Lazio, vola l'aquila nel cielo...
Redazione TMW.
Vola la Lazio. Vola in alto, bella, forte e cinica. Spumeggiante e a tratti devastante contro Cagliari, Samp e Fiorentina, non aveva mai mostrato finora denti ed unghia, come ha fatto invece contro i granata di De Biasi. Vince la Lazio e si conferma con merito in cima alla classifica mettendosi alle spalle squadre costruite ad inizio campionato con progetti ben più ambiziosi di quelli biancocelesti. Scudetto si scudetto no, è il dilemma consumatosi nelle ultime ore romane sponda laziale. Ma la saggezza di Rossi e la spavalderia di un gruppo che sembra confermarsi come la vera forza di questa squadra, dribbla e spiazza sull'argomento. Diverte la Lazio con le sue vittorie schiaccianti, diverte con le giocate dei suoi talenti, sempre meno scommesse e sempre più realtà. La Lazio di oggi dunque è tutto questo ed anche molto di più e si misura nei singoli che si esaltano suonando in un'unica sinfonia di gruppo. Ne hanno fatto le spese avversarie più o meno illustri incontrate sino ad oggi e campioni più o meno affermati, stavolta invece è toccato al Torino degli ex Bianchi e Sereni. La doppietta di Zarate e il gol di Pandev firmano l'1-3 finale che archivia una gara tirata e a tratti nervosa. Parte bene la squadra di casa poco abile però a sfruttare le poche defaillance offerte dalla Lazio. Al 3'Abate in area biancoceleste sfugge al controllo di Radu e con un tiro-cross mette i brividi a Carrizo, ma nulla più. Due minuti dopo è il portiere argentino invece a suonare la carica, mandando in scena la sua tradizionale Gambeta ai danni di Bianchi. Applausi e brividi del pubblico biancoceleste che vede in JP già un idolo da venerare. Il match scorre via lento e noioso con un light motiv che racconta di un Pandev autentico trascinatore ed un Toro più grintoso, che nei minuti iniziali fa la voce grossa con Bianchi e Abbruscato ispirati dal metronomo Corini. Al 21' appuntamento con la sfortuna per Cribari che mette fine alla sua gara dopo uno scontro di gioco con Abbruscato. Ma nove minuti dopo è la Lazio ad affondare il colpo. Show di Zarate che si incolla la palla al piede e sul vertice sinistro dell'area di rigore granata mette fuori tempo tre difensori. Poi con classe ed un pizzico di fortuna Maurito spinge il pallone verso Goran Pandev, che con un secco rasoterra spedisce alle spalle di Sereni. È 1-0 per la Lazio. Gongola e si distrae la squadra di Rossi tanto che pochi istanti più tardi, Abbruscato sfuggito al controllo di Siviglia e con un Carrizo ormai battuto, stampa la palla sulla traversa. I padroni di casa attaccano e la Lazio vacilla. Gli ospiti fanno del detto 'minor sforzo, massimo risultato' il loro motto di giornata e così dopo l'1-0 tirano i remi in barca fino al riposo. Il Toro invece spinge, ma al contrario dei biancocelesti il cinismo non sa proprio cosa sia. E al 41' infatti, una palla scodellata in area laziale finisce sui piedi di Saumel, che a tu per tu con il portiere sudamericano calcia alto.
Un minuto più tardi è Di Loreto invece a sfiorare di testa l'1-1, ma la palla lambisce solo il palo. Nel secondo tempo però il Torino inizia a spegnersi e la Lazio consacra il successo. La squadra di Rossi con il trascorrere dei minuti infatti, acquista sicurezza aggredendo gli spazi di un Torino in difficoltà. Sentono più vicini i tre punti i biancocelesti e sulle note dei suoi principali solisti intonano la sinfonia vincente. È il solito indomito Zarate infatti a mettere le ali alla Lazio, quando al 60' scatta in contropiede mettendo Mauri in condizioni di segnare. Il centrocampista laziale però sbaglia clamorosamente indirizzando la palla sul palo. È solo il preludio del raddoppio biancoceleste. A disegnare l'ennesimo capolavoro è il campionissimo argentino con il numero dieci sulle spalle. Ispira ed inventa Maurito trasformandosi in autentico mattatore. Si coordina il pupillo di Lotito e dopo aver preso la mira scaraventa da fuori area il pallone alle spalle di Matteo Sereni. Raddoppio meritato e il Torino è alle corde. Qualità, tecnica e carattere è una miscela esplosiva che in casa Lazio sembra ormai diventata pane quotidiano. Ma non è finita qui. Mai sazia la Lazio infatti, continua a spingere e al 77' sale in cattedra Foggia. Il talento partenopeo infatti fa tutto da solo, mette a sedere mezza difesa calciando di potenza in porta. Sereni però dice di no. Passano pochi istanti e nell'ennesimo contropiede biancoceleste il Toro cade ancora. Matteo Sereni stavolta cerca in vano di chiudere lo specchio a Brocchi, ma strattona con una mano il centrocampista ex-Milan. L'arbitro Gava non ha esitazioni: rigore per la Lazio ed espulsione del portiere granata. Il Toro ferito ed in inferiorità numerica alza le braccia e depone le armi. In porta va Ventola che si sperimenta fra i pali, ma nulla può contro il pibe de Lazio Matias Mauro Zarate, che segna il 3-0 ed il suo personale sesto centro in campionato, che lo conferma capocannoniere del Torneo. Resta ancora poco da giocare, quanto basta in casa granata per collezionare altre due espulsioni. Escono per proteste infatti Pratali e De Biasi in continuo disappunto con il direttore di gara. Amara consolazione infine il penalty assegnato ai padroni di casa allo scadere, per fallo di Lichtseiner su Dzemaili, realizzato da Amoruso. Il Torino archivia così un pomeriggio da incubo, mentre la Lazio bella e cinica, continua a volare e a sognare, ma senza vertigini da alta quota.




