Torino: una nuova spina dorsale
Un centrale di difesa, un regista, un centravanti boa. Intorno a questi tre ruoli, che compongono la spina dorsale della squadra, il Toro dovrà costruire l'undici per la prossima stagione.
Partendo dal reparto arretrato, è indispensabile trovare un centrale che affianchi Cesare Natali. Bocciati Di Loreto e Franceschini e con Dellafiore che, con le partenze di Barzagli e Zacacrdo, tornerà a Palermo, c'è da correre ai ripari. L'identikit è un difensore veloce e abile nel far partire la manovra, che si compensi con le doti fisiche e nel gioco aereo di Natali.
L'empolese Pratali, con la retrocessione della sua squadra, sembra essere in pole position. A un passo dalla Lazio la scorsa stagione e poi rimasto in azzurro dopo un lungo braccio di ferro, che gli è costata anche l'esclusione dalla rosa per qualche mese, stavolta nulla dovrebbe ostacolare la sua cessione.
Da non dimenticare Andrea Mantovani, vicinissimo al ritorno granata la scorsa stagione e protagonista quest'tanno in B al Chievo, dove ha confermato le sue doti anche sottorete, particolare da tenere in considerazione.
In mezzo al campo, il nome che circola con più insistenza è sempre Fabio Liverani. In ballottaggio qualche mese fa con Sergio Volpi, la candidatura del capitano della Sampdoria è caduta con l'esonero del suo pigmalione Novellino. Se pur non più di primo pelo (32 anni) Liverani potrebbe rendersi ancora utilissimo alla causa, in un ruolo in cui è più importante la velocità mentale e la bontà dei piedi. A correre, ci penseranno Grella o Zanetti. L'età e il declino di Corini suggerisce una ricerca immediata per il ruolo.
Davanti, per il terzo anno si è assistito al fallimento offensivo. Bocciato senza appello Bjelanovic; deludente Ventola, che potrebbe essere usato come pedina di scambio; alla fine ci si è affidati ancora a Stellone, le cui le qualità sono indiscutibili, così come i suoi limiti sottorete e la propensione agli infortuni.
Chi prendere? La retrocessione del Parma ha aumentato di molto le ciance di tesserare Igor Budan. L'attaccante ha 28 anni ed è nel pieno della maturità, ha buona tecnica e vede la porta. Titolare del suo cartellino è il Palermo, che per il ruolo di punta di grossa stazza ha scelto il brasiliano De Melo, quindi ben disposto a cederlo. Cosa sta frenando la dirigenza adesso come a gennaio è la condizione fisica del croato, reduce da un grave infortunio che gli ha fatto perdere quasi tutta la stagione e per questo l'operazione ha un buon margine di rischio.
Stesso dicasi per Cristiano Lucarelli, che a Parma ha dato i primi segni di una parabola discendente. Senza dimenticare le motivazioni: quante quelle di un attaccante di 33 anni?
Per questo il nome più interessante e stuzzicante è quello di Robert Acquafresca: giovane, motivato e bomber. Con ampi margini di miglioramento e, cosa non da poco, di fede granata. Il suo cartellino è a metà fra Cagliari e Inter. I rossoblù lo vorrebbero tenere e valorizzarlo ancora un anno, consapevoli che a Milano sarebbe chiuso.
Da tenere d'occhio l'outsider Graziano Pellè, giocatore dal fisico imponente, piedi ottimi e forte personalità: ideale per il Toro. La sua esperienza in Olanda non è stata delle migliori, e a 23 anni ha ancora l'occasione di mettersi in mostra scegliendo una piazza importante in un campionato, come la sere A, decisamente miglior vetrina della Eredivisie.




