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Il Totti pensiero: dalla moviola in campo alla violenza negli stadi

autore
Stefano Sica
mercoledì 26 marzo 2008, 19:392008
autore Stefano Sica
26.03.2008 19:392008

Intervistato da Sky, Francesco Totti affronta vari argomenti, spaziando dalla moviola in campo alla violenza negli stadi, fino a trattare del suo legame con la Roma. "Sono favorevole alla moviola in campo perchè purtroppo l'arbitro può sbagliare, perchè è una persona sola ed è difficile decidere in un centesimo di secondo. Mettendo la moviola in campo come fanno nel basket, hai più secondi per decidere, hai più possibilità di fare meno sbagli. E poi quando c'è un rigore, c'è sempre chi contesta, si perdono sempre dei secondi quindi trenta secondi per vedere se è rigore o no, ci stanno. Il monitor ci ha fatto diventare quasi Campioni del Mondo. Zidane così non ha calciato i rigori e per noi è stato importante. Noi dalla panchina non avevamo visto la testata di Zidane a Materazzi. Fortunatamente il quarto uomo aveva il televisore in campo e, d'accordo col delegato UEFA e con l'arbitro, l'ha buttato fuori". "Di questo calcio non mi piace la violenza perchè calcio e violenza sono due parole ben diverse. Il calcio deve essere divertimento e passione, l'unione tra la squadra del cuore e le famiglie allo stadio. Gabriele? Lo conobbi tantissimo tempo fa, quando feci una festa di compleanno e lui suonò alla mia festa. Mi disse pure: "Io sono della Lazio, non so se metterò tutta musica carina".

Era una battuta scherzosa, che ci stava. Era un ragazzo serio, educato, che aveva tanta voglia di vivere. Un ragazzo che vorrebbero tutti come amico. Purtroppo è successo questo brutto episodio, sempre per una partita di calcio. Sinceramente non so come sia stata la dinamica, come sia successo, so che dopo questo fatto ci debba essere giustizia. Basta con questi episodi che fanno male a tutti, ma soprattutto alla famiglia. Ho conosciuto la madre, il fratello e il padre e hanno un grande carattere e la forza di reagire anche se non è semplice, però hanno dimostrato di essere una famiglia unita, con tanti valori e poi sono riusciti ad aprire una fondazione per Gabriele. Questo fa capire quanto ci tenevano al figlio e quanto vogliano che non si ripetano più questi episodi".
Infine. "Rimanere a Roma è una decisione che ho preso io sin da piccolo, il sogno mio era quello di rimanere a vita a Roma perchè qui ho tutto, sto bene. E' normale che si vince meno rispetto ad altri club, però è una scelta di vita che ho fatto io personalmente perchè come ho sempre detto vincendo qua una volta è come se vincessi dieci volte da altre parti. Però, sinceramente, quello che dice la gente non mi interessa più, perchè se riescono a criticare un giocatore che ha fatto più di 200 gol vuol dire che di calcio non ci capiscono niente".