Gussoni: "Sulla regola del fuorigioco occorre un ripensamento"
Stefano Sica
L'attuale normativa che regola il fuorigioco non sembra soddisfare in pieno Cesare Gussoni. Il presidente AIA spiega in questo modo le proprie perplessità: "Il problema di base è uno solo: l'evoluzione della regola del fuorigioco ha creato una difficoltà non risolvibile in maniera agevole nemmeno con il ricorso ai mezzi meccanici. Tutto questo crea problemi al sistema, prima o poi l'International Board della Fifa dovrà prendere una decisione. Il ruolo dei guardalinee è estremamente difficile e a questo si aggiunge l'analisi effettuata con le immagini riprese da 8 telecamere. Oggi si va alla ricerca del mezzo braccio avanti e della scarpa che resta indietro, in passato il pubblico allo stadio non percepiva queste situazioni.
Anche il miglior calciatore sbaglia e non riusciamo a capire come faccia - aggiunge Gussoni -. Gli errori dei guardalinee vanno accettati, ma l'arbitro è sempre il capo della terna. Il guardalinee è un assistente, le decisioni spettano al direttore di gara che può intervenire per correggere una segnalazione sbagliata. Nella stagione attuale, invece, talvolta si è assistito a errori arbitrali provocati dall'intervento 'invadente' di qualche collaboratore. Siamo andati un pò oltre.




