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esclusiva

Lazio, Avincola: "Fondamentale investire nei vivai"

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autore
Alessio Calfapietra
sabato 4 luglio 2009, 18:402009
autore Alessio Calfapietra
04.07.2009 18:402009
intervista realizzata da Raffaella Bon
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Alessandro Pizzuti

C'è grande incertezza per quanto riguarda il settore giovanile della Lazio per la prossima stagione. Roberto Sesena non è stato confermato alla guida della Primavera, anche se ultimi, forti segnali lo danno di nuovo in sella, ma alle sue spalle ci sono i nomi di Fabrizio Ravanelli e di Stefano Avincola, già tecnico degli Allievi. Tuttomercatoweb lo ha contattato in esclusiva per sapere le ultime novità nella vicenda e scoprire qualche segreto del valido vivaio biancoceleste.

Sarà lei o Ravanelli il nuovo tecnico della Primavera?
"Non è ancora appurato se sarò io, posso solo dire che da nove anni faccio parte del progetto, ho fatto tutta la trafila sino ad arrivare agli Allievi, mi sento parte di un progetto, se poi il presidente deciderà se farmi andare in Primavera o rimanere negli Allievi dipende da lui"

Lei ha fatto grandi cose con la Lazio
"Penso che il mio operato sia apprezzato, a detta del presidente e degli addetti ai lavori, sia per i risultati che per l'entusiasmo trasmesso ai ragazzi che hanno fatto parte la scorsa stagione della Primavera. Molti hanno avuto il loro debutto in serie A ed un'alta considerazione da parte della società. Poi c'è stato anche un ragazzo che ha debuttato con il Manchester United"

Macheda, appunto, è un suo prodotto?
"Macheda è un frutto di tutti noi, lui si identifica di più in me e mi ringrazia anche pubblicamente per avergli trasmesso le nozioni educative e tattiche che gli hanno permesso di mettersi in evidenza al Manchester (due goal nelle prime due gare,ndr)"

Quanto rammarico c'è di non averlo trattenuto alla Lazio?
"Tantissimo, io sapevo che il ragazzo aveva qualità importantissime ma purtroppo le strade si sono divise. Sono molto contento per lui perchè ha avverato un suo sogno, il rammarico è che avrebbe potuto realizzare questo sogno all'interno della Lazio"

Si aspettava che potesse esprimersi così sul campo?
"Si lo sapevo, il ragazzo non ha timori reverenziali, in qualsiasi ambiente riesce ad esprimersi con la massima disinvoltura e poi visto che Manchester è una societù che riesce a fare esordire i giovani mi sarei aspettato di vedere un esordio importante anzi pensavo che potesse farlo anche prima visto che noi ci teniamo sempre in contatto"

Quanti altri giovani ci sono che possono far bene ad alti livelli?
"Ce ne sono diversi anche la scorsa stagione Mendicino ha dato modo di farsi notare e anche lì c'è stata una grande soddisfazione per me che alla domanda su chi volesse ringraziare, lui ha risposto un pò tutti, ma Avincola mi ha dato più di tutti. La riconoscenza di un ragazzo in un settore giovanile conta forse a volte più dei risultati. Comunque ce ne sono diversi, Faraoni e Tuia (difensori, ndr), tanti 90 e 91 che hanno dato modo e maniera di poter dimostrare di avere caratteristiche importanti ma non basta: vanno coltivate basta un secondo per interrompere un lavoro di anni"

Vista la crisi finanziaria è bene avere un settore giovanile importante?
"E' fondamentale crescere reagazzi in casa ma poi bisogna dare sfrogo al lavoro fatto in precedenza e magari dargli la vetrina importante e farli esordire, vedesi Santon con l'Inter, solo un anno fa l'ho affrontato negli allievi, poi in pochi mesi è diventato un pilastro della squadra ed è arrivato il debutto in nazionale. L'impegno in questo settore è importante, così come prendere rischi nel farli esordire"

Secondo lei è giusto che solo un allenatore straniero faccia esordire un giovane?
"Non è assolutamente giusto ma bisogna vedere per ogni singola società, certo che vanno ponderate le cose e dare spazio ai giovani che dimostrano valore"

Nel progetto Lazio, il suo apporto sarà ancora maggiore?
"Mi auguro di si, aspetto di avere un colloquio con il presidente per definire il mio incarico per la prossima stagione"

© Riproduzione riservata