Nesti Channel - Juventus OK, Torino KO
Redazione TMW.
La Juve chiude la stagione al secondo posto e dice addio a Pavel Nedved, al Toro non riesce invece la missione impossibile di vincere a Roma e deve incassare la quinta retrocessione in B degli ultimi vent'anni.
La città di Torino perde dunque il derby che aveva faticosamente ritrovato nel 2007, dopo quattro stagioni di attesa. Ma la colpa è sola della parte granata, perché quella bianconera ha fatto in pieno la sua parte, come la piazza d'onore conquistata con merito ha testimoniato. La Juve per larghi tratti della stagione è stata l'unica vera alternativa all'Inter, ma dopo l'uscita dalla Champions i rapporti tra Ranieri e la vecchia guardia, mai idilliaci già nel passato, hanno rotto il giocattolo. Ferrara ha avuto il merito di sistemare le cose negli ultimi 180 minuti, anche se il merito di aver conquistato il platonico titolo di vice campione d'Italia la Signora lo deve al tecnico che l'ha guidata fino al 17 maggio.
Un positivo finale di stagione, con il Del Piero show a Siena e la doppietta di Iaquinta che ha steso la Lazio, chissà se sarà sufficiente a Ferrara per meritarsi di guidare la squadra dall'inizio della prossima stagione. Ora che Spalletti sembra più lontano e che, oltre al gettonatissimo Conte, si è inserito nella partita anche il francese Blanc, è impossibile pronosticare come andrà a finire. Di sicuro è terminata l'avventura in bianconero di Nedved e la speranza è che la Juve non debba rimpiangere tra qualche mese di non aver fatto abbastanza per convincere a restare la 'furia ceca' protagonista di otto stagioni da incorniciare.
Per il Toro, invece, ci sarà da ripartire per l'ennesima volta dalla serie B. Il presidente Cairo, che aveva rilevato la società dalla cadetteria dopo il fallimento cimminelliano, si ritrova al punto di partenza. Dopo due sofferte salvezze, quest'anno la penultima giornata è stata fatale ai granata. La sconfitta contro il Genoa ha consentito al Bologna l'aggancio e una squadra granata decimata dagli infortuni e dalle squalifiche figlie della settimana precedente aveva il 99,99% di probabilità di retrocedere. E così è avvenuto, malgrado la rete di Vailatti in avvio avesse fatto sognare un finale a sorpresa. Ma il Bologna ha risolto in fretta la pratica Catania, il gol di Morimoto nella ripresa ha fatto sperare nel miracolo solo pochi istanti, alla notizia del 3-1 di Di Vaio il Toro si è arreso, consegnandosi alla Roma nel finale.
Il Toro non è retrocesso nella gara dell'Olimpico, ma molto prima, probabilmente a fine gennaio, quando non si è fatto abbastanza da parte della società per migliorare l'organico negli ultimi giorni del mercato di riparazione. Camolese ha fatto quanto poteva, il rammarico è non averlo chiamato già a dicembre, quando venne dato il benservito a un De Biasi che in quattro mesi non aveva dato un gioco e un'anima ad una squadra sprofondata in zona retrocessione. Novellino non ha mai saputo farla uscire dalle secche e quando il Mister X granata ha smesso di pareggiare ha rimediato solo sconfitte. Camola ha fatto quanto ha potuto e sarebbe ingeneroso prendersela con lui, anche se è comprensibile l'idea di Cairo di ripartire con un nuovo allenatore.
Il risultato è che il Toro finisce in serie B al termine di una stagione da incubo, con il maggior numero di sconfitte subite (20), una difesa colabrodo (61 gol al passivo), una rosa di 25 giocatori numericamente ricca ma qualitativamente scarsa, con troppa gente priva di cuore (granata). Due direttori sportivi (Pederzoli e Foschi) e tre allenatori non sono bastati per evitare la catastrofe e a metà luglio ci sarà il quarto tecnico diverso in dodici mesi sulla tolda granata. Sperando che questa volta il progetto vada avanti fino a fine stagione, perché il purgatorio deve durare una sola stagione. Anche se ci sarà da ripartire quasi da zero, con i vari Sereni, Rosina, Dzemaili e Bianchi sul piede di partenza. E dire che il 31 agosto, dopo il 3-0 rifilato al Lecce nel debutto, qualcuno aveva parlato addirittura di zona Uefa...




