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Il cioccolato svizzero

autore
Carlo Nesti
venerdì 8 febbraio 2008, 00:002008
autore Carlo Nesti
08.02.2008 00:002008
Nato a Torino il 10 maggio del 1955, dopo essere stato assunto alla sede Rai di Torino, nel 1980, diviene una delle voci del programma radiofonico "Tutto il calcio minuto per minuto". Volto simbolo della Rai per Juventus e Torino.
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E' una Nazionale, ultima versione, che sa di cioccolato svizzero: dolce, tenera, gustosa. E' una Nazionale lontana dal timore del dopo-Lippi: quello di vedere in campo troppa gente con la pancia piena. E' una Nazionale che ha le idee limpide, perché Donadoni ha un modulo chiaro in testa, efficace e convincente. Si tratta del 4-1-4-1 (come a Zurigo), o del 4-2-3-1 (come in altre circostanze). Talvolta è stato adottato anche il 4-3-3, ma la linea di condotta resta quella di privilegiare un bomber (Toni), con, a sostegno, da 2 a 3 fantasisti. Almeno un paio di loro devono essere, all'interno del meccanismo, esterni alti offensivi. E' il sistema di gioco più opportuno, in rapporto all'"offerta", perché abbiamo a disposizione molti uomini di talento. In genere sono brevilinei creativi, quali Camoranesi, Quagliarella, Foggia, Cassano e Rosina. Ma ci sono pure elementi di tipologie differenti, rispetto a quelli citati.


Alludo a Iaquinta, Palladino, Mauri e Semioli come eventuali attaccanti laterali, oppure Perrotta e Del Piero (è una seconda punta, come lui stesso tiene a precisare, ma il modulo non la prevede) da trequartisti centrali. Dietro di loro, davanti alla difesa, Pirlo, Gattuso, Ambrosini, Aquilani e Palombo. Dei 23 convocabili, 16 sono sicuri: Buffon, Amelia; Panucci, Cannavaro, Materazzi, Barzagli, Zambrotta; Pirlo, Gattuso, Ambrosini, De Rossi, Perrotta; Camoranesi, Toni, Di Natale e Iaquinta. Sarà molto importante, in particolare, non sbagliare il vice-Buffon e il vice-Toni, e cioè le 2 pedine insostituibili.
Nel caso del portiere, inviterei Donadoni a non perdere di vista Sereni e Toldo. Nel caso dell'ariete, Gilardino, Lucarelli e Borriello hanno caratteristiche simili a quelle di Toni, senza dimenticare la soluzione dell'esperienza e dell'agilità. Un Inzaghi, se a giugno dovesse star bene, non deve mai essere trascurato.