Guglielmo Stendardo: "Sono ancora legato alla Lazio"
Francesco Ponticiello
In queste ore in casa Lazio tiene banco la questione allenatore, ma un altro scoglio che il presidente Lotito dovrà superare, è quello di sfoltire una rosa che entro il 30 Giugno sarà composta da 52 giocatori.
Tra questi, ci sono anche coloro che la scorsa estate, sono stati definiti "epurati", ossia quel gruppetto di calciatori biancocelesti che, nel giro di pochi giorni, si trovarono ad allenarsi da soli al centro sportivo di Formello, mentre il resto della squadra era in ritiro. Tra di loro c'era anche Guglielmo Stendardo, che alla fine di un tira molla durato più due mesi, venne ceduto in prestito al Lecce. La redazione de Lalaziosiamonoi.it ha raggiunto in esclusiva il difensore napoletano, per capire come si è evoluta in questi mesi la sua situazione.
Ci sono novità sul tuo futuro?
"Io sono un giocatore della Lazio e sono orgoglioso di esserlo, ho altri quattro anni di contratto, quindi questo la dice lunga, sia per quanto riguarda le intenzioni del presidente, sia per quello del sottoscritto".
Adesso pensi che con la partenza di Rossi, ci sono più possibilità di una tua permanenza alla Lazio?
"Io spero di far parte di questo nuovo ciclo, per me sarebbe bello. Diciamo che adesso ho qualche possibilità in più di restare alla Lazio, almeno me lo auguro".
Dopo un comportamento non proprio corretto della società nei tuoi confronti la scorsa estate, se adesso ti proponesse di restare, quale sarebbe la tua risposta?
"Lo ripeto, io mi auguro di restare alla Lazio per diversi motivi, il primo è che Roma è la città più bella del mondo, poi ho anche l'università, ma la cosa più importante è che ho un rapporto splendido con la tifoseria anche dopo tutto quello che è successo tra me e la società. Penso che giocare nella Lazio sia un punto d'arrivo per ogni calciatore".
Ci racconti proprio perché la scorsa estate da un giorno all'altro un gruppetto di voi giocatori è stato escluso dalla rosa?
"Io ci sono rimasto molto male, infatti ho fatto valere un diritto insieme al mio procuratore ed altri giocatori, in modo che non possano ripetersi più episodi del genere. Io penso che ogni giocatore ha il diritto di partecipare al ritiro precampionato, anche perché è un momento fondamentale per noi. Stare a Formello da soli è stata una parentesi veramente brutta".
La colpa di quello che è successo è del presidente o dell'allenatore?
"Io credo che le scelte le abbia fatte l'allenatore, anche quella di non portarci in ritiro. Mentre il presidente poteva fare ben poco".
Ricordi le dichiarazioni rilasciate da Lotito? Diceva che voi non eravate partiti con il resto della squadra perché l'albergo non riusciva ad ospitare la rosa completa. Cosa ne pensi?
"Quella fu una delle dichiarazioni che lasciava il tempo che trovava; nel senso che noi avevamo diritto di partecipare agli allenamenti, non era assolutamente logico che restassimo solo sette di noi a Formello ad allenarci, ripeto comunque penso che decisiva sia stata la decisione dell'allenatore".
Dopo la sentenza della Figc, sul lodo Stendardo, che ha condannato Lotito a pagare una multa di cinquemila euro, hai avuto contatti con la società?
"No, dopo la sentenza non ho avuto alcun contatto con la società".
Conoscendo Lotito, come pensi che abbia accolto la sentenza? Questo non potrà influire sulla tua conferma?
"Non so come l'abbia presa, ma mi auguro che tutto ciò non possa influire sulla mia permanenza alla Lazio, anche perché ho firmato un contratto di cinque anni, questo testimonia la mia volontà di restare, e spero anche quella del presidente di non cedermi".
Quindi ci confermi che non hai ricevuto in questo periodo offerte da altre squadre?
"Guarda anche se arrivassero altre offerte, in questo momento il mio desiderio è quello di ritornare alla Lazio, anche se l'ultima parola spetterà al presidente e al nuovo allenatore".




