Argentina, passaporti falsi: ok dalla Corte Federale, 28 incriminazioni
Antonio Gaito
La Corte Federale di Buenos Aires ha avallato le indagini dell'anno scorso del giudice Norberto Oyarbide in merito alla presunta falsificazione di circa 700 passaporti italiani, parte dei quali destinati apparentemente a calciatori che volevano trasferirsi in Europa. Lo ha reso noto oggi il quotidiano 'Critica de la Argentinà, precisando che, nella risoluzione di 111 pagine, la Corte ha confermato l'incriminazione di 28 dei 30 indagati. Tra loro vi sono titolari e dipendenti di agenzie che si occupavano di accelerare le pratiche per i passaporti, avvocati e funzionari pubblici argentini, ma nessun giocatore. Il giornale assicura anche che ora la giustizia indagherà per individuare i calciatori ed i procuratori, presumibilmente coinvolti nella megacausa. Nel luglio dell'anno scorso, in seguito ad una denuncia effettuata mesi prima dal console generale d'Italia di Buenos Aires Giancarlo Curcio, allarmato da irregolarità riscontrate in numerosi passaporti, Oyarbide che, nel frattempo, aveva disposto incessanti intercettazioni telefoniche, mobilitò 600 agenti che effettuarono 110 perquisizioni in tutto il Paese, in sedi di club sportivi ed uffici pubblici. Successivamente, e dopo un viaggio in Italia, il giudice dispose l'arresto di almeno 40 persone. Tra loro, spiccava in particolare Maria Elena Tedaldi, titolare dell'agenzia Ciudadania Express, che, nel 2000, era già stata coinvolta nella vicenda del passaporto falso per Juan Sebastian Veron, per il quale inventò un inesistente trisavolo.
Nel relativo processo, in cui venne condannata, la Lazio ammise di averle pagato per tale servizio circa 110.000 dollari. La Tedaldi e gli altri fermati vennero poi tutti rimessi in libertà. Ora è arrivata la conferma dell'incriminazione di 28 di essi da parte della Corte Federale. In merito il quotidiano 'Criticà cita i due funzionari pubblici coinvolti: Natala Schaab, funzionaria del 'Registro Nacional de las Personas' e Carlos Castaneda, vicedirettore del 'Registro Civil' della città di Santa Fe che avrebbe adulterato i dati di tre calciatori della zona. In proposito, il giornale ricorda che, a suo tempo, aveva pubblicato un articolo in cui si affermava che tra i calciatori presumibilmente coinvolti coinvolti vi sarebbero Diego Buonanotte, Gabriel Milito (che a ora non ha il passaporto italiano) e Maximiliano Lopez e che tra i procuratori ci sarebbero stati Fernando Hidalgo, Gustavo Mascardi, Jorge Cyterzspiller ed Eduardo Gamarnik. Nel luglio del 2008, i siti Internet avevano pubblicato una lista di 150 calciatori che avrebbero pagato somme dai 20 ai 30.000 euro per ottenere il passaporto italiano in appena 30 giorni. 'Criticà assicura che ora gli inquirenti si stanno preparando ad indagare in tal senso




