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Lazio, Gregucci: "Se mi chiamasse Lotito? Per ora non ci penso"

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Redazione Lazio - Alessandro Zappulla
martedì 4 novembre 2008, 06:472008
autore Redazione Lazio - Alessandro Zappulla
04.11.2008 06:472008

La Lazio che vola in alto con le grandi, accende passioni ed emozioni di un popolo intero. Piace la squadra dei Zàrate, Pandev e Foggia. Piace alla gente, ai tifosi, e piace a chi la Lazio la conserva nel cuore, come emozione indelebile che si riaccende ad ogni nuova sfida a tinte bianco e celesti. L'incontrollabile passione che supera anche il self control imposto dalla professione. Attimi rubati alla vita privata di chi ha fatto del calcio una vera e propria ragion d'essere. Angelo Gregucci che della Lazio è stato capitano e pilastro storico, con 191 presenze ed 11 gol, oggi allena con successo il Vicenza, ma quando può scappa a Roma per seguire la sua Lazio, che nei suoi pensieri conserva sempre un posto speciale....

Angelo che ci faceva all'Olimpico domenica ?
"Che ci facevo? Seguivo la Lazio. Io la Lazio la seguo sempre, quando posso vengo a Roma, quando sono con il mio Vicenza invece la guardo in Tv".

Che Lazio è questa?
"E' una squadra molto buona che può far sognare i suoi tifosi. Non credo alle prime posizioni, ma penso che dopo il Top Team composto da Juve, Milan ed Inter la Lazio potrà dire la sua. Penso che questa squadra sia da Europa e direi anche da Champions".

La campagna acquisti di Lotito ha portato in biancoceleste due giocatori che stanno facendo benissimo, Zàrate e Lichtsteiner, li conosceva?
"Parto dalla vera sorpresa, cioè Lichtsteiner. Lo svizzero per qualità e rendimento credo sia stato l'investimento più azzeccato della società. Di Zàrate, invece ne avevo sentito parlare, ma non lo conoscevo. Lui è un giocatore dal talento innato, tecnicamente è in grado di poter fare giocate incredibili. Zàrate è quel tipo di giocatore, che nel tatticismo sfrenato di oggi con una sua invenzione può creare la superiorità in campo. Nell'uno contro uno è inarrestabile, però occhio ai paragoni..."

Cioè che intende?
"Intendo che ho sentito dire di lui che è meglio di Signori, o che è come Giordano. Bappe quando arrivò a Roma aveva una rapidità ed una facilità d'esecuzione senza eguali, di Bruno invece non serve parlare. Giordano è stato l'attaccante più forte tecnicamente degli ultimi trentacinque anni. Zàrate ha dalla sua il futuro, stiamo parlando infatti di un ragazzo di ventun'anni accostato già ai grandi del passato. Spero sinceramente che la Lazio faccia un investimento e lo tenga..."

Domenica è stato provato il tridente con Rocchi. Per lei è possibile lo Zà-Pa-Ro?
"Rossi è un maestro, nel gestire tatticamente una partita e uno spogliatoio. Io credo che il tridente con Rocchi sia sostenibile è solo questione di tempo".

Foggia è entrato solo a partita in corsa, è d'accordo?
"Rossi ha provato Rocchi dall'inizio e poi ha inserito Foggia. Pasquale è un giocatore rapido, brevilineo che serve alla squadra per imprimere rapidità alla manovra. Lo vedo più come una alternativa a Pandev e Zàrate, sono d'accordo con la scelta del mister. Invece vorrei sottolineare l'importanza di un altro giocatore entrato in campo nel finale e che ha sconvolto i piani del Catania, ossia Inzaghi. Simone ha voglia da vendere e può essere una bella alternativa davanti..."

Cosa pensa di Rossi? A qualcuno a Roma non piace...
"Delio è un professionista unico, che con la Lazio ha fatto un lavoro encomiabile. È partito dal basso facendo la gavetta ed ora è entrato con pieno merito nell'elite del calcio. La piazza romana poi è strana, basti vedere cos'è accaduto sull'altra sponda del Tevere, dove fino a ieri c'era chi era considerato il messia del calcio, che ora invece viene messo in fortissima discussione. A Roma, Torino e Milano agli allenatori si chiede sempre il massimo. È molto complicato fare questo lavoro".

Angelo dal 2006 lei è al Vicenza, quest'anno siete partiti forte. Che obiettivi vi siete posti?
"L'obiettivo che mi pongo è quello di continuare a espletare un calcio bello e spumeggiante. Quest'anno abbiamo un gruppo giovane, che ha molta voglia di crescere e fare bene. Personalmente mi ritengo soddisfatto se al termine del mio lavoro riesco ad accrescere il valore dei giocatori che ho allenato. E a Vicenza ci sto riuscendo".

Nel Lazio ora oltre alla Lazio e alla Roma c'è un Frosinone in crescita. Che ne pensa?
"Il Frosinone è una squadra molto esperta con alcuni giovani interessanti. Sono convinto che possa fare un ottimo campionato e penso che ora sia in linea con i programmi. Inoltre la vera forza del Frosinone è la società, che è organizzatissima e che poggia su un gruppo solido di grosse prospettive" .

Tra due settimane c'è il Derby di Roma. Chi lo vince?
"Vince chi lo prepara meglio. Il derby è un cofanetto di emozioni incredibile, che è difficile da gestire, e solitamente sa gestirlo e preparare meglio la squadra con più problemi. Perciò alla Lazio dico: stai attenta!"

Se arrivasse una chiamata della Roma Angelo Gregucci che farebbe?
"Non arriverà, perché la Roma è gestita da persone molto intelligenti e sensibili che tengono al rispetto dell'ambiente. Perciò non mi pongo il problema".

E se la chiamata la facesse Lotito?
"Uhm, quello vedremo... In questo momento non ci penso. Per ora resto con i piedi per terra...".

Fonte: Alessandro Zappulla per Lalaziosiamonoi.it