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Mutu ingrato, ma che regalo per Totti! Inter, non meriti Hamsik

autore
Alfredo Pedulla'
mercoledì 23 luglio 2008, 00:002008
autore Alfredo Pedulla'
23.07.2008 00:002008
Nato a Messina il 15 Aprile 1964, si trasferisce a Roma nel 1989 per lavorare presso la Redazione del Corriere dello Sport, fino al 2007. Opinionista a Sportitalia, ha vinto i premi "Oscar dei giovani","San Silvestro d'oro" e "Beppe Viola".
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Mutu che viaggia verso la Roma è un successo di Tuttomercatoweb, una storia di circa venti giorni fa. Un'anticipazione che oggi (purtroppo per i tifosi della Fiorentina, per la fortuna di quelli della Roma) trova riscontro nei fatti. Più forte delle smentite, delle violente reazioni, delle parole di fiducia sul futuro di Adrian in maglia viola. E del "100 per cento resta a Firenze", parole e musica di Alessandro Moggi, il suo manager. Nessuno ci credeva e, sinceramente, fino a lunedì sera ci credevo poco anch'io. Oggi il "100 per cento" diventa "20 per cento". Oggi. Ma i "rumors" di 20 giorni fa erano stati chiari: insoddisfazione, tanta insoddisfazione, soprattutto da parte di Pantaleo Corvino. Conosco il direttore sportivo da una vita, lo ritengo uno dei primi cinque in circolazione - anche su scala europea - lavora venticinque (!) ore al giorno, da Vernole - provincia di Lecce - alla Champions League il passo è stato breve, frutto di una gavetta infinita. Ma Corvino, più dei fratelli Della Valle, fu il primo a restare deluso dalle parole di Mutu:la richiesta di un ricco adeguamento, l'infedeltà a sorpresa, il voltafaccia. Non piacque la forma, e io credo che l'insoddisfazione di Corvino sia stata legittima. Della serie: ma come, sto costruendo la Fiorentina migliore di sempre e la mia presunta bandiera mi volte le spalle così, all'improvviso?
L'epilogo, se questo sarà l'epilogo, è il più logico. La Fiorentina ha bisogno di gente che crede nel progetto, indipendentemente dal conto in banca e dalle aspirazioni personali. Ho ricevuto tante mail, il 90 per cento educate e civili, ho risposto a tutti. Una cosa è sicura: Mutu ha sbagliato, in modo clamoroso. E anche se restasse a sorpresa a Firenze, in queste condizioni, non avrebbe senso, sarebbe una minestra strariscaldata. Mutu è un grande giocatore che ogni tanto lascia a desiderare sul piano comportamentale: la passione devi mettercela tutta, soprattutto quando una piazza ti ama e andrebbe in pellegrinaggio per te, ti seguirebbe in capo al mondo. Nello stesso tempo, Mutu è (sarà, sarebbe) un grande acquisto per la Roma. Le richieste di Totti verrebbero esaudite, con Spalletti il divertimento sarà assicurato. Mutu la risposta della Roma a Ronaldinho e/o ad Amauri. E non sarà l'unico regalo per Totti, nella batteria degli esterni bisognerà fare un altro sforzo per puntare direttamente allo scudetto. E la condizione è che, arrivando Mutu, non deve partire Aquilani. In questo momento mi metto soprattutto nei panni dei tifosi viola che non meritavano (non meriterebbero, lasciamo ancora la porta aperta) la fine di un amore tramite sms: se mi passate la metafora, è l'epilogo più amaro.
Una cosa è sicura: Hamsik non farà la fine di Mutu. Nel senso che il Napoli non si priverebbe del suo gioiello per nessun motivo al mondo. Al punto che Pierpaolo Marino ha promesso di andare in giro con un cartello per rinfrescare la memoria a chi eventualmente dovesse riproporre un tormentone che non ha motivo di esistere. Il Napoli costruisce su Hamisk, investe su Hamisk e ha parole di riconoscenza e gratitudine dallo stesso Marek che - per fortuna non sono tutti uguali - non ha bisogno di lanciare messaggi per chiedere adeguamenti sul contratto. L'Inter ha sbagliato un rigore a porta vuota, il discorso vale per Milan e Juve: poteva controllare Hamsik a 70-80 chilometri di distanza, quando giocava a Brescia. Non l'ha fatto, sbagliando, e adesso vuole rientrare dalla finestra. Troppo comodo, troppo facile. Ma l'Inter sa come consolarsi: farà scalpore la storia del sedicenne Coutinho, stellina del Vasco de Gama, sedicenne in carriera, il fenomeno del 2011: così lo dipinge chi lo conosce bene. Ormai si investe sui sedicenni e sui tredicenni: funziona così, il mercato è cambiato. Del resto il Milan ha preso Pato quando non era ancora maggiorenne e la risposta dell'Inter sta arrivando, a conferma che ormai il mercato viaggia a lunghissima scadenza: giusto così. L'importante è rispettare le regole. Ma io mi chiedo: è giusto spendere circa quattro milioni per un sedicenne dopo non averne spesi 5,5 - undici mesi fa - per Hamsik? Assurdo.
Intanto, sarebbe importante che la Juventus non scaricasse Tiago: dopo l'investimento della scorsa stagione, che non ha dato i riscontri sperati, io sono convinto che in quel centrocampo di robusti mediano (a parte il tecnico Cristiano Zanetti) ci sia spazio per la rinascita del portoghese. In fondo, puoi bucare il primo anno senza che sia una colpa definitiva, senza che ti mettano il marchio. E se Tiago, il meno reclamizzato, fosse la sorpresa della stagione? I tifosi della Juve in maggioranza non sono completamente soddisfatti (eufemismo) e io la penso più o meno come loro: ottima partenza sul mercato, prologo da maglia rosa con il colpo Amauri, gomme un po' sgonfie sul rettilineo quando bisognava perfezionare il progetto e preparare bene la volata. Magari alla fine Ranieri stupirà tutti, come dichiara in accorate interviste. Adesso mi aspetto che il Torino recuperi il terreno perduto e che Delio Rossi trovi la quadratura del cerchio: la Lazio che sta nascendo sulla carta mi piace molto.

PS. Leggo di un Macalli, presidente della Lega di Serie C (continuo a chiamarla così), assolutamente imbufalito dopo l'iscrizione dell'Avellino. Accusa la Covisoc, senza che nessuno lo blocchi o le fermi. Macalli sembra un kamikaze che si lancia all'interno di un palazzo che frequenta, che conosce bene e che ha delle regole precise. La Covisoc è la commissione di controllo dei bilanci, Macalli parla come se fosse il presidente del Cesena o della Cremonese. Non spetta a lui giudicare, non spetta a lui chiedere un supplemento d'indagine: la Covisoc ha dato il via libera all'Avellino, significa che c'erano i presupposti. Dopo aver diviso l'Italia calcistica in due o in tre, con improbabili iniziative, Macalli evidentemente smania per avere la copertina ogni estate. Ha un po' stancato, è anacronistico. E mi meraviglia che nessuno intervenga: sarebbe come se i giudici sparassero a zero sul Consiglio superiore della Magistratura, si può? No che non si può. Al massimo quei giudici vengono sospesi. Morale: i tifosi dell'Avellino, che ogni estate soffrono per la mancanza di programmazione, strameritano la serie B perché la società almeno ha messo a posto i conti. Nella classifica per una riammissione sono al primo posto, i numeri sono numeri. E lasciateli in pace. Intanto, l'Avellino si scatena sul mercato: incontro milanese per la comproprietà di Greco (affare vicino), al Genoa chiesti anche il portiere Pegolo e il centrocampista Botta. Tutto il resto non conta un tubo. Chiudiamola qui che è meglio. Macalli si occupi, se ci riesce, dei numerosi problemi che ha lasciato sul tavolo. E non di cose o situazioni che non gli appartengono.