...con Christian Terlizzi
Andrea Lolli
Com'è andata quest'anno la tua stagione?
"Diciamo che è partita così e così, ci sono state voci che mi volevano lontano da Catania quando io non lo volevo assolutamente è ho giocato poco. Poi è andata benissimo fino a gennaio, ma ad un certo punto ho sbagliato la partita con la Juve e ci sono stati un po' di problemi. Nel complesso non sono assolutamente soddisfatto".
Fra le voci che citavi c'era anche quella di un tuo possibile passaggio alla Juventus. Quanto gli sei stato vicino?
"Molto perché la cosa era decisamente fattibile. Io, però, non ero molto entusiasto di questa scelta perché mi piace giocare e là avrei fatto molta panchina. Sarebbe stato da una parte un orgoglio andare in un grande club, ma a ventinove anni voglio giocarmi le mie carte in un club dove ho la possibilità di esprimermi".
Se si dovesse di nuovo prospettare questa opportunità?
"Ci sarebbero da valutare molte cose, l'anno scorso serviva un sostituto per Chiellini e se quest'anno dovesse ripresentarsi la stessa situazione direi di no. Credo sia meglio fare il primo difensore in una squadra media piuttosto che il quarto in una grande".
Tornando alla partita che dicevi proprio con la Juve, cos'è successo?
"E' successo che sono entrato negli ultimi cinque minuti e ho fatto prendere gol perdendo la partita. La colpa mi è stata attribuita perché è facile quando entri alla fine e perdi per un episodio".
Come vedi Zenga al Palermo?
"Prima dell'ultima gara con il Bologna eravamo seduti a tavola vicini e lui mi chiese, ipoteticamente, se io preferissi un trasferimento alla Lazio o al Palermo. Questo sta anche a dimostrare che il mio rapporto con lui era ottimo e non, come dice qualcuno, un cattivo rapporto. Comunque gli risposi che stava parlando di una squadra, il Palermo, dove ho vissuto tre anni bellissimi e di una squadra, la Lazio, che è la squadra della mia città. Qualunque fosse la scelta non ci sarebbero stati rimpianti".
Secondo te perché ha scelto Palermo?
"Ognuno la vede a suo modo, c'è chi non è contento della sua scelta perché si sente tradito, ma io penso che abbia scelto Palermo perché, come hanno visto tutti negli ultimi anni, è una società importante in cerca di traguardi importanti. Per uno giovane e ambizioso come lui potrebbe essere la sistemazione ideale".
C'è veramente questa grande rivalità fra Catania e Palermo?
"Sì, molta rivalità. Il derby è molto sentito, sono due città stupende e io le ho vissute entrambe. Due realtà calcistiche importanti, dove il Palermo si è già consolidato, ma anche il Catania può diventare una rivelazione importante e una grande società".
L'arrivo di Atzori come lo vedi?
"Con lui ho giocato un anno, ho vinto un campionato ed è una gran persona. Ho avuto un ottimo rapporto e gli ho sempre detto che sarebbe diventato allenatore e che per me sarebbe stato un onore giocare per lui. Spero veramente quest'anno di poter restare e di poter essere allenato da lui perché sono convinto che diventerà un ottimo tecnico. E' molto preparato ed è una persona eccezionale".
Quindi c'è stato un po' uno scambio fra Palermo e Catania
"Uno scambio di ruoli, comunque Atzori era già stato a Catania a fare il secondo di Baldini e la piazza la conosce bene".
Quindi Atzori, essendo stato un secondo importante, può diventare anche un allenatore importante?
"Credo diventerà un allenatore importante, è molto preparato e capisce molto di calcio. Una persona sincera, onesta e leale fa molta strada".
La squadra sarà rivoluzionata dopo alcune partenze illustri, tu cosa ti aspetti?
"Mi dispiace per le partenze perché con chi parte ho passato due anni bellissime e raggiunto due salvezze importantissime. Credo, però, che la società stia facendo ottimi investimenti e costruendo un'ottima squadra. L'unica cosa è che ci sono tanti stranieri e pochi italiani".
Molti argentini, un po' come il Napoli. Loro come si ambientano?
"Sono tranquilli e si ambientano bene. Da noi sono tanti e per loro è come stare a casa, parlano la loro lingua ed è inevitabile che passino tanto tempo insieme. In ogni caso non creano problemi e si adattano a tutto".
Una squadra con molti stranieri pensi possa essere un problema?
"In una piazza come Catania può darsi che qualcosa lo possano accusare perché il tifoso ti fa sentire importante, ma vuole anche tanto. Su questo piano loro sono un po' riservati e potrebbero avere qualche problema".
Invece, per quanto riguarda Stovini, lui ha sempre detto che ha un ottimo rapporto con Zenga, ma non se la sente di andare a Palermo. Cosa ne pensi?
"Quella è una scelta sua, so che non vuole andare nè a Palermo nè a Bari e credo sia una scelta da apprezzare. E' una persona intelligente, stima la piazza di Catania che gli ha dato tanto e forse non tutti avrebbero fatto come lui. In ogni caso le alternative non gli mancano".
Tu sei stato compagno di Vargas che all'inizio, a Firenze, ha un po' stentato. Tu lo vedi meglio come attaccante o difensore?
"Secondo me lui è un esterno alto, non un terzino. Inoltre è andato lì e l'hanno subito fatto sentire molto importante, quindi ha subito tanta pressione. A Catania, invece, è arrivato da sconosciuto e la piazza, così come la società, si è affidata a lui. A Firenze doveva dare tutto subito e dimostrare il suo valore, ha faticato, poi quando ha capito come gestire le cose è tornato il Vargas che conoscevamo tutti".
Che carattere ha lui? Perché Frey ha detto che devono ringraziare Almiron che è riuscito a recuperarlo
"E' un ragazzo molto orgoglioso, ma anche fragile. Se si sente attaccato si chiude e si difende facendo l'esuberante. Forse Almiron gli ha parlato, lo ha calmato e avrà lavorato su questo fatto".
Il tuo futuro?
"Ho ancora due anni a Catania e, a parte quanto successo quest'anno, sto bene. Vorrei restare per fare almeno un'altra stagione in cui confermari e tornare al mio livello, poi fra due anni si prenderanno le decisioni opportune".
Il tuo sogno nel cassetto?
"Giocare il più a lungo possibile, questo basta".




