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...con Marilungo

...con MarilungoTUTTO mercato WEB
© foto di Giacomo Morini
giovedì 15 ottobre 2009, 00:002009
di Andrea Lolli
fonte Intervista realizzata da Raffaella Bon
"Cassano? Il giocatore italiano più forte"

Il suo gol non è servito a regalare la vittoria all'Under 21 di Gigi Casiraghi, ma Guido Marilungo non si lascia andare ed in questa intervista ci parla di azzurro, ma anche del suo ex tecnico Mazzarri e delle sue squadre: Sampdoria e Lecce.

Innanzitutto vi aspettavate una prestazione diversa?
"Sapevamo che per noi era difficile perché la Bosnia giocava tutta dietro la linea del pallone e si chiudeva. Sapevamo che non c'erano spazi, ma sicuramente ci aspettavamo una vittoria".

Quindi ora le cose si complicano
"Ora siamo costretti a vincere tutte le prossime partite. Anche vincendo ieri sera avremmo dovuto poi rincorrere, ma ora non possiamo più sbagliare anche se non cambia più di molto".

Cosa vorrebbe dire l'Under21 fuori dagli Europei visto anche quello che sta facendo l'Under20?
"Non vorrebbe dir niente, vorrebbe dire che abbiamo sbagliato qualche partita e qualcosa non è girato. Siamo stati anche sfortunati perché abbiamo trovato subito l'altra favorita, il Galles, e abbiamo perso 2-1 quando eravamo ancora fuori condizione. Questo ci ha penalizzato molto".

Casiraghi com'è come tecnico?
"E' un grandissimo allenatore e anche una grandissima persona. E' stato giocatore anche lui, è giovane e riesci a capirci. Ci lascia tranquilli senza avere pressione".

Cos'hai provato quando ti hanno detto che eri titolare dal primo minuto?
"Sono stato contento, ho detto che finalmente giocavo una partita da titolare con la Nazionale e non vedevo l'ora di scendere in campo".

Tu vieni tra l'altro proprio dall'Under20 di Rocca, che allenatore è?
"Anche lui è un ottimo mister. Lavora più sulla parte fisica e meno su quella tattica, ma queste sono scelte che cambiano da allenatore ad allenatore".

De Rossi in conferenza stampa lo ha definito un mister rigido a cui non piace tanto scherzare, è vero?
"No, scherza anche lui. Quando sei sul campo ovviamente lavori, ma ognuno è fatto a modo suo".

Invece Casiraghi?
"Lui è come fosse uno di noi. Ci tratta come fosse un giocatore che fa parte della squadra, il capitano. Diciamo che è come se fosse il capo del gruppo, io mi trovo molto bene con lui".

Con Rocca che rapporto hai avuto e cosa ti ha dato?
"Con Rocca ho avuto un rapporto un po' più distaccato, ma anche lui mi ha dato tanto. Sicuramente mi ha fatto vedere il mondo com'è, che non possiamo mai perdere un'occasione e dobbiamo sempre stare attenti senza farci prendere in giro da procuratori e dirigenti vari".

In che senso?
"Nel senso che i giocatori siamo noi e siamo anche quelli che dobbiamo decidere. Non dobbiamo dare retta ai procuratori che magari ci vogliono mandare da un'altra parte perché fa comodo loro, ma questo per fortuna non è il mio caso".

Tu alla Sampdoria hai esordito con Mazzarri, te lo aspettavi a Napoli?
"Non mi aspettavo che rimanesse senza squadra, poi quando ho saputo di Napoli sono stato felice per lui. Devo ringraziarlo tutta la vita visto che ha creduto in me e mi ha fatto esordire".

Che rapporto hai avuto con lui? Come potrà fare?
"Potrà fare benissimo. Con lui ho avuto un rapporto molto sereno, ero il più piccolo della squadra e a volte mi riprendeva, mentre altre scherzava anche. Un rapporto molto semplice e tranquillo".

A Napoli, tra l'altro, ritrova due tuoi ex compagni che hanno dato tanto a Genova
"Sì, con Maggio non ho giocato, però, perché ero in primavera, mentre con Campagnaro sì. Sono giocatori ideali per il gioco di Mazzarri, il Napoli ha una grandissima rosa e probabilmente c'era qualcosa che non andava, ma non credo sia stata colpa solo dell'allenatore. Donadoni ha allenato anche la Nazionale e quindi le sue qualità sono indubbie".

Ti aspettavi di dover lasciare Genova e magari ti aspettavi un po' più di riconoscenza?
"No, mi è dispiaciuto lasciare la città, ma non mi aspettavo di più. Mi hanno mandato in prestito per il mio bene perché là non avrei avuto la possibilità di giocare".

Si parla tanto di Cassano in Nazionale, tu cosa ne pensi che sei stato suo compagno?
"Penso che Cassano sia il giocatore italiano più forte in circolazione, ma sulla convocazione non voglio entrare. Sono tutti campioni, mister ha visto tutto e sa quello che serve. Conoscendo Antonio e vedendo le partite io lo porterei in qualsiasi squadra".

Ti aspettavi la Sampdoria prima in classifica?
"No, speravo facesse bene, ma non mi aspettavo così".

La coppia Cassano-Pazzini è devastante?
"Sono due grandissimi campioni, anche Pazzini fa sempre gol".

Come te lo spieghi così diverso da Firenze?
"Secondo me perché a Firenze aveva perso fiducia e a Genova l'ha riacquistata".

Il tuo mister De Canio ti descrive come un ottimo giocatore, ma anche un ottimo ragazzo che può diventare un campione
"Mi fa molto piacere, ora sono qui a Lecce e sono venuto per crescere e migliorare. Vedremo fino a che punto potrò arrivare".

De Canio ti sta già dando suggerimenti per la tua crescita personale?
"Sicuramente, sono convinto che ogni allenatore ti lascia sempre qualcosa, anche chi ti lascia magari sempre in tribuna".

Vi aspettavate un campionato diverso a Lecce?
"No, sapevamo che era difficile e magari ci aspettavamo di avere qualche punto in più. Ora, comunque, cercheremo di recuperare strada facendo".

Lecce e Torino che stentano te lo immaginavi?
"No, ma il campionato di B è lungo e c'è ancora molto strada. Se ne riparlerà più in là".

Dopo i Mondiali diversi giocatori non faranno più parte della Nazionale, il tuo sogno nel cassetto è arrivarci?
"C'è ancora molta strada da fare. Ho fatto sette partite in A e ci sono moltissimi giocatori più forti di me davanti. Per ora non la guardo neanche con il binocolo e non ci penso neanche".