...con Orsi
Andrea Lolli
Al termine del 2009 i nostri microfoni hanno raggiunto Fernando Orsi, che ha fatto un bilancio dell'anno che va a concludersi e ha espresso le proprie aspettative sul 2010.
Che anno è stato questo 2009?
"E' stato un anno che a livello calcistico non ha offerto tantissimo. Abbiamo iniziato con l'Inter in testa e lo abbiamo finito nello stesso modo. Le inseguitrici erano Milan e Juventus, come lo sono ora, quindi ritengo che sia cambiato poco. Abbiamo avuto una grande delusione a livello europeo, ma ci siamo ripresi in questa stagione con tre qualificate agli ottavi e la Juventus che comunque è ancora in Europa League assieme alla Roma. Siamo migliorati, è stato un anno positivo, ma forse ci si aspettava qualcosa di più a livello di club".
Come si spiega l'eliminazione dalla Champions della Juventus?
"Indubbiamente hanno cambiato molto come intelaiatura e squadra. Hanno avuto la sfortuna di avere diversi giocatori infortunati nel momento cruciale della stagione e anche con il Bayern hanno avuto assenze importanti. E' vero che non hanno giocato benissimo, ma forse con un pizzico di fortuna in più poteva andare meglio. Questi sono comunque momenti particolari, quando la vittoria non arriva si creano tensioni e l'ambiente rumoreggia un po'".
La cosa strana, tra virgolette, è il ritorno di Bettega, uomo della famosa 'Triade'
"Bettega è sempre stato identificato un po' come immagine della Juventus e quindi credo sia stato un ritorno giusto per affiancare Secco nei tanti problemi che si possono creare in tutta la stagione. Va a completare un quadro dirigenziale già abbastanza importante".
La sorpresa, in Champions, è stata la Fiorentina?
"Hanno meritato perché han vinto partite importanti in momenti cruciali. Ha vinto in casa con il Liverpool, ha vinto con il Lione e la qualificazione è meritata come per tutte le altre. Questo sta a testimoniare la bontà della squadra di Prandelli e del lavoro svolto negli anni. La squadra è giovane, gioca un buon calcio e dopo l'esclusione dello scorso anno ha meritato di potersi giocare una qualificazione ai quarti".
In Europa League, invece, salutano Genoa e Lazio
"Sono state eliminazioni abbastanza a sorpresa. I gironi sembravano sulla carta più che abbordabili, soprattutto quello della Lazio, ma hanno iniziato male e finito peggio. Mi ha sorpreso un po' questa esclusione della Lazio soprattutto, ma anche quella del Genoa perché era partito bene. Indubbiamente sono due squadre che devono ancora acquisire la mentalità europea per far sì che nei momenti cruciali per la qualificazione alle varie fasi arrivino prestazioni migliori. Per il Genoa, ad esempio, nella gara persa 3-2 a Valencia un po' di esperienza in più sarebbe servita".
In campionato Bari e Parma sono le sorprese della A?
"Hanno due allenatori che fanno giocare bene le proprie squadre. L'intelaiatura è rimasta quella della B ed è molto più facile anche per i nuovi ambientarsi. Stanno facendo bene, esprimono un buon calcio e questo è un fatto importante perché le piccole possono trarre importanti insegnamenti. Anche le grandi, poi, se a livello europeo giocassero un po' più come Bari e Parma potrebbero raccogliere maggiori risultati".
Per Lazio e Catania, invece, il 2009 è stato in parte fortunato e in parte sfortunato
"Sono andate in maniera molto altalenante. La Lazio ha vinto la Supercoppa Italiana a Pechino e ha un po' illuso su quali potessero essere le aspettative dei tifosi. Il Catania ha raggiunto invece un'ottima salvezza, ma ripetersi non è mai facile e penso che per questo tipo di squadre i conti si debbano fare alla fine. Il Catania sa di dover lottare per salvarsi fino alla fine e alla lunga usciranno anche carattere e esperienza, doti importanti in questo tipo di partite".
In B, invece, c'è il Torino che ha avuto un 2009 disastroso
"E' la squadra che forse ha più deluso nell'anno solare. Dopo la retrocessione non sta facendo bene, ma scendere in B richiede un periodo di adattamento importante. Tutte le squadre ti danno filo da torcere, non c'è una partita facile e forse stanno accusando molto questo adattamento. La squadra ha giocatori importanti e mi risulta difficile poter pensare che possano recitare un ruolo di secondo piano. Sono convinto che dopo questo periodo di crisi i valori tecnici possano uscire fuori".
Un'altra squadra che delude è la Reggina
"Anche lei è retrocessa e deve adattarsi, vale lo stesso discorso per il Torino. Vanno in maniera molto altalenante, alternando gare importanti a sconfitte disastrose, proprio perché l'atteggiamento mentale dev'essere diverso. Non si può pensare che giocare contro Sassuolo o Crotone sia facile".
Nel 2009 hanno lasciato l'Italia anche due grandi campioni: Ibrahimovic e Kakà
"Questo dispiace molto, ma sta a significare che il campionato italiano non è più il più bello ed importante a livello europeo. I giocatori cercano altri stimoli, anche a livello economico, e vanno in campionati dove fanno esperienze diverse. Se prima il calcio italiano era quello che ospitava i grandi campioni, ora inizia ad invertirsi la tendenza. Il calcio si sta globalizzando, quello italiano è un po' calato e sono saliti quelli spagnoli, inglesi e tedeschi".
Dal 2010, invece, cosa si aspetta?
"Un po' di lavoro, di trovare una soluzione per tornare in pista. Inoltre mi aspetto di vedere squadre italiane che fanno bene in Europa, la Nazionale che fa bene in Sudafrica, perché ha tutte le qualità per poterlo fare, e che il campionato italiano possa assistere ad una rinascita perché ne ha bisogno".




