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Milan, Inter e Napoli: tutti i segreti

autore
Alfredo Pedulla'
mercoledì 7 maggio 2008, 00:002008
autore Alfredo Pedulla'
07.05.2008 00:002008
Nato a Messina il 15 Aprile 1964, si trasferisce a Roma nel 1989 per lavorare presso la Redazione del Corriere dello Sport, fino al 2007. Opinionista a Sportitalia, ha vinto i premi "Oscar dei giovani","San Silvestro d'oro" e "Beppe Viola".
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Flamini rossonero: Milan-Arsenal 1-0. Hleb nerazzurro a stretto giro di posta: Inter-Arsenal 1-0. Riepilogo: Milan/Inter-Arsenal 2-0, una bella soddisfazione per chi sostiene che i talenti veri quando spopolano in Premier League non hanno voglia di sbarcare dalle nostre parti. Una bugia: basta spendere, gonfiare l'ingaggio e il giochino è fatto. Milan e Inter scatenate, saranno colpi a effetto. Napoli blindato, molto riservato e soddisfatto che i riflettori siano rimasti a lungo spenti, nel senso che nessuno (quasi nessuno) ha parlato di un possibile addio a Reja. Attenzione, è un bluff. Meno se ne parla meglio è, pensano a Castelvolturno. Ma io vorrei parlarne, se avrete la pazienza di seguirmi.

MILAN
Dopo Flamini, che all'ultimo minuto ha detto no a una sontuosa offerta del Barcellona, il Milan sta perfezionando l'operazione Zambrotta. Nulla di nuovo, è una notizia vecchia e non ci sono dubbi. Malgrado l'opzione Sagnol. Ma la novità è che nella trattativa potrebbe entrare Massimo Oddo: è più di un'ipotesi. Oddo da campione del mondo è passato in seconda fila, scavalcato dal brillante Bonera sulla fascia. Il Milan non è contentissimo di Oddo, il diretto interessato non è contento di fare tappezzeria ed è stato proposto al Barcellona che risponderà. Capitolo attaccante: c'è un abisso tra le parole di Berlusconi di circa venti giorni fa ("Faremo di tutto per prendere Ronaldinho") e quelle di poche ore fa ("Ronaldinho non ci interessa"): chi sostiene che il tutto dipenda dalle indagini fatte sulla vita privata (e sregolata) di Ronaldinho spara una balla clamorosa. Un discorso che non sta né in cielo né in terra. Può darsi (ma il dubbio, fortissimo, resta) che non dipenda dalla propaganda elettorale del Cavaliere, ma chi sia Ronaldinho e cosa faccia - nel bene e nel male - quando non si allena il Milan lo sapeva da un pezzo. E non l'ha scoperto dieci minuti fa. In verità Ronaldinho è ingombrante a livello tattico, è stato bocciato da mezzo spogliatoio e non ascoltate Kakà quando parla ufficialmente: una cosa è il pubblico, un'altra cosa il privato. La verità è che Ronaldinho è un pezzo di argenteria che non serve al Milan, piuttosto servirebbe un attaccante vero, di sfondamento. La pista Drogba resta validissima, ma con il Barcellona può tornare prepotentemente di moda l'idea Eto'o. Monitorato Adebayor, stanno svaligiando l'Arsenal: la novità è che il Milan ha messo sull'altro piatto della bilancia Gilardino più dieci milioni. E Wenger resiste. Gilardino resta comunque vicino alla Fiorentina, in cambio di Frey. A meno che non scenda il prezzo di Boruc che al Milan piace moltissimo, forse più di Frey: per il momento il Celtic lo valuta dodici milioni sull'unghia. Uno sconto, please.

INTER
Il dossier Inter riserverà inevitabilmente nuovi capitoli nel tormentato rapporto tra Mancini e Moratti. Le parole calde, infuocate, di martedì 6 maggio sono significative: non si amano, anzi sono quasi stufi di sopportarsi. Mourinho resta un bel fantasma, Drogba e Ronaldinho anche. Intanto l'Inter ha perfezionato in tempi non sospetti l'assalto a Hleb, è tranquilla dopo aver memorizzato che il Barcellona (nello scorso week-end) sarebbe stato disponibile al rilancio, più o meno come ha fatto vanamente per Flamini. Hleb piacerebbe moltissimo a qualsiasi allenatore, a Mancini come a Mourinho. Ma l'Inter che sarà resta un punto interrogativo, dipenderà molto da chi sarà il conducente del pullman. E il Real resta sempre in agguato per Ibrahimovic: in Spagna danno per scontato un nuovo assalto a stretto giro di posta. Un po' di pazienza e sviluppi intriganti, molto presto. Non credo che Moratti si libererà di Ibracadabra, per tutto l'oro del mondo: il presidente si affeziona, lo ha fatto con Recoba per una vita, simile discorso coinvolge il fragile svedese di questi tempi. A meno che Zlatan non esca allo scoperto chiedendo di andar via: facciamo attenzione.

NAPOLI
La storia di Reja e della conferma scontata mi ricorda quella della scorsa primavera tra la Juventus e Deschamps. Aprile 2007, i superficiali che lavorano in pool dicevano: resta, sicuro che resta, non ci sono problemi, ma dove volete che vada Didì? Infatti, è andato. Una cosa è sicura: se il Napoli ripartisse da Reja non potrebbe offrirgli il rinnovo per un anno, sarebbe un controsenso. Un errore clamoroso. Più facile che il Napoli gli proponga un ruolo diverso: Reja dice di essere stanco, potrebbe rigenerarsi andando a scoprire talenti. Tutti parlano di Delio Rossi che è arrivato ben oltre i limiti di sopportazione nei riguardi di Lotito: la Lazio appartiene al suo passato, malgrado il contratto fino al 2009. E se conquistasse la Coppa Italia sarebbe più felice di andar via, nel senso che non esisterebbero i margini per cambiare idea. Anzi, sarebbe l'esatto contrario. Ma attenzione alle sorprese: proprio ieri pomeriggio Walter Mazzarri ha detto che la sua conferma alla Sampdoria non è sicura, per diatribe interne o esterne. Io lo penso così: con Rossi o Mazzarri, triennale e via, potrebbe decollare il progetto del nuovo Napoli. De Laurentiis dice che non arriveranno i campioni? Io penso che un campione debba esserci, almeno uno, lo ribadisce la storia calcistica di Napoli. Un campione e tanti altri ottimi interpreti. Affidare la fascia sinistra a Vargas (ci siamo, quasi) sarebbe una bella mossa. Oppure qualcuno la pensa diversamente?