Giocatori nel ruolo di arbitri: nel Lazio si può
Stefano Sica
Giocatori che diventano arbitri. Nel Lazio è un esperimento fattibile. La Figc ha infatti reso nota l'iniziativa adottata dal presidente del Comitato Regionale del Lazio Melchiorre Zarelli, all'indomani del rinnovo per altri quattro anni del suo mandato. A Segni, nella sfida del campionato Esordienti tra i padroni di casa e Cava dei Selci, il direttore di gara è stato Francesco Turco, atleta militante nella categoria Juniores Provinciali del club lepino. Il progetto di Zarelli prevede, infatti, l'arbitraggio delle gare delle squadre Pulcini ed Esordienti da parte di calciatori degli Allievi e Juniores della società ospitante. "La motivazione sta nel cercare di creare un rapporto diverso tra i calciatori - ha chiarito Zarelli -, responsabilizzarli in primo luogo e far conoscere e capire le regole del calcio che vengono tralasciate a vantaggio di allenamenti fatti di tiri in porta, punizioni, calci d'angolo e quanto altro.
Un'iniziativa che ritengo importante perchè potrebbe coniugare la preparazione fisica con le regole e la responsabilità, ma potrebbe essere anche un deterrente alla violenza. Abbiamo deciso di sfruttare questa possibilità che ci offre il comunicato n.1 del Settore Giovanile e Scolastico, con l'intenzione di aprire strade nuove". Gli aspiranti arbitri dovranno partecipare ad un corso adeguato, articolato in tre o quattro sessioni di un'ora ciascuna. Al termine del corso, riceveranno in dotazione un fischietto, un taccuino e una divisa da gioco. Inoltre ai tre giocatori-arbitri che, al termine della sperimentazione, avranno diretto il maggior numero di gare, verranno assegnate tre borse di studio rispettivamente di 500, 400 e 300 euro e i diplomi attestanti la partecipazione al progetto.




