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Juve, i capricci di David e i piani di Blanc

Juve, i capricci di David e i piani di Blanc
lunedì 9 giugno 2008, 00:002008
di Michele Criscitiello
Nato ad Avellino il 30-09-1983, vive e lavora a Milano presso la redazione di Sportitalia. Inizia a collaborare con Eurosport. Giornalista e conduttore televisivo si occupa, soprattutto, di calciomercato per l'emittente di Tarak Ben Ammar.

Si accettano scommesse sul futuro di David Trezeguet. Se di mezzo ci fosse stato un club inglese, i bookmakers si sarebbero sbizzarriti. Invece, nei piani dell'attaccante francese c'è il Barcellona, che sta da tempo pensando a Trezeguet per sostituire Samuel Eto'o. La storia è questa: David è da sempre stato il protagonista di questa Juventus, a differenza dell'amico Zlatan, è anche sceso di categoria per amore dei bianconeri, anche se domani sarà "l'anniversario" del suo sfogo nei confronti della dirigenza. Ricordate Juventus-Spezia? Bene, era il 10 giugno del 2007: Trezeguet, dopo aver segnato, polemizzò platealmente con i vertici societari presenti in tribuna. La rottura sembrava inevitabile. "Ho sempre dato il massimo - le parole di David al termine della partita contro lo Spezia - ho fatto quanto la società mi aveva chiesto all'inizio dell'anno: quindici gol come avevo promesso a Deschamps. Se il mio gesto in campo era un addio ai tifosi? Il futuro è semplice. In 7 anni mi sono guadagnato la stima di 14 milioni di tifosi e dei miei compagni. Ma la società è nuova, è cambiata e sento poca fiducia nei miei confronti. Sento che il club ha fatto altre scelte, nonostante i miei 140 gol che m'hanno fatto entrare di diritto nella storia della Juve".
Un anno dopo siamo ancora qui a parlare di una possibile cessione di Trezeguet, nonostante questa volta il contratto sia un problema secondario. Ruggini del passato tornate attuali. Con l'arrivo di Amauri, David si è imbronciato, lui vuole sentirsi sempre al centro delle attenzioni, vuole essere un leader e qualcuno gli ha fatto capire che, con l'avvento del brasiliano, si può fare anche a meno di lui. La scorsa settimana i dirigenti del Barcellona hanno contattato il padre-procuratore Jorge. La Juve lo venne a sapere e John Elkann (stizzito) rilasciò le dichiarazioni che tutti sappiamo. "Trezeguet al Barcellona? Chiedete agli spagnoli". Questa la sostanza.

La Juventus nel frattempo si guarda intorno, in attesa di un imminente viaggio in Inghilterra per chiudere con il Liverpool per Xabi Alonso, sonda il mercato degli attaccanti, preferibilmente italiano. Le trattative le porta avanti Blanc con qualche consiglio dell'ex Direttore Sportivo del Piacenza Renzo Castagnini, adesso nell'entourage; il d.s. Secco è ancora in una fase di riabilitazione dopo l'incidente autostradale. Circa due mesi fa Juventus e Udinese si sono sedute attorno ad un tavolo per parlare di Fabio Quagliarella. C'era Secco, c'era Leonardi e si era arrivati già a discutere delle possibili contropartite tecniche (oltre ai soldi) da mandare ad Udine per il trasferimento di Quagliarella sotto la Mole. Due nomi sicuri: De Ceglie e Marchisio. Ora entrambi potrebbero rientrare nei progetti attuali del club perché, per disputare la Champions League, occorre avere almeno 4 calciatori del proprio vivaio. L'operazione Quagliarella è congelata, così come la cessione di Palladino, che vorrebbe la Sampdoria ma aspetta anche la Roma e, sotto sotto, sogna la conferma alla Juve. Siamo sicuri che Giovinco resti a Torino? Oggi risponderemmo di si, domani chissà. Nel frattempo i (vecchi) giovani bianconeri sono "imbufaliti". Nocerino, trasferitosi a Palermo, non vuole sentir parlare di Juventus neanche se lontano 800 chilometri. Mirante "prega" la Sampdoria di riscattare anche l'altra metà del cartellino ancora in possesso dei bianconeri. Criscito vorrebbe restare al Genoa e Lanzafame per ora ha accettato le condizioni impostegli da Alessio Secco.
Si dovrà prendere presto una decisione sul vice di Buffon. Cudicini costa troppo e l'obiettivo principale resta Francesco Antonioli del Bologna. Sondaggio anche con Sorrentino, il quale ha dato massima disponibilità ad un rientro in Italia.
Buon lavoro a Blanc e al suo staff con un auspicio, se possibile: evitiamo ogni anno teatrini con David Trezeguet, se il giocattolo si è rotto sarà inutile cercare di rimettere insieme i pezzi.