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Inter, l'ora del risparmio

autore
Franco Rossi
domenica 7 dicembre 2008, 00:002008
autore Franco Rossi
07.12.2008 00:002008
Comincia la propria carriera a Tuttosport nel 1965, per poi passare a Repubblica e al Corriere dello Sport. Nell'89 a Il Giorno, di cui diventa, nel '95, il direttore responsabile della redazione sportiva. Dal'99 è opinionista televisivo.
FotoTUTTOmercatoWEB

Cari nemici e amici, se qualcuno pensa ancora che l'Inter non abbia vinto il campionato, non ci si può far niente visto che c'è gente che è convinta che Elvis Presley sia vivo, che scrive a Babbo Natale e si aspetta da un giorno all'altro l'invito alle nozze tra Biancaneve e Pollicino.

Dopo le partite dedicate agli esperimenti (in realtà era folclore puro) Mourinho ha deciso di affidarsi all'Inter dell'anno scorso con il solo Muntari al posto di Vieira o Dacourt, dimostrando che la cocciutaggine, quando è insistita, risulta solo dannosa.

L'Inter in campionato non ha avversari e si avvia a vincerlo con larga facilità, come due anni fa, il distacco dalla seconda fu abissale e non quattro punti come l'anno scorso.

E proprio l'esperienza della passata stagione deve essere di insegnamento a Mourinho: sino a quando Samuel non si infortunò (a dicembre) gli avversari non tiravano mai in porta e solo l'assenza dell'argentino, assieme a quella di Cordoba e di Ibrahimovic (che rientrò proprio nell'ultima partita, permise alla Roma di avvicinarsi.

E poi la Champions...

Contro il Liverpool l'anno scorso una partita su due la giocò in dieci, Samuel non c'era e Ibra aveva problemi con il tendine rotuleo del ginocchio.

E proprio per questo i due, assieme a Maicon, adesso che il campionato non ha più niente da dire, andrebbero utilizzati con grande parsimonia, evitando accumuli di tossine che favoriscono i malanni muscolari e troppe partite per evitare infortuni da traumi.

Un paio di partite al mese e una rotazione intelligente: le cosiddette stelle, per le quali Moratti ha speso un patrimonio (Mancini e Quaresma) possono andar bene (ma solo uno alla volta...) per l'Italia, mentre per l'Europa gli indispensabili (oltre al portiere) sono Maicon, Samuel e Ibra...

Lo strapotere atletico e tecnico dell'Inter sabato sera ha fatto fare alla Lazio la figura di una squadra di ragazzini ingaggiata solo come sparring-partner.

La coppia Samuel-Cordoba non ha eguali e i poveri attaccanti della Lazio (specialmente Zarate) sino a che il risultato non è stato al sicuro, non l'hanno mai vista.

Cambiasso dietro e Stankvic davanti con ai lati Muntari e Zanetti (il famoso....rombo) formano un centrocampo che in Italia non ha rivali, a parte il Milan quando dispone di Gattuso, Seedorf, Ambrosini, Kakà e Pirlo tutti al meglio della forma...cioè quasi mai.

Questa Inter è stata pensata e costruita per il campionato (non lo vinceva da una vita) più che per l'Europa, ma proprio per questo, per avere qualche speranza in più deve lasciar perdere l'ossesione per lo scudetto che può vincerlo anche impiegando part - time i migliori.

Spremerli troppo sarebbe un errore imperdonabile.