Lazio, Pandev: "Grande intesa con Zarate, aspettando Rocchi"
Redazione Lazio - Alessandro Zappulla
Stella nella Macedonia e leader nella Lazio. Goran Pandev non è più una promessa, ma la scommessa vinta da Rossi e Lotito. Il numero 19 sulle spalle e tanta voglia di incantare il mondo hanno fatto di Goran l'idolo indiscusso della gente laziale. Sembra un secolo fa quando il tecnico romagnolo lanciava una sfida a se stesso, come improbabile meta di successo. Convincere il giovane Pandev a correre per 90 minuti: "Se ci riesco - disse un giorno di tre anni fa - mi merito il premio di seminatore d'oro". Sembrò una provocazione, una semplice battuta di scherno che Rossi lanciava al Goran Pandev ancora in erba, giunto da Milano sponda nerazzurra, ma il macedone non si scompose e accettò la sfida. Oggi la partita può considerarsi chiusa e Pandev l'ha vinta senza ombra di dubbio. Corre il macedone, corre e inventa, mentre anno dopo anno e domenica dopo domenica si è guadagnato il rispetto di tutti conquistando l'intero ambiente. "A Roma sto bene - dice Goran in conferenza a Formello - ora sento la fiducia del mister, dei compagni e della gente. Adesso tutti mi fanno sentire importante e spero di vincere qualcosa con la Lazio, sia per me, che per i tifosi che lo meritano tanto". Vincere per cercare conferme per se e per la Lazio. Una squadra che Pandev reputa giovane, ma ricca di qualità: "Nella nostra formazioni ci sono tanti giocatori di talento, - continua Goran - come Mauri e Foggia e questo è l'ideale per un attaccante. Noi stiamo dimostrando il nostro valore con le prestazioni, ecco perché domenica mi aspetto una bella partita da parte nostra, per dimostrare a tutti, che le prime due vittorie in campionato non sono state una casualità". Pandev e Zarate, per neutralizzare il Milan, rapidità e tecnica per mettere in crisi la retroguardia rossonera. Questa sembra essere la ricetta suggerita dall'attaccante Macedone: "Loro sono in grande difficoltà, ma è una squadra ricca di campioni. Credo che il loro attuale momento sia legato solamente ad un po' di stanchezza.
Noi siamo una squadra molto veloce invece, e dovremo sfruttare quest'arma a nostro vantaggio". Non ha paura Pandev, ma rispetto e non ama sentirsi dire che lui e Zarate sono la coppia più forte del campionato. Ha imparato Goran la lezione di Delio, prima l'umiltà e poi la gloria: "Io e Zarate ci troviamo a perfezione insieme, ma non so se siamo i più forti del campionato. Questo lo dovremo dimostrare. Lui è molto bravo ed un gran lavoratore, sono felice per quel che sta raccogliendo se lo merita". Al talento di Strunica dunque, piace molto giocare con Zarate. I due parlano la stessa lingua in campo, quella dei colpi di genio, ma il macedone non dimentica Tommaso Rocchi suo compagno di reparto per tre anni, al quale lancia un simpatico messaggio di sfida: "Tommaso è diverso da Maurito, - ha spiegato Goran - a Tommy piace andare più in profondità, mentre Zarate è superiore nell'uno contro uno. Ho sentito dire che quando torna Rocchi giocheremo con il tridente, io questo non lo so, però so che Tommaso dovrà lavorare molto per riprendersi il posto". Ride Goran il macedone e aggiunge: "Scherzo ovviamente. Tommaso è il nostro capitano ora deve lavorare tanto per tornare in forma. Lo stiamo aspettando...". È lo spirito di una Lazio ritrovata quello che si respira dalla tranquillità delle parole di Pandev, ma anche l'essenza di un campione vero che è maturato e si è fatto uomo. È forte Pandev e lui lo sa, come lo sa anche Lotito al quale il macedone manda un messaggio sul contratto: "Ho ancora due anni con la Lazio e per ora non è un problema. Quando sarà il momento, i miei procuratori parleranno con Lotito, ma non so quando". Il presidente è avvertito, Pandev lo aspetta.




