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Maldini ha ragione: Milan, compra qui

autore
Michele Criscitiello
lunedì 7 gennaio 2008, 00:002008
autore Michele Criscitiello
07.01.2008 00:002008
Nato ad Avellino, vive e lavora a Milano presso la redazione di Sportitalia dal 2004, dove inizia a collaborare anche con Eurosport. Giornalista e conduttore televisivo si occupa, soprattutto, di calciomercato per l'emittente di Tarak Ben Ammar.
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Paolo Maldini, forse, neanche lo sapeva il putiferio che avrebbe creato con le sue dichiarazioni da Dubai. "Il Milan sfrutta poco il vivaio, dobbiamo fare meglio: vedi la Juventus". E come dare torto al capitano che, effettivamente, ha individuato il male (di quest'ultimo decennio), non del Milan, bensì dell'intero panorama calcistico italiano. Complimenti alla Juve? Macchè, se anche i bianconeri si privano di Paro, Mirante, Criscito, Marchisio, Giovinco e, in futuro, forse, di Palladino. C'è Nocerino, ma è un'eccezione e non la regola. Le big del nostro campionato i ragazzi li fanno crescere altrove e poi non è detto che tornino al mittente. Il Milan deve vincere tutto e subito, per questo si punta sulla "merce garantita"; i tifosi non vogliono aspettare e il Presidente deve riempire la bacheca di via Turati: come dare torto, con i risultati che i rossoneri hanno ottenuto nel 2007? Giusto, ma sui giovani bisogna puntare e, in un certo senso, il Milan lo fa, anche egregiamente, però in Brasile, dove c'è Leonardo che ha l'occhio e le amicizie giuste: vedi Kakà, speriamo Pato, un po' meno Ricardo Oliveira. Ma Galliani e Braida hanno anche un Leonardo "italiano"? Lasciamo stare i primavera di Milan, Inter, Juve, Roma e Lazio: sappiamo quanti ragazzi (in effetti andrebbero definiti ancora bambini) ci sono con doti innate e che poi si perdono perché nessuno riesce a guidarli nella giusta direzione? Dai nati nel 1988 al 1992, il panorama giovanile italiano offre ampia scelta. Il Milan cerca un portiere, si dispera che Dida ne combini una peggio dell'altra, si rammarica che Boruc costerà un po' di più dopo aver rinnovato fino al 2011, ieri con il Celtic, ma se adesso si individuano un paio di giovanotti dalle belle speranze, tra una decina d'anni il problema non si porrà e la parolina magica è sempre la stessa: programmazione. Non vogliamo fare i "fenomeni", dicendo quel che serve, sparando sentenze, senza poi, però, essere propositivi. Questa volta facciamo nomi, cognomi e, soprattutto, li dividiamo per fascia d'età. In Italia non c'è più la vecchia scuola dei portieri? Sciocchezze. Galliani, Branca e Secco facciano un giro a Bergamo e Perugia. L'Atalanta, società modello per lo sviluppo e la maturazione dei ragazzi, sforna ogni anno talenti. Ha un portiere tra i più interessanti in Europa: si chiama Simone Colombi, è un classe 1991 ed è già stato convocato nella Nazionale Under 16; ha una lettura del gioco unica, capisce in anticipo cosa fare e ha un fisico, che tra 4-5 anni, gli consentirà di coprire egregiamente lo specchio della porta. A Perugia c'è Mirko Ranieri, di un anno più piccolo (1992), anch'egli nel giro dell'Under 16, voluto dal c.t. Rocca che lo convocò per il Torneo "Val de Marne" svoltosi a Parigi. Sapete la curiosità? E' stato opzionato dal Tottenham, poco ci manca che il Perugia ceda il suo cartellino.

Tutto questo mentre il Milan è in giro a cercare Gomes, Boruc e Ochoa... I difensori: chi ha bisogno di "svecchiare" la propria rosa può sondare il terreno per Giuseppe Bellusci (un "h" in mezzo, per il più noto Belluschi, avrebbe fatto lievitare il costo) difensore dell'Ascoli che ha già giocato qualche partita in serie A. Una alla fine dello scorso maggio, quando i marchigiani erano spacciati e, in trasferta a Verona, Sonetti lo gettò nella mischia, Bellusci fece davvero una bella figura; è un '89. A Palermo Foschi si coccola Cossentino dell'88, centrale difensivo, ma tenendo sempre il Milan come punto più alto di riferimento, ancora non sembra essere abbastanza maturo per un passo così importante. Varrebbe la pena, invece, fare qualche chilometro in più e seguire un '90 del Bellinzona, Bossa. O andare a Firenze a vedere Federico Masi, sempre nato nel 1990. Ma con i viola meglio non parlare di giovani. Lì c'è il "mago" Pantaleo Corvino, che capisce il valore di un calciatore quando è ancora in fasce, indifferentemente se italiano o straniero: alziamo le mani. Restando in tema di Fiorentina, presto potrebbe arrivare anche un centrocampista del Piacenza, Tommaso Bianchi, 19 anni, una mezzala che garantisce quantità e qualità. Il mercato più interessante resta quello degli attaccanti e in Italia, nel settore giovanile, crescono bomber che, forse, nel resto d'Europa, ci invidiano. Tra gli '88, il Pisa ha appena ceduto al Sassuolo Christian Tiboni, da seguire. Interessante un albanese del Novara, Henri Shiba: sembra sappia segnare in tutti i modi e vede benissimo la porta. Il più gettonato tra gli '89 è, certamente, Michele Marconi, nazionale Under 18. Ricorda un po' Pazzini, ma è più forte fisicamente e, probabilmente, ha qualcosa in meno tecnicamente del fiorentino. Un altro gioiello è di proprietà dell'Empoli, Salvatore Caturano che ancora non ha compiuto 18 anni, oppure il barese Galano, un esterno sinistro del 1991. Sembra una lista della spesa, ma vuol esser soltanto la dimostrazione che l'erba del vicino non deve obbligatoriamente essere sempre più verde. Ben vengano i Pato, Gourcuff(Milan), Pelè (Inter), Gargano e Hamsik(Napoli), ma ci piacerebbe "solo" avere altri Michelangelo Albertazzi(difensore Milan) e Alessandro Tuia(difensore Lazio), per la felicità di Casiraghi e Donadoni.