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Luis Vinicio: "Napoli fattore campo in casa e contropiede fuori"

Luis Vinicio: "Napoli fattore campo in casa e contropiede fuori"
venerdì 12 settembre 2008, 08:472008
di Appi .
fonte di Salvio Passante per tuttonapoli.net
Esclusiva Tuttonapoli.net

Intervista esclusiva della redazione di Tutto Napoli al mitico Luis Vinicio detto "O' lion", storico attaccante del Napoli anni 50' e allenatore di grande talento, ritenuto da molti il precursore del calcio totale in Italia, dove ha importato il suo modo di concepire il calcio inteso come zona totale, pressing, fuorigioco e tutti all'attacco a velocità supersonica.

Mister, purtroppo Napoli è da settimane oggetto di discussione sui maggiori network italiani per colpa di pochi teppisti, lei come la pensa a riguardo?
"Si può dire che ho dedicato gran parte della mia vita al Napoli, la vostra città mi ha adottato, sentire parole ingiurose all'indirizzo del popolo partenopeo mi fa rabbia, questa situazione è la conseguenza degli errori di valutazione commessi un po da tutti anche dalle autorità competenti. Il ricorso non mi ha accontentato, credevo ci fosse più clemenza nei confronti della proprietà azzurra, non ritenevo giusto che per colpa di una sparuta minoranza dovesse pagare un'intera tifoseria e soprattutto la società che aveva cercato cercato di sensibilizzare i tifosi per far si che il tutto fosse andato per il meglio. Ritengo che il presidente in questo momento debba reagire di fronte a questa ingiustizia. Per questi teppisti si dovrebbero adottare leggi più severe, la polizia li conosce dal primo all'ultimo, prima li lasciano agire indisturbati e dopo piangono sul latte versato. Bisogna fare assolutamente qualcosa, i tifosi onesti pretendono rispetto".

Mister, il Napoli visto all'Olimpico dove può arrivare quest'anno?
"Lontano molto lontano, ma bisogna fare un passo alla volta, non bisogna porsi obiettivi,l'appetito vien mangiando. Ritengo che non sia un'utopia pensare che gli azzurri non possano ripetersi anche quest'anno ad alti livelli. Il Napoli visto a Roma mi è piaciuto tanto, squadra che lotta su ogni pallone che corre e imposta il proprio gioco formata da giovani promettenti. Una citazione particolare la merita Hamsik, un vero fuoriclasse, ha dei tempi di inserimento fantastici, in circolazione giocatori con la sua attitudine al gol ce ne sono pochissimi, e poi ricordiamo che è un classe 87' ha ancora degli enormi margini di miglioramento davanti a sè"

L'ultima impresa del Napoli in Portogallo è targata Vinicio, secondo lei gli azzurri saranno in grado di emulare quelle storiche gesta?
"Per noi fu una vittoria inaspettata, andammo ad Oporto per giocarci il tutto per tutto, espugnammo il campo lusitano per 0-1, per settimane non si parlò d'altro sui quotidiani, i cronisti erano deliranti, in città si respirava un'aria trionfale.Per quanto riguarda il Benfica credo sia una squadra di grosso blasone, negli anni 70' era una corazzata unica con Eusebio in campo. Questo per il Napoli è un esame importante, per saggiare le proprie possibilità a livello europeo, bisogna affrontare la partita senza patemi d'animo, cercando prima di sfruttare il fattore campo e poi ripartire in contropiede in trasferta".

Domenica al San Paolo di scena Napoli-Fiorentina, che partita sarà?
"Partita tosta, non pronosticabile, da tripla, la Fiorentina ha un organico formidabile ma ripeto se il Napoli gioca come sa fare può mettere i viola in seria difficoltà"

Mister, il suo Napoli sfiorò lo scudetto nella stagione 74-75, solo un gol di "Core ngrato" Altafini riuscì a fermare la vostra cavalcata, ci svela il segreto di quel Napoli spettacolare?
"La società mi diede la possibilità di applicare il mio modo di intendere il calcio, diedi alla squadra una nuova identità basata su zona totale, pressing, fuorigioco e ripartenze a velocità supersonica. Dopo i primi test amichevoli, incominciammo con una netta vittoria contro l'Ascoli, tripletta di Bragli, il resto del campionato fu un altalena di emozioni, alla fine ci piazzammo alle spalle della Juventus, a soli due punti, furono decisivi gli scontri diretti persi entrambi, a Torino a smorzare la nostra voglia di vittoria fu 'Core Ngrato' Josè Altafini, che entrò nella ripresa e siglò il gol vittoria. I miei metodi parecchi anni dopo furono ripresi da un certo Arrigo Sacchi, e tutti sappiamo i risultati che ha raccolto, nel calcio chi non risica non rosica".

Nel calcio moderno c'è qualche allenatore per il quale lei stravede?
"Mourinho e Spalletti mi piacciono molto, hanno avuto il coraggio di rischiare ed hanno raccolto grandi risultati, ma anche gli allenatori di provincia sono molto bravi e preparati, per arrivare in Serie A bisogna essere perfetti in tutto"