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Mourinho poco Special. Juve-Milan, la patata bollente in mano ai mister

autore
Gianfranco De Laurentiis
venerdì 18 luglio 2008, 00:002008
autore Gianfranco De Laurentiis
18.07.2008 00:002008
Nato a Roma il 13 Gennaio del 1939 è tra i volti più conosciuti di Rai Sport, dove ha condotto: "Domenica Sportiva", "Dribbling", "Stadio Sprint", "Europei 2000". Entra in Rai nel 1972 dopo una breve esperienza presso "Il Corriere della Sera".
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Uno Special One... ben poco speciale, almeno secondo me. Ho letto di commenti estasiati per la disciplina che Mourinho si sarebbe preposto di imporre al nuovo corso interista, ma non riesco davvero a stupirmene, quale allenatore avrebbe detto cose differenti in una conferenza stampa di preparazione alla stagione?
Un altro dubbio che mi attanaglia da quando ho sentito le parole del portoghese è il seguente: ma ha mai visto giocare Stankovic? Quando ha dichiarato che all'Inter non si è mai visto il giocatore dei tempi della Lazio, beh... sono trasalito.
Come dimenticare lo splendido trascinatore dello scudetto dei record? Un centrocampista completo e continuo come pochi altri, cui solo alcuni fastidi a livello fisico hanno impedito di mantenere lo stesso rendimento anche nel corso dell'ultima stagione.
Anche l'allusione ad Hamsik (peraltro mai nominato direttamente), non credo troverà seguito nelle mosse di mercato di via Durini. Prelevare lo slovacco da Napoli è molto più difficile che riuscire ad ultimare la trattativa Lampard, per la quale prevedo sviluppi positivi a stretto giro di posta.
Anche Ancelotti e Ranieri, a mio parere, si trovano con una bella gatta da pelare.

Il mercato, dietro loro richiesta, era stato impostato in una maniera diversa. Ancelotti voleva una punta vera, un centravanti puro alla Eto'o o Adebayor, mentre Ranieri era rimasto affascinato dall'idea Xabi Alonso, un cucitore di gioco da inserire in mezzo al campo. Dinamiche di mercato, dovute principalmente a una mancanza pecuniaria, hanno invece spinto le due società a ripiegare (se così si può dire dato il valore dei giocatori in questione) su Poulsen e Ronaldinho.
Il brasiliano non è finito. Mettiamolo subito in chiaro, ha solo ventotto anni, ed anche se è stato vittima di un passaggio a vuoto, il suo recupero a alti livelli è più che possibile. Ciò che cambia, in entrambi i casi, sono le strategie in campo, i rossoneri dovranno colmare un vuoto strategico al centro dell'attacco, mentre la Juve avrà lo stesso problema a livello di creatività, colmabile dal solo Camoranesi.
La palla, insomma, passa agli allenatori, vedremo chi sarà davvero speciale.