Il cioccolato svizzero
Carlo Nesti
E' una Nazionale, ultima versione, che sa di cioccolato svizzero: dolce, tenera, gustosa. E' una Nazionale lontana dal timore del dopo-Lippi: quello di vedere in campo troppa gente con la pancia piena. E' una Nazionale che ha le idee limpide, perché Donadoni ha un modulo chiaro in testa, efficace e convincente. Si tratta del 4-1-4-1 (come a Zurigo), o del 4-2-3-1 (come in altre circostanze). Talvolta è stato adottato anche il 4-3-3, ma la linea di condotta resta quella di privilegiare un bomber (Toni), con, a sostegno, da 2 a 3 fantasisti. Almeno un paio di loro devono essere, all'interno del meccanismo, esterni alti offensivi. E' il sistema di gioco più opportuno, in rapporto all'"offerta", perché abbiamo a disposizione molti uomini di talento. In genere sono brevilinei creativi, quali Camoranesi, Quagliarella, Foggia, Cassano e Rosina. Ma ci sono pure elementi di tipologie differenti, rispetto a quelli citati.
Alludo a Iaquinta, Palladino, Mauri e Semioli come eventuali attaccanti laterali, oppure Perrotta e Del Piero (è una seconda punta, come lui stesso tiene a precisare, ma il modulo non la prevede) da trequartisti centrali. Dietro di loro, davanti alla difesa, Pirlo, Gattuso, Ambrosini, Aquilani e Palombo. Dei 23 convocabili, 16 sono sicuri: Buffon, Amelia; Panucci, Cannavaro, Materazzi, Barzagli, Zambrotta; Pirlo, Gattuso, Ambrosini, De Rossi, Perrotta; Camoranesi, Toni, Di Natale e Iaquinta. Sarà molto importante, in particolare, non sbagliare il vice-Buffon e il vice-Toni, e cioè le 2 pedine insostituibili.
Nel caso del portiere, inviterei Donadoni a non perdere di vista Sereni e Toldo. Nel caso dell'ariete, Gilardino, Lucarelli e Borriello hanno caratteristiche simili a quelle di Toni, senza dimenticare la soluzione dell'esperienza e dell'agilità. Un Inzaghi, se a giugno dovesse star bene, non deve mai essere trascurato.




