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Torino: il futuro è adesso

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Appi .
martedì 20 maggio 2008, 08:282008
autore Appi .
20.05.2008 08:282008

La gara contro la Fiorentina non poteva aggiungere o togliere niente al sofferto campionato granata, con l'obiettivo salvezza centrato con una settimana di anticipo. Contro i viola a caccia di una vittoria per la Champions, la squadra di De Biasi ha onorato il campionato: il Toro non ha giocato alla morte ma neppure ha vestito i panni della vittima sacrificale, come qualcuno aveva malignato alla vigilia. Gli ospiti hanno giocato meglio nella prima mezz'ora, trovando sulla loro strada un Sereni monumentale, nella ripresa però i miracoli li ha fatti Frey, c'è stato un gol annullato a Diana e solo a un quarto d'ora dalla fine la Fiorentina ha trovato il successo grazie a una splendida rovesciata di Osvaldo.

Proprio l'esempio della società dei Della Valle deve diventare il punto di riferimento per costruire un Torino più competitivo e finalmente in grado di regalare qualche soddisfazione ai suoi tifosi. La Fiorentina nel 2005 ha iniziato la sua ascesa andando ad acquistare un grande attaccante come Toni, attorno a cui ha poi inserito altri pezzi pregiati e giovani, arrivando a centrare la Champions proprio dopo aver ceduto il suo gioiello. Ma intanto in viola erano arrivati un campione come Mutu e cresciuti giovani come Pazzini e Osvaldo. Il nuovo Toro dovrà partire da un grande attaccante, che sappia garantire gol in doppia cifra, perché li ha già segnati nel recente passato. Basta scommesse, qui bisogna andare sul sicuro, prendendo un centravanti che per quattro-cinque anni (almeno) metta la squadra granata nella condizione di avere un punto di riferimento offensivo di assoluto valore.

In difesa serve un elemento veloce e possibilmente giovane, occorre trovare un'intesa con l'Udinese per trattenere Motta (visto che Comotto è destinato alla Fiorentina) e in mezzo al campo un esterno sinistro di ruolo e un regista più giovane di Corini. E il Liverani apprezzato in questa stagione a Firenze (e negli anni precedenti alla Lazio) potrebbe essere l'elemento ad hoc, anche se non ha molta velocità nelle gambe. E' giusto parlare di ritocchi, perché rispetto alle rivoluzioni degli anni scorsi stavolta ci saranno meno innesti da fare. A patto di azzeccarli, evitando inutili doppioni o giocatori a fine carriera, in stile Recoba.

L'unico vero grosso sacrificio va fatto per l'attaccante. Se il Torino trova finalmente una prima punta capace di fare gol con una certa frequenza, giocheranno meglio anche Rosina e Di Michele, tutta la manovra ne guadagnerà e lo stesso De Biasi potrà costruire una squadra e un modulo più spregiudicati. Nel 2005 la Fiorentina si salvò a stento, dopo una stagione piena di errori e di sofferenze, oggi è in Champions League, dopo aver conquistato sul campo i punti per andarci già nei due precedenti campionati. Ripetere la favola viola sarà difficilissimo, ma almeno riportare il Toro nell'Europa della Coppa Uefa, come hanno fatto quest'anno Sampdoria e Udinese, non deve diventare una missione impossibile. I proclami vanno banditi, come hanno detto sia Cairo che De Biasi, ma adesso è il tempo di fare i fatti e costruire un Toro che sappia vincere più di otto o dieci partite a stagione.

Fonte: di Massimo de MArzi per NESTI CHANNEL - carlonesti.it