Roma, analisi di una squadra svanita
Redazione TMW.
Irriconoscibile. La Roma scesa in campo durante il primo mese di stagione non è neppure lontanamente paragonabile alla squadra che per settanta minuti - cinquantacinque effettivi, senza contare l'intervallo - è stata campione d'Italia, il 18 maggio scorso. I giallorossi sono stati colpiti da un'involuzione improvvisa. Pertanto, ancor più sconcertante. Le nuvole incombono. La crisi è vicina, se non già arrivata a Trigoria. La sconfitta contro il Siena ha aperto di nuovo la ferita, che a fatica stava rimarginandosi grazie alla notte di Bordeaux. Niente, invece. Ancora un salto nel vuoto. Il regresso rispetto alle annate passate è evidente. Inquietante, per alcuni aspetti. L'immagine di Spalletti con le mani sul volto, al Franchi, è l'emblema di un campionato nato male, che sta proseguendo peggio. Sotto diversi punti di vista.
Numeri - I giallorossi hanno finora disputato otto gare complessive, escludendo la Supercoppa. In tre occasioni, gli uomini di Spalletti hanno vinto e in una pareggiato - contro il Napoli -. Il dato più allarmante tuttavia è relativo alle sconfitte. Oltre al match d'esordio in Coppa perso contro il Cluj, la Roma è uscita a mani vuote da tutte le trasferte di serie A sin qui presentatesi. Palermo, Genoa e Siena sono state le formazioni che hanno punito De Rossi & Co.. Il club capitolino non perdeva le prime tre gare fuori casa dalla stagione 1973-1974, nella quale però il digiuno lontano dall'Olimpico durò per quattro turni. Trentacinque anni fa, furono Torino, Genoa, Foggia e Lazio le squadre killer. La Roma si risollevò il 16 dicembre 1973 a Vicenza grazie alla rete di Cappellini. Rispetto al medesimo intertempo dell'annata passata - vale a dire dopo sei turni di serie A e due gare di Coppa -, i giallorossi quest'anno hanno vinto una partita in meno - tre, -, ma ne hanno pareggiate e perse il doppio, rispettivamente due e quattro. È sufficiente pensare che nel campionato scorso, Spalletti ha visto perdere il proprio undici quattro volte - contro Inter, Lazio, Siena e Juventus -; mentre il ruolino di marcia del 2008/2009 segnala già tre sconfitte.
Nervosismo - Il match di ieri contro il Siena ha mostrato una Roma estremamente irascibile. E le espulsioni di Mexes e Panucci non rappresentano dati isolati. Sono già tre, infatti, i cartellini rossi comminati ai romanisti in questa stagione, visto che anche De Rossi ha lasciato il campo anzitempo contro il Genoa. Al tutto vanno aggiunte anche ventiquattro ammonizioni. Non poche. La Roma non terminava una partita in nove uomini dal marzo del 2005, quando Totti e Panucci finirono in anticipo sotto la doccia. E i giallorossi persero, con Bruno Conti in panchina, per i gol di Pirlo e Crespo. Non si deve dimenticare una quarta espulsione, però, giunta il 10 agosto scorso. Contro il Tottenham, infatti, Aquilani si era fatto ammonire per due volte, provocando la reazione di Spalletti. In amichevole, per di più. Peraltro, anche nelle partite contro il Monaco e l'Al Ahly, i romanisti non erano apparsi tranquilli. Infine, Mexes. Il francese ha collezionato cinquantaquattro cartellini gialli, dalla sua prima stagione italiana - 2004-2005 -. Ma anche otto espulsioni, delle quali cinque in serie A - contro Inter, Sampdoria, Fiorentina, ancora Inter e Siena, ieri, - una in Champions League - con la Dinamo Kiev - ed un'ultima in Coppa Italia, nuovamente in un match contro la Sampdoria, nel gennaio scorso. Al di là dei numeri, la tensione in campo è dovuta - come ha spiegato Bruno Conti - alla mancanza di tranquillità. Il viaggio a Parigi di Spalletti a luglio per incontrare Abramovich non sembra essere stato gradito dal gruppo, che - come hanno riportato anche alcuni quotidiani - non avrebbe in simpatia alcuni collaboratori dell'allenatore. Ad ogni modo, la Roma dovrà dapprima ritrovare la calma mentale per poi lavorare sulle gambe.
Calciomercato - Pradè ha portato a termine una campagna acquisti di tutto rispetto. Quantomeno per quel che concerne nomi e relativi pedigree. Júlio Baptista, Riise, Menez, Loria, Artur hanno varcato il cancello di Trigoria, nel corso dell'estate. E La spesa totale ha sfiorato i cinquanta miliardi di lire. Il sogno di Spalletti è stato (è?) Mutu. Il direttore sportivo aveva tuttavia acquistato il romeno. Ma Prandelli - e non Corvino - ha bloccato l'operazione. Il problema della Roma non si annida dunque nei nuovi elementi, quanto nel loro adattamento alla diversa realtà. La differenza di linguaggio non è da sottovalutare. Spesso Riise, anche durante gli allenamenti, non riesce ad esprimersi a dovere. Così come Menez, sebbene talvolta coadiuvato da Mexes. In campo, la questione è ancora più ampia. Perché il norvegese, sul binario destro, ha difficoltà di comunicazione con i brasiliano Taddei e Cicinho, e con gli italiani Panucci e Cassetti.
Modulo - Spalletti ha (re)inventato il 4-2-3-1, facendo nel novembre del 2005 di necessità, virtù. Sino all'anno scorso, diverse formazioni soprattutto in Europa si sono dovute inchinare alla Roma. Il gioco palla a terra in velocità ha spesso mandato fuori giri anche le difese più arroccate. Ma per funzionare, questo sistema, richiede la miglior condizione fisica (e mentale) dell'intera squadra. L'alternativa è rappresentata dal 4-1-4-1, con il mediano basso davanti alla difesa. Ma si tratta di un assetto da proporre in casi d'emergenza, più che di uno schema fisso. In questa stagione, però - è bene ricordarlo - i giallorossi hanno vinto con il 4-1-4-1 in almeno tre occasioni. Chi è vicino a Spalletti sostiene che con l'arrivo di Mutu, anche il modulo sarebbe cambiato. Ma sono discorsi che ormai appartengono al passato. Il tecnico toscano ha tuttavia sempre detto di non avere intenzione di cambiare l'impianto tattico. Almeno fin ad ora. Per continuare a percorrere un tale terreno, sono necessari gli attori principali. Perrotta e Totti, su tutti. Ma anche il miglior Taddei.
Preparazione estiva-infortuni - Quasi l'intera rosa giallorossa è passata per l'infermeria da luglio ad oggi. E per una squadra che scende in campo ogni tre, quattro giorni non è certamente un punto a favore. La Roma è stata l'ultima società europea a ritrovarsi in vista del ritiro estivo, svoltosi a Trigoria per la seconda volta consecutiva. Dopo cinquantasei giorni di inattività. Troppi, forse. Non a caso, i risultati delle amichevoli estive sono stati poco confortanti. Il recupero di Totti dall'infortunio dell'aprile scorso non è forse stato gestito nel migliore dei modi. Il capitano ha forzato i tempi per disputare la partita di Supercoppa contro l'Inter, ma ha poi dovuto fare i conti con le conseguenze dell'operazione ai legamenti. Ora il numero dieci è in dubbio anche per la ripresa del campionato, ancora contro la squadra di Mourinho. Tabellini alla mano, la Roma non è ancora mai scesa in campo con la formazione titolare. Ma dopo la sosta dovuta agli impegni delle Nazionali, dovrà (ri)alzarsi. Obbligatoriamente. Non sarebbe il comportamento di una delle otto migliori squadre d'Europa, agire diversamente. Il compito - non semplice - spetta a Spalletti. Auguri. Di pronta guarigione, Roma.




