Mata - d'or, rimpianto Real
Francesco Letizia
I tifosi del Real Madrid già sognavano di farne l'erede di capitan Raul: Juan Manuel Mata però, ex gioiellino del Real Madrid Castilla, ha shockato tutti quest'estate accasandosi a parametro zero ai rivali del Valencia, dove sta ricevendo senz'altro più spazio di ciò che avrebbe avuto da Bernd Schuster. Scopriamo insieme il 19enne attaccante spagnolo, un talento dentro e fuori dal campo che farà parlare di sé nei prossimi anni.
TRADIMENTO MERENGUE
Juan Manuel Mata Garcia nasce a Burgos, Spagna, il 28 aprile 1988, figlio del calciato Juan Mata, ex Salamanca ed in quel periodo militante proprio nella squadra locale: a tre anni, il capofamiglia viene acquistato dall'Oviedo e dunque i Mata si trasferiscono (definitivamente) nelle Asturie. Qui il piccolo Juan Manuel viene iscritto, per seguire le orme paterne, all'Escuela de Futbol de la Fresneda, diretta da Iñaki Artabe: successivamente, entra a far parte del Juventud Estadio, dove Mata si mette in mostra come uno dei maggiori talenti della squadra. A 12 anni, viene così acquistato dal Real Oviedo, dove in tre anni, il puntero dimostra definitivamente che il calcio sarà il suo futuro: è il Real Madrid a capirlo, investendo così nel 2005 sul piccolo genietto che sin da piccolo sognava proprio di vestire la camiseta blanca al Santiago Bernabeu. Cadetes A e Juvenil C alla prima stagione, subito le Juvenil A, il corrispondente della Primavera, nel 2005/06: 18 gol in Campionato, 3 nella Coppa del Re, 3 nelle finali scudetto inclusa la marcatura decisiva per il titolo nella finale contro il Valladolid. A Madrid cominciano dunque a fregarsi le mani: i video della giovane stella corrono sul Web, in tanti iniziano a parlare del "Nuovo Raul" del vivaio Merengue. L'estate del 2006 è quella dell consacrazione: Mata, dopo aver dominato nelle qualificazioni e nella fase ad Elite, guida per mano la Spagna Under19 di Gines Melendez, insieme a nomi del calibro di Diego Capel, Gerard Piqué, Antonio Barragan e Josè Angelo Crespo, oggi anch'essi alla ribalta del calcio internazionale. Il bottino di Matinha sarà di 4 gol in 5 partite, vicecapocannoniere dietro il compagno di squadra Bueno, ed il titolo continentale, battendo in finale la Scozia: il Real Madrid lo giudica così pronto per il calcio professionistico, lanciandolo nel Real Madrid Castilla (Segunda Division) nella stagione successiva. Schierato come punta nella formazione castigliana, mette a segno 10 gol in 40 partite, ma soprattutto esordisce, a soli 18 anni e 10 mesi, nell'Under 21 spagnola di Inaki Saez, nell'amichevole contro l'Inghilterra: diverse squadre inglesi si interessano a lui, ma il Real rifiuta anche offerte millionarie. Mata però, con contratto in scadenza proprio a giugno 2007, in primavera prepara il clamoroso tradimento: dopo un tira e molla con Pedrag Mijatovic per il rinnovo chiesto a cifre abbastanza fuori mercato per un 19enne, l'attaccante di Burgos firma con il Valencia, a parametro zero.
UNA PUNTA ESTERNA, FUTURO DELLE "FURIE ROSSE"
Duttilità, lampi di genio, velocità: Juan Mata è un giocatore offensivo dal fisico brevilineo (172 centimetri di altezza), di molta sostanza e poche finezze. Può giocare largo a sinistra addirittura sulla linea dei centrocampisti, punta esterna sempre sulla mancina, seconda punta ed a volte impiegato nel Castilla anche come 10: un'arma fondamentale dunque per dare alla squadra velocità in fase offensiva, imprevedibilità e consistenza in zona gol. Già perché contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Mata ha un buon feeling col gol: la sua freddezza sotto porta è proverbiale, visto il gioco di parole, creato dai suoi fans, "Cuando Mata te remata, te mata", ovvero "Quando Mata ti colpisce, ti uccide". Il piede preferito è il sinistro, ma il destro è tutt'altro che disdegnabile per essere quello di un mancino, e viene utilizzato con risultati sufficienti sia per le conclusioni sottomisura che per i passaggi ai compagni. La tecnica è raffinata, ma non viene mai utilizzata per strafare, così come un dribbling efficace: non essendo né un'ala né un trequartista puro, il gioco di Juanin non necessita forzatamente di numeri clamorosi, anzi è già più che sufficientemente valorizzato dalle sue doti, che comprendono anche una capacità di cross abbastanza sviluppata. La velocità e l'agilità sono certamente due discriminanti fondamentali per Mata, che anche per questo viene impiegato con frequenza sulla fascia : originariamente però, il talento di Burgos ha sempre preferito agire a ridosso dell'area di rigore, offrendo al fronte offensivo quell'ampiezza di gioco tipica della seconda punta, con i suoi movimenti imprevedibili, e qualche buon assist, dettato da una visione di gioco più che apprezzabile. Senso del gol, lucidità, ma non colpo di testa, come è anche prevedibile visto la stazza: questo è già un punto abbastanza rilevante a suo sfavore, nel paragone, più pubblicitario forse che reale, col primo Raul Gonzales Blanco. Del capitano madridista, suo (ex) idolo, Mata potrebbe però cogliere l'eredità in Nazionale: escludendo l'inarrivabile Krkic, l'attuale attaccante del Valencia può essere a ragione definito come il giocatore "più pronto" della nuova generazione di attaccanti delle Furie Rosse, che pur mette in mostra talenti assoluti come il compagno di club Aaron Niguez.
DOMANI, LA PREMIER LEAGUE
Il caso estivo di Juan Manuel Mata ha fatto parlare molto in Spagna: molti critici di calciomercato, pienamente supportati dai tifosi, si sono chiesti come il Real Madrid possa essersi lasciato scappare un talento simile a cui doveva rinnovare il contratto e mandare in prestito in Liga, come fatto ad esempio per l'ex compagno Negredo o per il valido centrocampista del Getafe, Granero. Il ragazzo, che nel frattempo a giugno ha disputato anche il Campionato del Mondo Under 20, mettendo a segno due gol, sembra essere stato spinto più dal suo entourage (padre procuratore in primis) che dalla sua volontà: i fatti, per ora, gli stanno dando ragione a giorni alterni. La grossa crisi del Valencia, zeppo di talento ma allo sbando in campo e nello spogliaio, sta ovviamente avendo ripercussioni sullo spazio ottenuto dal ragazzo: tuttavia, al momento, il suo tabellino vanta 3 gol in quasi 1000 minuti, distribuiti tra Liga, Coppa del Re ed una presenza in Champions League, per un totale di 20 gettoni, solo due però "completi", giocando 90 minuti. Numeri da valutare in chiave di un under20 in una squadra teoricamente di vertice: a parte Diego Capel e Bojan Krkic, nessuno, nelle cosìdette "grandi" di Spagna, è stato capace di far meglio. Viste le condizioni di Robben, spesso ai box e comunque deludente in campo quando sano, al Real Madrid avranno certamente di che mangiarsi le mani: Mata è sotto contratto con la sua attuale squadra fino al 30 giugno 2011, ma le richieste importanti per lui potrebbero arrivare già la prossima estate. Si era parlato di Lazio, anche di Fiorentina, ma il futuro di questo talento sembra abbastanza deliniato verso la Premier League, dove i giovani spagnoli (da Fernando Torres a Cesc Fabregas) vanno sempre più di moda e con cifre a 6-7 zeri: di certo il temperamento del ragazzo, ambizioso e deciso, lo orienta chiaramente verso squadre di una fascia medio-alta, a differenza di altre grandi stelline (come il messicano dell'Osasuna Carlos Vela) che hanno accettato prestiti in squadre di secondo piano. Arsenal e Liverpool, società filo-iberiche, dunque in pole position: difficile prospettare un suo ritorno agli antichi amori madrileni, più probabile che, con un nuovo progetto e magari la cessione di David Villa (suo nuovo idolo e maestro), Mata possa trovare maggior spazio nella prossima stagione al Valencia. In chiusura di articolo, chiediamo clemenza al protagonista per quanto scritto finora: Mata infatti, oltre a divertirsi con il pingpong, nel tempo libero frequenta l' "Universidad Politecnica de Madrid", facoltà... Di giornalismo. Occhio dunque, amici spagnoli a provare ad esagerare con lui: tra qualche decennio, chissà, potreste ritrovarvelo come collega nella vostra redazione!




