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Genoa, Modesto: "Giocando ho ritrovato condizione e fiducia"

Genoa, Modesto: "Giocando ho ritrovato condizione e fiducia"TUTTO mercato WEB
© foto di Giacomo Morini
giovedì 8 ottobre 2009, 08:052009
di Redazione TMW.
fonte di Claudio Baffico per Pianetagenoa1893.net
Esclusiva pianetagenoa1893.net

La serietà del professionista, la forza del giocatore. Francesco Modesto era arrivato nell'estate 2009 dalla Reggina con il compito di presidiare la fascia sinistra. Prime gare ufficiali molto convincenti, poi il grave infortunio patito nel corso di Genoa - Napoli. Una volta ristabilitosi, nella zona di sua competenza si era imposto Mimmo Criscito e così le apparizioni furono molto ridotte.
Quest'anno, invece, anche a seguito della catena di infortuni con cui ha dovuto fare i conti il Genoa, il calabrese ha ritrovato un posto da titolare, dimostrando a tifosi e società di essere tornato quello di un tempo. Per raggiungere il top manca ancora un piccolo passo ma Francesco Modesto è a tutti gli effetti una garanzia di questo Grifone con tanta voglia di volare.

I tanti infortuni di questo periodo hanno permesso di scoprire diversi giovani e di ritrovare un ottimo elemento come lei...
«Sono molto contento di aver trovato un po' di spazio. Era da tanto che non giocavo e certe sensazioni mi mancavano. Il Genoa dispone di una rosa completa e, quando un elemento è costretto a dare forfait, ce n'è subito un altro, altrettanto valido, pronto a rimpiazzarlo. Inoltre il mister ha sempre dimostrato di puntare su tutti e ciò rappresenta un fattore molto importante per ciascuno di noi. Abbiamo la consapevolezza, infatti, che tutti avranno le loro opportunità».

La Juventus in campionato, il Valencia in Europa League: non si è fatto mancare proprio nulla...
«E' stata davvero una bella soddisfazione poter prendere parte a gare del genere. Peccato solo per come sono andate le cose in campo: con la Juve abbiamo subito un gol a freddo ma poi siamo stati bravi a reagire e a ribaltare la situazione. Dispiace, poi, per aver incassato il gol del pareggio a cinque minuti dal termine e, soprattutto, sugli sviluppi di un calcio piazzato. A Valencia, invece, abbiamo tenuto bene il campo a lungo, contro un avversario di valore assoluto. Pensavamo di essere riusciti a congelare il pareggio ed invece siamo stati puniti».

Con la Juve, a mio avviso, lei ha disputato la miglior partita da quando è rientrato...
«La ringrazio ma non sono d'accordo. Credo di essermi comportato meglio a Bologna».

Come avete vissuto quelle sterili polemiche sul turnover dopo la gara di Verona?
«Tutti quanti siamo nel calcio da diversi anni ed abbiamo imparato che molto spesso la differenza nei giudizi la fa il risultato. Quando vinci tutto va bene ma se la squadra perde inizia a piovere qualche critica. Il segreto è uno solo: cercare di preparare al meglio l'impegno successivo e cercare di ottenere un successo».

Che differenze ci sono tra il gruppo dell'anno scorso e quello di quest'anno?
«Noto più similitudini che differenze. Entrambi, infatti, sono molto predisposti ai sacrifici, sono composti da giocatori e ragazzi molto seri ed ascoltano con grande attenzione le parole del mister nel tentativo di applicare in campo le sue indicazioni».

Tra i nuovi acquisti, qual è quello che l'ha impressionato di più?
«Alberto Zapater. Si tratta di un professionista molto serio che, nell'approccio alla gara, bada anche al minimo dettaglio. E poi si è scoperto anche un esperto sui calci di punizione: in Spagna ne batteva poche mentre qua ha già realizzato due gol capolavoro. E dovreste vederlo in allenamento...».

Dovesse dare una percentuale, in che stato di forma si trova?
«Comincio a stare bene. Più si gioca, più si migliora e ci si integra nei meccanismi. Le sedute di allenamento sono molto importanti ma poi è la partita che è in grado di regalarti tanto, sia sotto il profilo della fiducia che della forza fisica».

Nella fabbrica del gol del Genoa manca ancora all'appello Francesco Modesto...
«Sarebbe bellissimo ma non ci penso. Non segno dal Reggina - Udinese di un anno e mezzo fa. Ci proverò anch'io ma lo reputo un compito piuttosto difficile: io alla porta avversaria neanche mi ci avvicino!».