Albertini "condanna" Roma e Lazio
Redazione TMW
La lite tra Spalletti e Tare, gli spintoni e le parole grosse volate anche in campo durante il derby, fino al pugno sferrato negli spogliatoi di Fiorentina-Cagliari. Macchie nere nella giornata in cui anche il calcio doveva stringersi nel dolore per le vittime del terremoto in Abruzzo: ma sono solo casi isolati, ci tiene a sottolineare Demetrio Albertini, vicepresidente della Figc in quota assocalciatori, un passato da giocatore sempre in linea con il fair play. "Sinceramente è una cosa che non ha fatto piacere - spiega l'ex giocatore del Milan e della nazionale - ma penso anche che le persone rispondono singolarmente delle loro azioni e dei loro comportamenti. La gran parte del mondo sportivo, dai tifosi ai giocatori, si è comportato in onore delle vittime e della situazione che il nostro paese sta attraversando". Insomma i comportamenti, deprecabili, dei singoli non devono rovinare l'immagine di generosità e partecipazione anche del mondo sportivo alla tragedia abruzzese. "Certo è un dispiacere, avrei preferito essere qui a commentare niente. Io capisco pure le tensioni, ma il mondo del calcio ha fatto il suo dovere.
Penso alle iniziative che tutti i gruppi e i singoli stanno portando avanti: noi italiani, al di là del calcio, siamo molto inclini a questo tipo di solidarietà, anche in un momento particolare, di grande crisi economica generale". La serie B in programma venerdì scorso, proprio nel giorno dei funerali e del lutto nazionale, è stata rinviata. "Si è discusso molto se giocare o non giocare - prosegue Albertini - per me, se fossi stato ancora un giocatore, sarebbe stato difficile scendere in campo. Ma capisco anche la decisione di giocare e avere l'opportunità di raccogliere fondi devoluti concretamente alle popolazioni colpite dal sisma". Interventi "mirati" aggiunge il vicepresidente federale, che fanno da contorno al programma di ricostruzione generale "che sta mettendo in atto lo Stato". Insomma su certi comportamenti fuori luogo sempre, a maggior ragione nel giorno in cui anche gli stadi sono stati in silenzio nel rispetto del dolore nazionale, Albertini preferisce non si generalizzi: "Probabilmente si saranno anche pentiti, ma io non voglio giudicare l'avvenimento singolo. Ognuno si assume le sue responsabilità, penso che non vada generalizzato, perché lo sport ha dimostrato comunque di essere solidale".




