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Juve, sì! Toro, ni!

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Appi .
lunedì 15 settembre 2008, 07:572008
autore Appi .
15.09.2008 07:572008
FotoTUTTOmercatoWEB

Dopo due giornate Juve e Toro si trovano a braccetto a quota 4, assieme all'Inter campione e al Napoli, ma con stati d'animo differenti. I granata, che forse alla vigilia avrebbero anche potuto accettare l'idea di un pareggio a Reggio Calabria, si mordono le mani per l'occasione persa di poter far compagnia in vetta a Lazio e Atalanta, mentre i bianconeri superano di slancio l'ostacolo Udinese grazie ad Amauri, preparandosi nel modo migliore al ritorno in Champions.

Ranieri ha deciso di lasciare in panchina Trezeguet e Del Piero (in campo solo per una manciata di minuti nel finale), dimostrando di pensare anche allo Zenit, tanto in campo ci hanno pensato il solito Camoranesi e la vivacità del tandem Iaquinta-Amauri a mettere alle corde gli avversari. Dopo venti minuti giocati alla grande, con un gol annullato, due occasioni e un palo, la Juve si è spenta quando Nedved ha scalato un paio di marce e Camoranesi è stato egoista.
L'Udinese, però, ha fatto il solletico ad una difesa dove è tornato a giganteggiare Chiellini e in cui il giovane De Ceglie ha fatto più e meglio del suo predecessore Molinaro.

Nella ripresa, dopo un avvio soft, i bianconeri hanno messo alle corde gli avversari, soprattutto dopo la (inspiegabile) sostituzione di Totò Di Natale, colpendo un secondo legno con Poulsen prima di trovare il meritato premio con Amauri. Nel finale i bianconeri hanno sfiorato il raddoppio più di quanto l'Udinese si sia avvicinata al pari, se si esclude il brivido Floro Flores e un'azione da moviola nei secondi conclusivi.
La sensazione è che la squadra di Ranieri si tostissima e senza l'errore difensivo del minuto 89 a Firenze adesso si ritroverebbe a punteggio pieno, ma con quattro attaccanti tutti di grandissimo valore e una difesa assestata bene, anche la non eccelsa qualità in mezzo al campo (se si esclude Camoranesi) può far pagare dazio. I muscoli e i chili di Sissoko e Poulsen saranno preziosissimi anche in Europa.

Il Toro, invece, dopo aver benedetto la dea bendata per i due legni scheggiati dalla Reggina in avvio di gara, era passato in vantaggio con il grande ex Nick Amoruso, ma poi ha avuto il braccino corto. Invece di insistere e infliggere il colpo del k.o. ad un'avversaria che era alle corde, la formazione di De Biasi si è limitata ad amministrare, venendo punita dalla sventurata autorete di Di Loreto.
Nella ripresa i granata hanno sofferto, ma vere parate Sereni non ne ha dovute fare, mentre Campagnolo ha negato il 2-1 al solito Amoruso.

Forse sarebbe bastato un po' più di coraggio per vincere, ma Bianchi ha fatto virgola, i cambi in corsa non hanno inciso e capitan Rosina è stato impalpabile. Certi preziosisimi, per non dire egoismi, ora che dasvanti il Toro ha gente che la butta dentro, non hanno più senso.
Occorre che il numero 10 granata sia più incisivo, ad iniziare dalla partitissima di domenica prossima contro l'Inter. Non può essere solo il 38enne Corini a garantire la qualità per De Biasi.

Fonte: di Massimo de Marzi per NESTI CHANNEL - carlonesti.it