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Mancini, Diego Milito e Amauri: che intrigo!

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Alfredo Pedulla'
mercoledì 14 maggio 2008, 00:002008
autore Alfredo Pedulla'
14.05.2008 00:002008
Nato a Messina il 15 Aprile 1964, si trasferisce a Roma nel 1989 per lavorare presso la Redazione del Corriere dello Sport, fino al 2007. Opinionista a Sportitalia, ha vinto i premi "Oscar dei giovani","San Silvestro d'oro" e "Beppe Viola".
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Se avesse battuto il Siena, e non l'ha fatto, Roberto Mancini si sarebbe presentato in sala stampa, si sarebbe aggiustato il nodo della cravatta e anche il ciuffo ribelle. Poi, nel bel mezzo della festa (?), avrebbe sussurrato: "Grazie, Inter, è stato bello, ma io ho deciso. Stacco la spina, vado via. E buona fortuna". Chiedo scusa per le virgolette, ma questo sarebbe stato il senso del discorso. Non ha vinto, non ha conquistato lo scudetto, né è scontato che lo faccia (capisco gli scongiuri dei tifosi dell'Inter). Ma purtroppo ci sono scenari che ormai fanno parte del gioco. Della serie: ho il contratto, ma non importa. Una storia che non ho mai capito: che senso ha legarsi fino al 2010 o al 2011 se poi basta un'incomprensione o una ribellione (più o meno grave) per mandare tutto a quel paese? Mi dicono, in queste ore, che la Sampdoria sia rimasta scottata dai dialoghi di Mazzarri con eventuali pretendenti: la Lazio, il Napoli, oppure chissà chi. E mi dicono soprattutto che Marotta sia talmente arrabbiato (eufemismo) che abbia dettato l'ultimatum non più tardi di ieri pomeriggio: Mazzarri decida entro sabato, possibilmente entro la fine della partita con la Juventus. Loro, quelli della Sampdoria, non sono intenzionati ad aspettare oltre. E non me la sento di dare torto torto a Beppe Marotta, dirigente serio e affidabile, pur comprendendo le ambizioni di Mazzarri.

MANCINI, CHE BUFERA
Mancini sente il peso di un'altra settimana: lo capisci dagli atteggiamenti, lo noti dagli sguardi, lo senti dagli umori e dai "vaffa" più o meno ripresi dalla telecamere. A Materazzi, oppure a chi - tenendo sempre aperta questa incredibile lotta per lo scudetto - non gli ha consentito di liberarsi di un peso. Già perché, diciamolo chiaro, se Mancini restasse all'Inter (non escludo sorprese, ma sarebbe clamoroso se restasse) al primo temporale verrebbe giù un rovescio. Una grandinata. Una bufera. Ormai il rapporto è rotto, definitivamente. Così come si è rotto Josè Mourinho di aspettare. Ieri ha confessato di aver detto no a sette-otto-dieci offerte nel giro di pochi mesi. Perché ha chiara in testa una cosa: sta aspettando l'Inter. Aggiunge, l'amabile Josè, che gli piacerebbe allenare soltanto in Spagna o In Italia. Riepilogo spagnolo: con Guardiola catturato dal Barcellona non lo vedo proprio un Mourinho in sella, eventualmente, al Villareal. Quindi? Consumiamo l'attesa: lo scudetto, poi le rivelazioni di Mancini e lo sbarco del portoghese a molti antipatico. Nel frattempo mi dicono di stare attento al Milan e ad Ancelotti in caso di non conquista del quarto posto e della prossima Champions League. Ma come? Galliani non aveva detto che... Calma, ragazzi, uno per volta perché altrimenti non si capisce un'acca.

TORMENTONE AMAURI
Nelle ultime settimane i suoi manager si sono incontrati, più o meno segretamente, con lo staff della Juve. Il guaio è che se la Juve non alza la tariffa dell'ingaggio (almeno a 3,6-3,8 milioni a stagione) possono incontrarsi anche duecento volte al giorno e non ci sarà l'accordo. Il problema, dunque, non è la contropartita tecnica (se non convincono Giovinco, possono anche accontentarsi di un rampante Lanzafame) ma anche e soprattutto lo stipendio del mio amico Amauri che conosco da quando ha messo piede in Italia e non se lo filava nessuno. Anzi, era considerato un bidone: qualcuno l'ha scritto e oggi lo esalta. La scorsa estate azzardai che il ragazzo era un predestinato al Milan, esattamente come se ne sta parlando in queste ore. Può darsi che vada alla Juve, ma lui sbava per il Milan. Al punto che ha detto testualmente: "Anche in Uefa il Milan sarebbe affascinante". Cos'è se non un messaggio implicito e addirittura sconvolgente se pensiamo che non più tardi di qualche settimana fa aveva mormorato che si sarebbe legato a una squadra "sicura partecipante" alla prossima Champions League? La Juve ha una strada: alzare subito la tariffa dell'ingaggio, arrivare a quelle cifre. Altrimenti rischia di fare come Bitossi con Basso in un famoso mondiale di ciclismo.

NAPOLI, IRRUZIONE SU MILITO
Capitolo Napoli, in sintesi. Stimo parecchio Diego Milito: bravo ragazzo, grande attaccante. Un giorno mi regalò la sua maglia del Genoa durante un forum in redazione quando lavoravo al Corriere dello Sport-Stadio. E aggiunse. "Orgoglioso di giocare qui". Se ne andò perché fu costretto per le triste vicende del Genoa sprofondato in serie C. Ho sentito qualche suo amico recentemente e mi ha parlato di un'irruzione Napoli. Non tanto a sorpresa, la sorpresa è che hanno smascherato il Napoli in azione: Milito sarebbe il primo della lista. Il Saragozza non se la passa bene, la clausola di rescissione di trenta milioni circa è un finto problema. Nel senso che se Milito decide di tagliare la corda, e il club non riesce a trattenerlo, un accordo lo si trova. Il polemico Marino di questo periodo (troppi rancori, troppi messaggi cifrati: attacca gli opinionisti e le televisioni private di Napoli senza spendere un nome o un cognome, quant'è brutto giocare a nascondino) ha individuato il cavallo giusto. De Laurentiis spenderebbe anche 15-17 milioni per prendere un asso di briscola in grado di alzare la qualità dei giochi offensivi. Non so se arriverà oppure no, ma se il Napoli prendesse davvero Milito e lo facesse sposare con Uragano Lavezzi diventerebbe una macchina fantastica. E se Diego il giustiziere facesse meno di 18 gol al suo ritorno in Italia, io sarei disposto a pagare qualsiasi scommessa.