Napoli, Dottor Jekyll o Mr. Hide?
Ciro Venerato
Otto punti in più rispetto allo scorso anno, sei punti in più rispetto al girone d'andata di una stagione fa, 11 vittorie in notturna nei due anni di A, 17 in totale in quest'anno solare. Strepitoso score stagionale, 7 vittorie su 8 con il solo gol di Daniele Conti nel finale della gara contro il Cagliari ad evitare l'en plein. Quattro vittorie su quattro in Europa. Il San Paolo è il fortino di un Napoli che strabilia, sia sotto il profilo statistico che su quello del gioco. Contro il Lecce ci sono state azioni e spettacolo che da tempo non si vedevano da queste parti, dal ciclo di Maradona.
Sia contro il Siena che domenica, c'è sempre stata la convinzione di portare a casa il risultato, anche attraverso momenti di stallo e difficoltà, come nel primo tempo dominato nel possesso palla dai salentini, la squadra non ha mai sofferto, segnando invece due gol e sfiorandone un terzo. Partita dopo partita si è instaurato un processo virtuoso che rende i partenopei sempre più convinti dei mezzi a propria disposizione. Solo i successi fortificheranno la compagine, dati alla mano, più giovane delle big di serie A, l'esperienza del resto non si compra al supermercato e anche in una giornata positiva come la scorsa, qualcosa non è andata per il verso giusto. Ogni riferimento all'ammonizione presa da Lavezzi, squalificato nella prossima a Torino, non è affatto casuale.
Questo grande score casalingo, fa il paio con un rendimento in trasferta non da grandissima squadra. È questione di mentalità e atteggiamento tattico, oltre che di inesperienza di alcuni giocatori. Si punta troppo a non prenderle e questo giocoforza diminuisce l'aggressività e lo spettacolo che la fanno invece da padroni al San Paolo. Non sarebbe comprensibile altrimenti una doppia natura da Dottor Jekyll e Mr.
Hide tanto spiccata. I pochi successi esterni sono stati striminziti e sofferti, sia con la Lazio che con l'isolato acuto di Denis a Bologna. Con la metà dell'autorevolezza che si palesa in casa si raccoglierebbero ben altri risultati. Serve più aggressività, e la riprova si avrà domenica, per riuscire a capire se è possibile innescare un processo virtuoso simile a quello ormai avviato tra le mura amiche, con l'incognita di avere fuori sia Hamsik che Lavezzi. Ci sarà Pazienza con la coppia Denis Zalayeta in avanti, con il Panterone pronto a fare la sponda per El Tanque, in possesso, sin qui, di una media gol eccezionale.
Una buona prestazione potrà alimentare ulteriormente il sogno Champions, riuscire a fare a meno delle due stelle di prima grandezza, sarebbe la conferma di una stagione propizia per centrare un traguardo che appare meno lontano di quanto fosse un mese fa.
Il tutto, ovviamente, Roma e Fiorentina permettendo e soprattutto tenendo d'occhio la mina vagante Genoa, in procinto di rinforzarsi nel mercato invernale.
Il Napoli stesso, non dovrà perdere l'occasione di puntellare la rosa, i titolari sono indiscutibilmente forti, ma gli stessi 11 non possono durare fino a maggio. Serve un vice Lavezzi, sia Salvio che Dedic sono nomi interessanti, e poi serve un innesto in mezzo al campo, dato che Amodio Dalla Bona e Montervino non paiono all'altezza, seppure per diverse ragioni.
Venerdi ci sarà poi il punto riguardo all'annosa querelle Mannini, coinvolto in una comica quanto paradossale storia di doping, una volta risolta il Napoli potrebbe veramente stare sereno. L'esterno è una delle scelte più brillanti di Reja, un nuovo Zambrotta. L'importate sarà mantenere l'equilibrio, sia nel bene che nel male. Vincere le gare in cui si è favoriti è una delle difficoltà maggiori del campionato, e questa squadra ci sta riuscendo.




