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Lazio, Giorgio Chinaglia: "Non ho coinvolto nessuno, sono innocente"

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Redazione Lazio - Alessandro Zappulla
martedì 14 ottobre 2008, 10:342008
autore Redazione Lazio - Alessandro Zappulla
14.10.2008 10:342008

Il tredici di ottobre 2006 il calendario della storia laziale segna l'inizio di una delle pagine più oscure del recente passato biancoceleste, che ancora oggi attende risposta. Due anni sono trascorsi da quando per la presunta truffa ai danni della SS Lazio ad opera della 'Cordata Chinaglia', quattro capi tifosi finirono in carcere (oggi agli arresti domiciliari, ndr) e con essi diverse figure più o meno losche legate alla fantomatica 'Cordata'. Due anni di processi ancora in corso, due anni di veleni mai repressi e di reciproche accuse fra fazioni ormai famose di un'unica storiaccia: Lotito contro gli Irriducibili e gli Irriducibili contro Lotito. Storie in chiaroscuro, che ancora oggi cercano affannosamente i confini di una vicenda che ha molto da spiegare alla cronaca. Un terribile fatto che ha fuso insieme la passione con il marcio e il losco con il calcio, consegnando alle cronache anche l'icona sbiadita della storia laziale Giorgio Chinaglia attualmente latitante in America. Mai presente ai processi, sfuggito sino ad oggi alla legge italiana, colui che per tutti è stato il Long John del primo scudetto biancoceleste è tornato a parlare. Lo ha fatto oltreoceano in un'intervista in esclusiva al nostro quotidiano, affermando più che mai la sua innocenza, nella convinzione che il tempo gli darà ragione...
"I casalesi? Ah! È una cosa incredibile!" (ride, ndr)

Sono due anni che è partita l'inchiesta nei confronti della cordata Chinaglia con l'arresto di alcuni ragazzi della Curva. Che sensazione ti sei portato dentro in tutto questo tempo?
"Sono incredulo, non riesco ancora a capire cosa sia potuto accadere. Dico veramente! Non ho ancora capito. Ogni volta che ripenso a tutto ciò che è avvenuto non riesco a darmi una spiegazione. Anche volendo non riuscirei a chiarire, perché non so nulla e non so cosa io possa chiarire, non ho la minima idea di cosa sia accaduto".

Hai avuto un piccolo successo giudiziario sul filone processuale del riciclaggio, ma per il reato di tentata estorsione della SS Lazio a Claudio Lotito il processo va avanti. Ti preoccupa?
"Sì che mi preoccupa, perché a nessuno piace essere in queste condizioni, ma siccome ritengo di non aver fatto nulla di male quindi non saprei cosa vogliono da me..."

Oggi a Roma nei tuoi confronti il clima è cambiato. La gente ti vede come una persona che si è sottratta alla legge coinvolgendo dei tifosi...
"Io non ho mai coinvolto nessuno a dire il vero. Era Di Cosimo (uno dei mebri della cordata, ndr) che diceva le cose. Io e i miei avvocati siamo andati anche alla Consob, perciò non c'è nulla da dire su di me. Addirittura ho sentito dire che io avrei preso dei soldi, invece io non ho mai preso una lira".

Sei stato la bandiera della Lazio, ora hai perso la stima della gente. Ti fa male?
"Sicuramente questo è il danno maggiore per me, però ognuno la pensa a modo suo e non ci posso fare niente, non ho fatto nulla di male e quindi non vedo perché le persone debbano pensare male di me. Comunque ripeto, gli altri sono liberi di dire quel che vogliono..."

Giorgio che potresti dire alla gente laziale adesso se ne avessi la possibilità?
"Per ora c'è poco da dire, bisogna aspettare che finisca tutto e poi siccome non sono colpevole diranno: 'Ah, abbiamo sbagliato!', e beh certo..."

Hai visto la Lazio? È prima in classifica, che effetto ti fa?
"Eh bello, bello, bello! Ha fatto un ottimo inizio di campionato, ora bisogna confermarsi e basta. Non bisogna fare proclami dicendo che si vince il campionato o altro. Poi ha questo Zàrate che ho visto giocare nel Birmingam. Mi sembra un giocatore dalle ottime promesse e può fare molto bene in Italia".

Qualcuno l'ha paragonata alla vostra squadra del '73-'74, ma questa Lazio può vincere lo scudetto?
"Non lo so se questa squadra è come la Lazio dei miei tempi oppure no, però nel calcio può davvero succedere di tutto. Comunque come dice anche Rossi siamo solo alla sesta giornata di campionato, perciò bisogna restare con i piedi per terra, sennò le cose poi vanno a finir male..."

Giorgio, in una delle tue ultime uscite in Italia ti abbiamo visto in curva al derby. Sogni di tornarci?
"Sinceramente sogno di poter tornare in Italia non solo in curva..."

Fonte: Lalaziosiamonoi.it - Alessandro Zappulla