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Tutti i segreti del Napoli che vola

Tutti i segreti del Napoli che vola
martedì 30 settembre 2008, 00:002008
di Ciro Venerato
Giornalista napoletano per molti anni ha seguito, da inviato, la Juventus per la Redazione di Rai Sport. Attualmente opinionista di Kiss Kiss Italia, collabora con Canale 34, Conto Tv e con il quotidiano "Il Roma".

Unica squadra imbattuta della massima serie, dieci partite ufficiali corredate da otto successi, due trasferte in campionato chiuse con un pareggio e una vittoria senza gol al passivo e nonostante il massiccio turnover applicato a Udine e Bologna. Statistiche che confermano il grande momento di questa squadra che fa dell'umiltà e della sua voglia di emergere l'arma vincente. Il Napoli al secondo posto non è un azzardo o un caso fortuito, ma l'oggettivo riscontro di una programmazione nata nel settembre del 2004. Allenatore e giocatori hanno gran parte del merito, è indubbio, ma a mio avviso i due veri strateghi di questo miracolo annunciato sono De Laurentiis e Marino, che chiamo simpaticamente il gatto e la volpe. Il Napoli in tutti questi anni ha portato avanti il suo progetto, rinforzando gradualmente con acume e intelligenza, anno dopo anno il telaio, comprando non per ottenere il titolo in prima pagina, ma cercando uomini giusti ed innesti mirati. Questo ha permesso a Reja di riscuotere risultati che nella sua carriera non aveva mai ottenuto. Il tecnico infatti pur tra mille dubbi e critiche (comprese le mie) ha potuto lavorare serenamente perché la società gli ha garantito continuità nel progetto. Marino lo ha difeso a spada tratta e De Laurentiis, al di là di qualche sortita dialettica lo ha sempre confermato. La società paga puntualmente gli stipendi ed ha imposto regole sane allo spogliatoio: chi sbaglia paga, al di là del nome del giocatore, e di quanto guadagna. Al tempo stesso si è riuscirti a recuperare diverse pecorelle smarrite, giocatori che sembravano persi per la causa, riportandoli sulla retta via.


Nel gennaio 2008 Domizzi chiese di andare via, Marino impose il rispetto del contratto ed il difensore romano disputò un ottimo finale di stagione. Zalayeta, ed è storia recente, lasciò il ritiro il giorno prima della gara con la Fiorentina perché Reja gli preferì Denis, una società meno accorta avrebbe pagato dazio, al contrario tutto è rientrato in pochi giorni, ed il giocatore che è stato comunque punito con una salatissima multa, sta inanellando prestazioni di altissimo livello.
In altri tempi, con altre società, sarebbe saltato tutto, ecco perché ritengo il club e la dirigenza come i principali artefici di questo inizio di stagione. Giovedi gli azzurri sono attesi da un impegno prestigioso, e sono certo che ancora una volta il Napoli smentirà il pronostico che lo vede sfavorito. Reja grazie al sapiente turnover orchestrato, avrà Maggio, Gargano e Vitale freschi, senza dimenticare il rientro di Lavezzi, uno dei due fuoriclasse della squadra insieme allo slovacco Hamsik. Condivido l'ottimismo di De Laurentiis, e credo che il Napoli approderà alla fase dei gironi. Come predico da sempre, l'importante sarà ora tenere i piedi a terra, la squadra ha un buon impianto ma non ancora i valori tecnici ed economici delle cinque grandi deputate. Il calcio, però, ci ha abituati più di una volta a sovvertire i pronostici: se Roma e Fiorentina hanno problemi interni ed il Milan deve riuscire a coniugare le idee di Ancelotti e Berlusconi, il Napoli ha due vantaggi: nulla da perdere ed un ambiente compatto, uno spogliatoio in cui tutti remano dalla stessa parte. E vedrete che se a gennaio la squadra fosse ancora così in alto, il gatto e la volpe non esiteranno a rinforzare il telaio: con questo Napoli, sognare è lecito...