Bergomi: "Zenga? Paga sempre l'allenatore"
Redazione TMW.
Giuseppe Bergomi, grande amico di Walter Zenga, ha commentato a caldo ai microfoni di Mediagol l'annuncio dell'esonero dalla panchina del Palermo. "L'ho scoperto da poco, mi dispiace tantissimo, perché Walter è un grande professionista che ha fatto sempre bene dove è andato e secondo me non stava facendo male neanche a Palermo. Solo tre settimane fa si parlava di lui su tutti i giornali e purtroppo questa è legge del calcio. Gli sono vicino, sicuramente lo sentirò. Adesso sto andando a Barcellona, ma quando torno lo chiamerò e parleremo. Sicuramente mi dispiace molto".
L'assenza di identità tattica è uno dei capi di imputazione di Zamparini. "Purtroppo ho visto poco il Palermo, non l'ho mai commentato. Anche quando ha giocato con l'Inter io ero a New York per fare la maratona, quindi difficilmente posso dire qualcosa. Walter è bravo a cambiare le sue squadre, la tattica poi è relativa, vedi Guidolin a Parma, anche lui è uno che cambia molto ma poi ottiene sempre dei risultati. Nel calcio è tutto relativo, c'è chi da un'identità, c'è a chi piace cambiare, ma purtroppo contano sempre i risultati, se quelli non arrivano paga sempre l'allenatore".
Beppe Bergomi, ex difensore dell'Inter, si è soffermato su ciò che serve al Palermo per raggiungere il traguardo Champions."Sicuramente dare fiducia e dare continuità ad un certo tipo di lavoro diventa fondamentale. Tante volte si rincorrono degli obiettivi che forse sono più alti, perché andare davanti a Inter, Juventus, Milan, Roma, Fiorentina, Lazio, lo stesso Napoli, non è facile. Devi costruire una grande squadra e devi avere la forza di tenere i giocatori più forti. Se fai questo puoi ambire ad andare in Champions' League, se no se togli i Toni di turno o qualche altro pezzo importante che non riesci mai a tenere, allora diventa difficile".
Beppe Bergomi ha poi affermato che l'esonero non pregiudicherà l'arrivo di Zenga all'Inter in futuro. "Zenga erede di Mourinho l'hanno scritto i giornali. Senza nulla togliere a Walter, io glielo auguro con tutto il cuore di arrivare all'Inter più presto possibile, ma ciò non pregiudica niente. Nella vita di un allenatore ci può stare l'esonero, lo devi mettere in preventivo, non è mai una sconfitta personale ma la devi accettare come una filosofia di vita. Quando uno accetta di fare questo tipo di lavoro sa che c'è il rischio di essere esonerati".




