Quel derby di Roma che cambio' la storia dell'Inter
La Talpa
Nuovo, consueto, appuntamento con la Talpa di Tuttomercatoweb. Il nostro interlocutore misterioso, in questo episodio, racconta un retroscena interessante riguardante la storia del derby di Roma, allargandosi in un paragone tra il campionato degli anni '90 e quello che si sta sviluppando in questa stagione.
Rieccoci qua, che si dice di nuovo in questa settimana?
"Beh le squadre sono sempre le stesse, non è che ci siano state grandi novità".
Intanto domenica c'è un bel derby da vedere...
"Si bello... Ma da questa partita in molti dovrebbero rivedere le loro riflessioni su un campionato in presunta rinascita".
Prima polemica in arrivo... A cosa si riferisce?
"Credo che se dicessi le solite banalità non avreste scelto me per questa rubrica. Ce ne sono già troppi che ripetono le solite frasi trite e ritrite".
Vero, ma non si tiri indietro: diceva?
"Mi ricordo come se fosse ieri un derby fantastico. Era il 98, finì 3 a 3, una partita entusiasmante con Mancini, Salas e Nedved da una parte; Totti, Candela, Aldair dall'altra. Pensate che quella gara condizionò la stagione dell'Inter".
Ci sfugge il nesso
"In seguito a quello spettacolo, Moratti si convinse a cacciare Simoni e assunse Lucescu nella convinzione di regalare un calcio simile anche al pubblico di San Siro. Una delle tante scelte azzeccate dell'Inter pre-calciopoli (ride ndr)".
La frecciata all'Inter è immancabile... Prosegua col discorso iniziale piuttosto
"Certo. Era solo per dire che il livello delle romane, che da quel derby a pochi anni di distanza avrebbero aperto i rispettivi cicli, rispetto a quello attuale è a dir poco agli antipodi. La Lazio per la verità sta lavorando bene, ma gli ultimi mercati della Roma sono stati da brividi".
Solo lo scorso anno la Roma stava vincendo il campionato però...
"Ma non scherziamo... fu l'Inter con Mancini che lo stava per regalare. Guardate quest'anno, non c'è un giocatore acquistato dalla Roma che sia titolare a parte Riise che gioca solo perché Tonetto è infortunato. Il resto un bluff dopo l'altro".
Baptista e Menez come li giudica?
Male. Il brasiliano è stato un ripiego, la prima scelta era Malouda, e Menez manca totalmente di personalità per giocare a determinati livelli. Non è certo sufficiente l'abilità tecnica per sfondare in un campionato come quello italiano".
Zarate ha altre qualità, dunque
"Zarate potenzialmente è un fuoriclasse assoluto. Una vecchia volpe come Josè Alberti raramente si sbaglia quando consiglia un giocatore. Io dico la verità, non amo particolarmente i giocatori sudamericani, troppo umorali, spesso tendono a privilegiare la loro nazionale al club di appartenenza. Poi ci sono le eccezioni, e quando si verificano sono di livello strabiliante, proprio come si sta dimostrando Zarate".
Altra splendida eccezione è Lavezzi
"Se non continuano con l'assurdo paragone con Maradona concordo appieno. Diego è stato inimitabile, è da querela accostarlo a qualcun altro; però devo dire che Lavezzi sta esprimendo un potenziale fuori dal comune. E' il più europeo degli argentini, ma riesce a farsi valere con giocate concrete e non solo fini a sé stesse. E poi quanto corre...".




