Juventus: Tiago in partenza, ora Ledesma
Prendendo atto che i due protagonisti di una vicenda grottesca, cucita nell'umidità di un agosto mai così spietato, sembrerebbero amarsi quanto due fratelli, proprio come Caino ed Abele, il complesso rapporto fra Claudio Ranieri e Tiago pare finalmente avviarsi verso una conclusione definitiva, sino ad oggi soltanto romanzata. Ed accennata sui banconi, o forse sarebbe più opportuno dire banchetti, di un mercato da rigattieri più che da amanti del naif. Smascherate, nel giro di un amen, le proposte al ribasso dell'Atletico Madrid, disposto ad accogliere soltanto in prestito gratuito il regista lusitano, a scanso di equivoci favorevole al trasferimento in Spagna pur di "appollaiarsi" in un ambiente ben più adatto alla suo rendimento sinusoidale, la linea del Piave tratteggiata dalla dirigenza di Corso Galileo Ferraris è collassata dinnanzi all'offerta presentata dall'Everton. Peraltro interessato a concludere l'operazione entro fine agosto, favorendo quel processo di adattamento mai completato da Tiago nel corso della sua esperienza a Torino.
Vittima di una memoria storica che ricorda la società inglese, seconda patria di Pistone e cantuccio tiepido nel quale germogliò Rooney, con una dimensione minoritaria rispetto al Liverpool vincente degli ultimi anni, l'Everton è riuscito a sbaragliare la concorrenza del Portsmouth e del Newcastle. Anch'esso interessato, e non poco, alle prestazioni del centrocampista afflosciatosi all'ombra della Mole, quanto non in grado di soddisfare le esigenze ambientali, ed economiche, poste come vincolo indissolubile dall'esigente famiglia del centrocampista portoghese. Trasferitasi, a partire dal mese di luglio, in un lussuoso albergo del centro cittadino, cedendo di fatto al neo arrivato Poulsen il contratto di affitto della precedente abitazione. La società britannica, attesa in settimana lungo le rive del Po per definire i contorni della trattativa, rileverà Tiago con un prestito oneroso, clausola "imposta" dalla Juventus nel tentativo di recuperare parte dell'investimento effettuato l'estate passata, ottenendo il diritto di riscatto, di dieci milioni, da esercitare al termine della stagione. Con possibilità di dilazionare il conguaglio in due rate. Piccolo compromesso da accettare senza pentimenti, pur di aerare il centrocampo bianconero dalla presenza del peggior investimento dell'ultima campagna acquisti.
Concluse le celebrazioni pagane per la cessione della "zavorra" Tiago, elemento stitico nell'umore quanto nel rendimento, capace di chiedere la sostituzione dopo appena dieci minuti nell'amichevole contro i danesi del Brondby, ricevendo una smorfia di disapprovazione da parte di Ranieri, il mercato della Juventus concentrerà i propri sforzi nella ricerca di un regista da affiancare alla batteria di rudi mediani, composta da Sissoko, Cristiano Zanetti e "Napalm" Poulsen. Evitando di "ingolfare" un settore più muscolare che geometrico, colmo di aggressività quanto privo di fosforo, latente persino nel giovane Marchisio, di rientro dal prestito, chissà poi quanto utile, all'Empoli, con l'ennesimo podista poco adatto all'impostazione. Scartato Aquilani, per il quale al di là dei desideri di divorzio, confessati dal ciarliero procuratore, non parrebbero esserci margini di trattativa con la Roma in piena crisi societaria, abortita l'ipotesi Stankovic, conclamato leader del centrocampo nerazzurro da Mourinho a seguito del grave infortunio di Vieira, le attenzioni della dirigenza sarebbero orientate su Ledesma. In aperto contrasto con Lazio a causa di un rinnovo contrattuale mai firmato, e di una considerazione assai flebile da parte del presidente Lotito, disposto a lasciare il centrocampista fuori "rosa" pur di non assecondarne i voleri.
Pur non trattandosi di un elemento di comprovata esperienza internazionale, il regista argentino con il fiuto realizzativo degno di un fantasista, sposerebbe in maniera perfetta le esigenze tecniche, ed in particolar modo tattiche, della squadra allenata da Ranieri. Utile in fase di impostazione, deciso nel fraseggio e nel cambio di fronte, caratteristiche a lungo mancanti nell'organico bianconero, con la rara eccezione rappresentata dall'universale Cristiano Zanetti, il ventiseienne regista cresciuto in Patagonia sarebbe peraltro in grado di coesistere sia con il "tripode" Sissoko, sia con Poulsen. Senza peraltro patire come un affronto l'eventuale declassamento in panchina, figlio di un turnover fondamentale nella gestione di più impegni ravvicinati. L'unico difetto, a dir la verità per nulla trascurabile, di un'operazione vantaggiosa sarebbe però rappresentato dall'ostracismo, consolidato, della Lazio sul fronte delle cessioni. Anche se con un contratto in scadenza nel giugno del 2009, gli ostacoli per la positiva conclusione della trattative non dovrebbero oltrepassare i limiti della logica, rendendo agevole una cessione agognata anche, se non soprattutto, per ragioni economiche. E se per favorire il trasferimento, si dovesse sacrificare, in prestito, il rientrante Marchisio...




