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Liga, Real Madrid campione in rimonta

Liga, Real Madrid campione in rimonta
lunedì 5 maggio 2008, 09:422008
di Gianluigi Longari
fonte gazzetta.it

Il Real Madrid è campione di Spagna per la 31ª volta, i blancos vincono la Liga e lo fanno con tre turni d'anticipo, grazie una rimonta entusiasmante a Pamplona. Il Villarreal batte 2-0 il Getafe, ma non basta: i 10 punti che separano la squadra di Schuster da quella di Pellegrini sono ormai incolmabili e a Plaza de Cibeles sarà una notte di festa.
IL GIORNO DELLA FESTA - A una manciata di minuti dalla fine, allo stadio Reyno de Navarra, il Real sembrava ormai rassegnato a rimandare la festa. E il Barcellona, che mercoledì sarà ospite al Bernabeu, sperava già di poter rinviare ancora le celebrazioni madridiste. Invece, nonostante l'espulsione di Cannavaro, i blancos riescono a rimontare il rigore di Puñal con un finale da urlo: prima Robben e poi Higuain schiantano l'Osasuna. Al termine di una partita emozionante e combattuta, il risultato dice 2-1 per i campioni di Spagna.
LA SVOLTA - A Pamplona, comunque, il Real Madrid ha messo soltanto il sigillo su un campionato conquistato con largo anticipo. E con pieno merito, anche guardando gli scontri diretti: finora, i madridisti hanno vinto 9 sfide su 9 contro le quattro squadre che li inseguono in classifica, cioè Barcellona, Villarreal, Atletico Madrid e Racing Santander. Baptista ha lanciato il Real al Camp Nou nel 17° turno, ma altre due partite chiave sono arrivate a cavallo della 20ª e della 21ª giornata, con vittorie in rapida successione su Atletico Madrid e Villarreal.
IL DATO - Uno dei punti di forza di questo Real Madrid rispetto, ad esempio, al Barça è stata la capacità di andare quasi sempre in gol, anche nei match in cui il gioco mostrato non è stato entusiasmante. Su 35 partite, i blancos sono rimasti a secco solo 4 volte: davvero poche, se pensiamo ai tanti 0-0 che hanno rallentato il cammino del Barcellona nella Liga.
L'UOMO CHIAVE - Se il Real Madrid ha portato a casa alcune partite complicate, lo deve a uno degli acquisti della scorsa estate: Wesley Sneijder. L'olandese, implacabile nelle punizioni e, in generale, nei tiri dalla distanza, si è rivelato il vero uomo in più in un Real che ha avuto 17 gol dall'eterno capitan Raul.
I PIU' E I MENO - Celebrati Sneijder e Raul, non si può non parlare bene di Casillas, uno dei portieri più affidabili e decisivi al mondo. Cannavaro, espulso a Pamplona, ha sofferto in parecchie circostanze, ma si è dimostrato una volta di più una colonna in difesa. Guti ha messo a tacere i critici con una "temporada" da 14 assist e Higuain ha apposto l'ultima firma sul trionfo.

Tra i meno positivi, tre difensori: Salgado, Metzelder e il costosissimo Pepe, che nel finale di stagione si è un po' ripreso. Anche da Miguel Torres ci si attendevano maggiori conferme: tra i giovani esterni difensivi madridisti, Marcelo è andato meglio di lui.
IL TECNICO - Dopo Fabio Capello, dunque, è toccata a Bernd Schuster la fortuna di condurre il Real al trionfo in campionato. Mai troppo amato, il tecnico tedesco non ha perso la testa quando la squadra si esprimeva malissimo (pessimo il precampionato, lezione dal Siviglia nella Supercoppa nazionale) e ha saputo invertire la rotta. I blancos sono andati in crisi anche dopo l'eliminazione dalla Champions League, ma la sbandata è stata ben controllata. E i demeriti degli avversari sono stati adeguatamente sfruttati.
LA NOTA STONATA - In Spagna il Real ha dominato, ma in Champions ha mostrato tutti i suoi limiti. La Roma l'ha castigato. E la cosa più preoccupante è che il successo giallorosso è stato netto, indiscutibile, sia all'andata che al ritorno.
IL FUTURO - Facile prevedere, dunque, che il presidente Calderon si scatenerà sul mercato estivo. Il primo passo sarà decidere se confermare Schuster, mossa probabile ma non scontata. E poi, per essere più competitivi nella prossima campagna europea, scatterà la corsa ai grandi acquisti. I sogni sono sempre Kakà e Cristiano Ronaldo, ma forse la dirigenza madridista farebbe meglio a lasciar perdere i desideri impossibili e a concentrarsi sugli obiettivi realistici. Come Drogba, tanto per fare un nome. Staremo a vedere.