Ma Sheva non oscura Borriello? Inter e Juve: un altro sforzo
Alfredo Pedulla'
Mi auguro che abbiate trascorso un buon Ferragosto, adesso vi invito a riallacciare le cinture. Gli ultimi dieci giorni abbondanti di mercato sembrano banali, invece qualcosa regaleranno. Le grandi sembrano a posto, invece non lo sono completamente. Mi ha deluso parecchio Ranieri nella gestione del trofeo Berlusconi: d'accordo che si può perdere, d'accordo che - come dice Del Piero - l'importante era non sbagliare la gara con l'Artmedia. Però, la Juve è la Juve e quando va sotto di qualche gol contro il Milan - può succedere - non è giusto fare collezione di tanti ragazzini per trovare un alibi e per mascherare quella partita come se fosse insignificante. Tanto valeva non presentarsi al "Berlusconi". Ricevo ancora tante mail, superate, sull'importanza di Poulsen: basta una discreta prestazione come quella contro l'Artmedia per fare dire a una parte del popolo bianconero che è stato un acquisto super. Secondo me non basta una partita: comunque si sta parlando di Poulsen come se fosse l'argomento dominante dei prossimi tre mesi. Se farà bene, sarò contento per lui. Se farà male, la Juve cercherà di rimediare. Io credo che la Juve abbia bisogno di maggiore qualità in mezzo, soprattutto se Zanetti (come in questo periodo) è out per infortunio. Magari non sarà fondamentale intervenire sul mercato per sostituire Chiellini, ko meno grave del previsto, ma a me Mellberg non sembra una roccia. E in ogni caso se dovessi fare un intervento, centrocampo a parte, prenderei uno specialista di fascia destra dove Zebina è stralunato, Grygera affidabile ma non mostruoso: si parla di Zabaleta, fionda dell'Espanyol, attualmente impegnato con l'Argentina alle Olimpiadi. Vedremo. Intanto, complimenti a Del Piero: incarna la Juve dentro e fuori dal campo, ce ne fossero di personaggi così in giro per l'Italia. E per il mondo. Sono sincero: il mercato della Juve, celebrato da qualcuno, secondo me non è da standing ovation.
La Juve deve fare almeno un sforzo, il discorso vale per Milan e Inter. Parliamoci chiaro: la frenata del Chelsea per Ivanovic è una ripicca perché il Milan ha negato Kakà ad Abramovich. Ritengo che sia una trattativa non ancora completamente chiusa, ma se dovesse naufragare il Milan non può- come dice Galliani - restare fermo. Non è possibile per un puro calcolo numerico: Maldini ha 40 anni, Nesta è a rischio, Kaladze quasi, Bonera non ruba gli occhi. Almeno un altro centrale, sottolineo almeno. Non capisco perché il Milan eviti di fare la spesa ad Udine: con 13 milioni porterei a casa Zapata che ha bisogno di un grande club per il definitivo salto di qualità, un fenomeno in prospettiva. Ma la notizia è un'altra, circolata nella tarda serata di martedì: il Milan di nuovo su Shevchenko, ne avrebbero parlato Berlusconi e Abramovich sempre in Sardegna. Via libera al prestito, l'idea di massima. Ma come, Sheva sì e Ivanovic no? E poi, se arrivasse Sheva cosa ne sarebbe di Borriello che tra un mese abbondante tornerà arruolabile? Io spero che a Sheva, se davvero tornerà, dicano o abbiano detto: "Caro amico, ti liberiamo dal sequestro Chelsea, ma non pretendere il posto fisso e la visibilità assoluta. Te la giocherai con gli altri". Altrimenti non avrebbe senso puntare su Borriello. Sia chiara una cosa, considerazione personalissima: dopo la fuga di qualche anno fa, io Sheva MAI lo avrei ripreso. Se ne andò nel momento più difficile: ora che magari Jordan non conosce nemmeno una parola di inglese (il fuoriclasse ucraino tagliò la corda perché il figlioletto avrebbe dovuto avere una pronuncia degna di Buckingham Palace) gli facciamo trovare la tavola apparecchiata? Mah...
L'Inter non si può dire che sia molto fortunata: un infortunio ogni settimana, più o meno serio, come se non fossero bastate le contrarietà della scorsa stagione, soprattutto in chiave difensiva. Non mi hanno sorpreso le proteste dei tifosi nerazzurri nei riguardi di Mourinho reo di nascondere spesso l'Inter e di negarla all'abbraccio dei fan che affollano Appiano Gentile. Io credo che la gente vada rispettata e che un pizzico di umanità non guasterebbe, fermo restando che Mourinho resta un allenatore di talento e di straordinario carisma. Adesso che si è fermato Adriano, adesso che Ibrahimovic non riesce a guarire al cento per cento, non resta che attendere l'ultimo colpo (siamo sicuri che sarà l'ultimo?) di mercato: ogni giorno della prossima settimana sarà quello giusto per acciuffare Quaresma che non vede l'ora di piombare tra le braccia di Mourinho per dimostrare di essere un talento vero, un esterno con i fiocchi. E non certo un "due" di briscola.
La Fiorentina sostiene di essere a posto: ci credo poco, anche se sono d'accordo con Corvino sul fatto che sia un'esagerazione chiedere otto o nove milioni di euro per Miranda. Chi è Miranda, il nuovo Franz Baresi? Non scherziamo. La Fiorentina ha riscoperto un grande Dainelli, tuttavia ha bisogno di un altro specialista. Si parla molto di Crespo alla Lazio: sarei sorpreso se la trattativa andasse in porto, ingaggio proibitivo. Intanto, i fedelissimi della Roma si sono fermati per il giusto tributo nei riguardi di Franco Sensi, un presidente-tifoso come ce ne sono stati pochi negli ultimi vent'anni. Il mercato in questo momento è giustamente in seconda fila, ma tra poche ore - con il dolore sempre crescente - bisognerà regalare un altro rinforzo a Spalletti. Si parla molto di Castillo e Menez, io prenderei Thiago Neves che ha colpi straordinari e che con un allenatore trasformista come don Luciano farebbe il definitivo salto di qualità. Thiago Neves è il sogno proibito del Palermo, un sogno comunque non impossibile, e ha le caratteristiche per diventare un importante riferimento nel club che avrà la forza di prenderlo. Valutazione dieci-undici milioni di euro: siccome molte società ne hanno buttati tanti dalla finestra, questa è l'occasione ideale per ingaggiare un talento in grado di accendere qualche sogno in più. Pensateci, voi (presidenti) che potete.




