Milan, un difensore serve. Mourinho volgare: Roma, sveglia!
Alfredo Pedulla'
Adriano Galliani è un grande dirigente, un superbo conoscitore di calcio, l'uomo dell'irripetibile Ciclo Milan dell'ultimo ventennio. Ma le sue ultime sue dichiarazioni mi lasciano a dir poco perplesso. Rivelazione principale: "Ambrosini può essere un eccellente difensore centrale". La penso anch'io così, ma se Ancelotti e soprattutto il diretto interessato non fossero d'accordo, la profezia di Galliani difficilmente andrebbe in porto. E Ancelotti non ha reagito con entusiasmo alla sollecitazione di Galliani, nel senso che considera Ambrosini centrale difensivo come l'ultima delle soluzioni di emergenza. Ma c'è un altro aspetto che condivido poco o nulla: quando l'amministratore delegato del Milan parla di mercato chiuso. Il Milan prende cinque gol dal Chelsea? Mercato chiuso. Il Milan balla in difesa? Mercato chiuso. Il Milan ha un Nesta a rischio? Mercato chiuso. Con l'ammirazione e la stima nei riguardi dell'ineccepibile Galliani, io la penso in un altro modo. Della serie: mercato apertissimo. Il Milan è formidabile dalla cintola in su, opinabile -molto opinabile - dalla cintola in giù. Vorrei dire che proprio più in giù della cintola, la famosa difesa, perde acqua e bisogna intervenire. Non sarebbe una bestemmia, né un'iniziativa da biasimare. Partiamo dal presupposto che, se dovessero essere assenti Nesta e Kaladze o almeno uno dei due, il Milan non saprebbe che pesci prendere. Considerato che Bonera è un diligente interprete e nulla più, che Simic è da mesi (anni) fuori dai giochi e che sul fratellino di Kakà, il volenteroso Digao, è meglio non sprecare troppo tempo. Almeno a grandi livelli, è inutile pensare di contarci. Riepilogando:può darsi che Galliani abbia ragione e che il Milan, anche così, possa vincere lo scudetto (è il mio favorito, a patto che Nesta e Kaladze siano al top), ma io porterei a casa uno tra Alex Silva e Stendardo. E non ci sono dubbi su un altro particolare: Abbiati portiere titolare tutta la vita, Kalac e Dida se ne facciano una ragione.
Non mi piacciono le volgarità, non dovrebbero piacere a nessuno. E così le parole di Mourinho, violente e pesantissime nei riguardi di Ranieri, mi hanno mandato di traverso i primi giorni di agosto. Certo, Ranieri avrebbe potuto evitare di fare la prima mossa, ovvero di stuzzicare il portoghese. Ma Mourinho è andato oltre, ha vomitato veleno, ha aggiunto circa 14 anni a Ranieri definendolo "vecchio" (da 56 a 70 c'è una bella differenza) e ha segnalato come il collega, nella sua carriera, abbia vinto praticamente nulla. Probabilmente sono gli effetti di un rapporto difficile (eufemismo) fin dai tempi del Chelsea quando Abramovich - dopo aver scaricato Claudio da Testaccio - chiamò Mourinho per vincere qualcosa di importante. Ma se avesse confermato Ranieri, e se gli avesse garantito gli assi di briscola che ha avuto Josè, anche il permaloso Claudio di questi tempi sono convinto che avrebbe arricchito la bacheca di casa Chelsea. Nel frattempo preferisco tornare sul mercato per ribadire alcuni concetti su Juve e Inter. Juve: un centrocampista di qualità è importantissimo come l'aria che si respira, la campagna acquisti partita benissimo ha avuto diversi colpi a vuoto. Inter: con i difensori malandati, sarebbe il caso di intervenire nel pacchetto arretrato senza prendere improbabili romeni da 10 o 14 milioni di euro. E alla fine ritengo che Quaresma si materializzerà.
La Fiorentina ha portato a casa un altro pezzo pregiato: Almiron è sicuramente tanta roba in mezzo, a patto che torni quello di Empoli, personalità e forza fisica. Ma ribadisco un concetto già espresso in altre sedi: la Fiorentina ha bisogno di un centrale perché Kroldrup non mi sembra il massimo della vita per l'avventura in Champions. Non mi convince la Roma del dopo-Mutu: mi sarei aspettato maggiore rapidità, stiamo quasi arrivando alla metà di agosto e Spalletti balla su Julio Baptista come se fosse davvero la panacea di tutti i mali. Buon interprete, ma Mutu era di un altro pianeta. Almeno, facciamo in modo che la Bestia arrivi in fretta. Sono quasi convinto che per il quarto posto potrebbe esserci una sorpresa: Napoli e Lazio hanno i mezzi per centrare una stagione ricca di soddisfazioni, il Genoa rivoluzionato è molto forte sugli esterni (a centrocampo e in attacco), il Palermo dipenderà come al solito dagli umori di Zamparini. Con Pozzi nel motore anche il Torino sarà da corsa, ma l'Empoli come la pensa? Mi chiedono un flash sulla serie B: la mia griglia, molto provvisoria, vede in testa Empoli e Parma, a ruota Brescia e Mantova (con qualche piccola perplessità legata al 3-4-3 da impostare con la contemporanea presenza di Locatelli e Caridi). Il Bari almeno da playoff: squadra equilibrata e con tanta qualità, Conte potrà divertirsi. Deludenti Modena e Treviso, con qualche buco la Salernitana. E poi l'Avellino, allineatosi all'ultimo minuto ai nastri di partenza: Koman è un ottimo colpo, De Martino darà sostanza al centrocampo, il ritorno di Di Cecco sarebbe fondamentale, l'arrivo di Eremenko consentirebbe di chiudere dignitosamente il cerchio in mezzo al traffico. Non mi convincono Gaveglia, Romondini e Doudou, ma posso anche sbagliarmi. Soprattutto Doudou, impigritosi nell'ultimo periodo: qualche anno fa era più convincente in marcatura, recentemente ha avuto enormi vuoti di concentrazione: dopo 70 minuti a discreti livelli, commette errori clamorosi. La cosa che mi fa riflettere è un'altra: per quale motivo hanno detto no all'Avellino anche i giovanissimi come Raggio Garibaldi? Il record mondiale dei rifiuti: il patron Pugliese trovi cinque minuti del suo prezioso tempo per una piccola - e opportuna - riflessione.




