Udinese, la partenza di Langella significa 4-3-3?
Fabrizio Zorzoli
La partenza di Pinzi verso Chievo non stupisce nessuno: il centrocampista da tempo aveva fatto capire di voler lasciare Udine, e se forse la speranza era di approdare alla Lazio, anche la soluzione scaligera va bene. Ma la società di Campedelli non si è fermata e - questa è la sorpresa - ha praticamente chiuso anche per Langella. L'ufficialità non c'è ancora ma tutto sembra davvero chiuso.
Questa cessione ovviamente appare imprevista, ma solo fino ad un certo punto: l'attaccante arrivato a parametro zero dall'Atalanta era giunto a Udine con la consapevolezza di essere se non titolare almeno pedina importante, sia nell'attacco a tre sia in caso come centrocampista di fascia. Evidentemente così non poteva essere , e lo si è capito dopo i primi esperimenti. Non di certo per demeriti dell'ex nerazzurro, apparso forse tra i più in forma o fra i meno appesantiti a seconda di come la si voglia vedere. Probabilmente la cessione significa che Pepe, Quagliarella, Floro Flores, Di Natale e Sanchez bastano alla causa. E probabilmente quiesto significa addio alle quattro punte in campo, quelle viste in alcune occasioni nelle recenti amichevoli. Troppe per una squadra come l'Udinese. E troppi gli attaccanti in rosa se si passa all'attacco a tre. Spiegare a gente che in ogni altra squadra giocherebbe titolare che qui si deve accomodare forse anche in tribuna non è facile. Ecco quindi spiegata la mossa, che a breve - come detto - potrebbe essere ufficializzata, ma sulla quale in pochi nutrono oramai dei dubbi, visto che l'attaccante non compare nemmeno tra i convocati per la Spagna.
Intanto l'udinese si è assicurata Ighalo, che appare nella lista dei convocati per la turnee in Spagna. Professione attaccante, compito fare esperienza e sperare un giorno di esplodere.




