammettere di aver reagito con un certo scetticismo.
Tuttavia, Euro 2008 mi ha convinto che si trattava di una buona idea". Michel Platini difende la decisione di aver portato gli Europei (dal 2016) a 24 squadre. La metà o quasi di quelle che fanno parte dell'Uefa. Secondo lui, aumenteranno le emozioni e aumenteranno anche i ricavi. E' anche convinto che le gare di qualificazione saranno"ancora più competitive e interessanti".
Opinione rispettabile, ci mancherebbe. Ma stavolta Platini non ci convince: la sua scelta è prettamente politica: si inseguono i voti, i consensi. Altro che spettacolo. Un Europeo a 24 è stato bocciato anche da Blatter. Fra Uefa e Fifa non è che ci siano rapporti idilliaci. Vedi il progetto dei cinque arbitri: Platini ci crede, Blatter no. Ma forse stavolta ha ragione Blatter: cinque arbitri che si parlano all'auricolare, cinque opinioni diverse, costi altissimi, eccetera. Meglio lasciar perdere: meno sbagliano, meglio è. Con cinque arbitri forse domenica scorsa avrebbero dato rigore su Zarate e Obinna? E chi l'ha detto? Per Collina e c. non erano assolutamente due interventi da rigore. Meglio lasciar perdere, allora.
Ma torniamo agli Europei del 2016: a Platini non spiacerebbe affatto che ad organizzarsi fossero Francia e Italia insieme. Cinque stadi a testa, trasporti velocissimi, tante città d'arte coinvolte. Si può fare. La Francia è (quasi) pronta. E l'Italia? Segna il passo sugli stadi. Tante parole, sinora. Pochi fatti. La Juventus si è mossa, l'unica: il nuovo Delle Alpi, un gioiellino da 40.000 posti, saranno pronto fra tre-quattro anni. L'Inter vorrebbe il suo impianto, l'Udinese uno stadio più piccolo e più accogliente. A Firenze c'è un progetto ma anche tante polemiche politiche. A Bergamo l'Atalanta ha le idee chiare. La famiglia Menarini, nuova proprietaria del Bologna e titolare dell'impresa di costruzioni Cogei, sta studiando "un'ipotesi di progetto che prevede la realizzazione di una iniziativa immobiliare avente ad oggetto, tra l'altro, la costruzione del nuovo stadio del Bologna Fc". Questo progetto è "ancora in fase di studio, non appena ci saranno le condizioni sarà presentato alle autorità competenti per le necessarie valutazioni".
E Roma? Il nuovo sindaco Alemanno condivide l'idea di avere due stadi nuovi, uno per la Lazio e uno per la Roma. E ha dato incarico all'onorevole Paolo Barbaro (Pdl) di seguire la vicenda. Intanto si resta in attesa dell'annunciato disegno di legge bipartisan (Butti-Lolli) sugli stadi: particolarmente importante perché potrebbe snellire tutte le pratiche burocratiche e avviare davvero l'era degli stadi privati. Sono nove articoli che dovrebbero avere una corsia privilegiata in Parlamento, visto che a firmare il ddl sono gli onorevoli Butti (Pdl) e Lolli (Pd).




