Il mercato chiude ma occhio al Sudamerica
Stefano Borghi
Il mercato sudamericano è sempre più d'attualità, vista la bontà dei talenti disponibili a prezzi ultracompetitivi rispetto all'Europa; quello che stupisce un po'è che solo alcune società abbiano capito come infilarsi ad operare in questo universo. Napoli e Catania sono la dimostrazione più lampante di come, per realtà dotate di budget "normali", proprio l'America Latina rappresenti la miglior occasione per tentare di limare il gap dalle cosiddette grandi: Lavezzi da una parte e Vargas dall'altra sono solo la punta dell'iceberg, Navarro, Pablo Alvarez e Silvestre solamente gli ultimi in ordine di tempo. Per il club del presidente De Laurentis l'investimento Navarro è quantomai oculato, visto che il 22enne portiere arrivato dall'Argentinos Juniors può benissimo pensare di ambientarsi senza fretta all'ombra dell'ancora affidabilissimo ma ormai 34enne Iezzo per poi rappresentare un caposaldo del futuro, e in quest'ottica può addirittura essere considerato un colpo migliore rispetto all'ingaggio del portiere del San Lorenzo Augustin Orion, tentato dal Napoli ma non andato a buon fine per il veto posto dal tecnico del Ciclòn Ramon Diaz. Sulle qualità di Navarro i dubbi sono pochi, visto che fisicamente e tecnicamente appare già un giocatore completo, e la testimonianza viene dall'ottimo Apertura disputato a livello personale e di squadra. Così come viene da fare un plauso a Pulvirenti, Lo Monaco e soci per aver pescato dalle pieghe del campionato argentino Pablo Alvarez, giocatore che fa dell'affidabilità e soprattutto della duttilità il suo marchio di fabbrica: oltretutto, guardando il suo score, non si può notare una predisposizione al successo, se si pensa che appena uscito dal vivaio del Boca Juniors riuscì a ritagliarsi uno spazio significativo nella campagna vincente riferita alla Copa Sudamericana 2004, e che fu parte fondamentale del cammino trionfale dell'Estudiantes nell'Apertura 2007. Proprio alla corte di Simeone ha sviluppato la capacità di essere un esterno a tutto campo: il Cholo lo ha utilizzato sia terzino che ala, a destra come a sinistra, e al di là di qualche ruvidità di troppo ha sempre risposto presente, e può rappresentare il perfetto sostituto in caso di partenza del peruviano Vargas.
Presentando invece Silvestre non si può non partire dal palamares, che espone 7 trofei conquistati in 4 anni di carriera, un numero impressionante per un giocatore classe'84. Quello che invece suscita qualche perplessità, è il fatto che nell'ultimo Apertura abbia giocato solo due partite, nonostante Miguel Angel Russo abbia dovuto variare più volte prima di trovare l'assetto giusto del suo pacchetto arretrato: in effetti, dopo l'ottima stagione 2005/2006, Silvestre ha infilato un anno e mezzo non allineato alle promesse intraviste nelle sue prime apparizioni da titolare, anche se probabilmente sul rendimento degli ultimi sei mesi ha pesato la frustrazione per la mancata cessione nel campionato italiano nello scorso mercato estivo, quando il passaggio suo e di Battaglia alla Lazio sembrava ormai fatto. Lavezzi e Vargas; Navarro, Pablo Alvarez e Silvestre; senza dimenticare colpi perfetti come Gargano e Martinez: una lista che premia Napoli e Catania, e i contatti che i loro direttori Marino e Lo Monaco hanno saputo sapientemente intessere con i procuratori del sub-continente, e dovrebbe ingolosire chi febbrilmente cerca di inserirsi negli ultimi cunicoli del mercato di riparazione, e allora ben venga il colpo del Torino Salvador Cabañas, scommessa del presidente Cairo meno ardita di quel che può sembrare, visto che El Chava, nell'ultimo anno solare, ha segnato fra campionato messicano, coppe internazionali e Copa America 33 reti, il doppio di quanto partorito finora in campionato dall'intera squadra di Walter Novellino. Oltretutto le sue caratteristiche lo collocano come un attaccante decisamente atipico, brevilineo e compatto, ma abile di testa e a suo agio nel ruolo di prima punta: l'unico punto di domanda è rappresentato sulle possibili difficoltà di ambientamento in Italia, ma visti i nomi che circolavano, il tuffo oltre oceano degli emissari di Cairo rappresenta un vero e proprio botto di mercato.




