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Catania, Zenga: "Kakà via? Giusto. Anche io accettai il Napoli, poi..."

Catania, Zenga: "Kakà via? Giusto. Anche io accettai il Napoli, poi..."
sabato 17 gennaio 2009, 17:042009
di Giuseppe Castro
fonte itasportpress.it

Il tecnico del Catania, Walter Zenga, alla vigilia della gara contro il Bologna ha rilasciato una intervista ai microfoni di Itasportpress.

La sconfitta in coppa contro la Juventus, ha lasciato scorie negative nei suoi ragazzi?
"Assolutamente no. Ha vinto la Juventus e non c'è nessun tipo di strascico".

Domani arriva il Bologna di Mihajlovic suo ex compagno di squadra a Genova
"Abbiamo giocato insieme alla Sampdoria, lui il primo anno giocava da esterno sinistro e l'anno dopo da centrale difensivo. Ricordo ancora quella squadra con Balleri, Evani, Mannini e Mihajlovic, e in più giocava a centrocampo un diciottenne promettente: Clarence Seedorf".

Era una bella Sampdoria che navigava nei piani alti dell'Europa. Che rapporto avevi con Mihajlovic?
"Con Sinisa ho avuto sempre un rapporto di grande stima e amicizia. Quando ci incontravamo a Milano era bello ricordare le nostre avventure insieme. Adesso è l'unico allenatore in serie A imbattuto e vuol dire che qualcosa di buono ha apportato alla sua squadra. Ha sempre il suo fascino affrontare un ex compagno e incontrarlo poi da allenatore è molto stimolante".

Questo Bologna è trascinato da Marco Di Vaio, un giocatore che si era smarrito nelle ultime stagioni.
"Di Vaio è un bravo giocatore, abbiamo studiato come bloccarlo e speriamo che per lui domani sia una giornata no".

Impazza il caso Kakà. Qual è il suo giudizio?
"Se arrivasse una proposta del genere ad un mio giocatore, lo porterei a spalla nella nuova squadra. Sono cifre imbarazzanti in un momento di difficoltà generale. Diventa difficile dire di no. A me capitò una cosa simile nel 1988. Stavo per passare al Napoli con l'ingegner Ferlaino che mi voleva ad ogni costo. Avevo anche firmato il contratto, ma poi l'Inter non mi diede via e a dicembre successivo dopo un derby perso rischiai di finire fuori squadra. Stranezze del calcio, dunque vai Kakà".