Milan in caduta libera peggio del Nasdaq
Franco Rossi
Cari nemici e amici, il Milan è in caduta libera peggio del Nasdaq.
Perde in casa ed esce dalla Coppa Italia, l'arbitro espelle (giustamente Emerson) e grazia (chiudendo entrambi gli occhi) Ronaldinho che aveva rifilato una gomitata a un avversario e adesso non gli resta che la Coppa Uefa.
Un po' poco per una società che ha investito sul mercato una cinquantina di milioni e che sembra andare avanti solo a forza di proclami che ogni giorno diventano più penosi.
I commenti televisivi non si possono più ascoltare tanto sono strampalati e così poco critici.
In verità si fa ikl male del Milan a dire che ha giocato bene, che Ronaldinho è apparso voglioso, che Kakà è in progresso e che Sheva ha sempre la zampata del fuoriclasse: va bene prendere in giro i tifosi per far sì che restino incollati davanti al televisore, ma a tutto c'è un limite.
Contro la Lazio il migliore è stato Dida che ha salvato il Milan da una semigoleada tipo quella di Palermo e non vale più nemmeno la scusa puerile che si trova in difficoltà in trasferta contro le squadre che si chiudono: balle di chi cerca sempre di giustificare le prestazioni di una squadra, a prescindere da quel che realmente succede in campo.
Nel calcio "apparire" più che "essere" come in ogni altro settore della vita, non porta a grandi risultati: Ronaldinho, Shevchenko sono stati presi perché ex palloni d'oro? In tal caso non ci sarebbe da stupirsi se a giugno arrivassero anche Nedved e Figo per fare un quintetto di palloni d'oro senza precedenti.
L'equivoco maggiore, e si è visto anche nella disastrosa partita di Palermo, è Ronaldinho: nessuno mette in discussione le sue immense doti tecniche, ma se il Milan per supportarlo (e sopportarlo) è costretto a stravolgersi, ogni speranza per lo scudetto (se ce ne è mai stata una) svanisce all'improvviso.
Come a Torino, anche a Palermo nel finale sono entrati Emerson e Sheva e, come a Torino, non si è capito il perché: impossibile che nella Primavera del Milan non ci siano due giocatori più vitali, volitivi e integri...
La presenza di Ronaldinho costringe gli altri talenti del Milan, a cominciare da Kakà che sta disputando la sua peggiore stagione in Italia, a giocare contro natura, cioè a correre e contrastare, cosa che tra i rossoneri sa fare, come nessun altri al mondo, il solo Gattuso.
Chi dice che il Milan non è una collezione di figurine, secondo me fa solo propaganda: i tifosi l'hanno capito e la speranza è che facciano la stessa cosa anche i dirigenti.
Altrimenti non resta che fare u ultimo acquisto, nemmeno troppo caro: un album.




