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Bologna, Baraldi: "Ho avuto paura di aver chiuso col calcio"

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Redazione TMW.
mercoledì 2 dicembre 2009, 09:272009
autore Redazione TMW.
02.12.2009 09:272009

"Lo ammetto: ho avuto il sentore di dover restare fuori dal calcio a lungo prima della proposta della famiglia Menarini". A confessarlo è il nuovo Direttore Generale del Bologna, Luca Baraldi, intervenuto ai microfoni di Radio Incontro nel corso della trasmissione "Diario di bordocampo".

"Forse ho pestato i piedi a qualcuno - ha proseguito il dg - o magari non meritavo grande stima. Per questo avevo deciso, con grande delusione, di restare a guardare.
A dire il vero erano arrivate diverse proposte di alcune società ma le ho rifiutate perchè poco interessanti. La proposta del Bologna, invece, mi ha entusiasmato da subito e non ho potuto dire di no. Qui ci sono le condizioni giuste per lavorare e, se quest'anno riuscissimo a chiudere bene, sportivamente ed economicamente parlando, potremmo progettare un futuro importante. L'obiettivo è raggiungere il livello del Genoa ma abbiamo ancora tanto da lavorare".

Baraldi è tornato anche sul proprio passato, quella Lazio che sta attraversando un periodo di crisi: "La Lazio ha speso molte energie, mentali e fisiche, iniziando presto la preparazione e vincendo la Supercoppa a Pechino. Credo che, in questo momento, i calciatori stiano pagando quest'avvio. La stessa cosa successe al mio Parma, che si salvò all'ultima giornata perché disputò i preliminari di Champions in estate. La Lazio - conclude Baraldi - non è abituata a lottare in fondo alla classifica, con tutti i campioni che ha e questo non può che peggiorare le cose. Quando ero alla Lazio, insieme ai miei collaboratori, decidemmo di coinvolgere i tifosi in maniera seria, per tirarci fuori da una situazione disperata. Una sorta di operazione simpatia che ci premiò con il record di abbonati".

Ribadendo la paterntà della transazione con l'agenzia delle entrate per il debito della S. S. Lazio con l'Erario, Baraldi ha puntualizzato: "La nostra gestione è stata fortemente strumentalizzata, più volte ho sentito il presidente Lotito dire che è stato costretto a pagare due squadre, a causa del Piano Baraldi. QUando sono arrivato, praticamente tutti i giocatori avevano messo in mora la società, e i debiti ammontavano a circa 60 milioni di euro. Chi ha deciso di aderire al piano Baraldi, quindi, va solo ringraziato. Se Lotito non fosse stato costretto a pagare due squadre avrebbe significato che la Lazio era fallita".

Fonte: Francesca Turco per RADIOINCONTRO